Traduci

giovedì 1 febbraio 2018

Siria, un po' di storia...

Il tempio ittita di Ain Dara distrutto dall'aviazione turca . L'importante luogo di culto, attivo dal 1300 a.C. al 740 a.C., è stato colpito nel corso di un raid contro le postazioni curdeE' una perdita enorme per la storia, per l'archeologia, e per la Siria

di Claude Zerez 
La Siria è alla frontiera di due spazi culturali antitetici: lo spazio occidentale, affacciato sul Mediterraneo e lo spazio orientale per la sua apertura sul Medio Oriente asiatico. Questo Paese, che costituisce un crocevia nevralgico per gli scambi tra il nord Africa, l'Arabia, l'Asia Orientale, Occidentale e Minore è anche un passaggio obbligato verso l'Europa. È grazie alla sua posizione geografica che la Siria è diventata un paese dalle molteplici sfaccettature in cui si sono mescolati popoli e lingue diverse: Aramei, Cananei, Ebrei, Nabatei, Persiani, Greci, Romani, Bizantini e Arabi.
Per questa sua situazione centrale, la Siria ha avuto una storia molto movimentata. Spesso essa ha dovuto piegarsi sotto la pressione e l'influenza di altri popoli. Essa fu in successione occupata, lacerata e ambita dai diversi Imperi le cui capitali erano situate in Mesopotamia, in Egitto e nell'Europa mediterranea (Roma, Costantinopoli). Questo gigantesco fermento culturale fa oggi la ricchezza incomparabile di questo paese. Di conseguenza, la storia umana della Siria si rivela molto complessa attraverso reti molto fitte di tipo semita, sia di ebrei, cristiani o musulmani.
La Siria è anche l'asse principale attraverso il quale le civiltà si sono spostate, poiché l'Eufrate che la attraversa fu nel corso della storia la via naturale di comunicazione. Civiltà in movimento in Siria, civiltà autonoma, sedentaria e ripiegata su se stessa in Egitto.
Andare in Siria equivale a tornare indietro alle radici della storia umana. I riferimenti storici alla civiltà giudaico-cristiana ci fanno spesso risalire ai Greci e alla Bibbia. Ma non dovremmo tornare ancora più indietro, all'Oriente antico? Le origini più remote che l'uomo ha riesumato non si trovano forse in Mesopotamia? La Siria finestra mediterranea della Mesopotamia, non ha forse partecipato attivamente a questa grande rivoluzione che ha fatto passare l'umanità dalla preistoria alla storia?
La Siria custodisce un patrimonio culturale di oltre 5000 anni. E' orgogliosa di possedere i più antichi centri urbani che furono abitati senza interruzione e la sua storia è caratterizzata da quattro tempi forti.
1 - Nei musei di Damasco e di Aleppo, a Ebla, a Ugarit e Mari, è possibile farsi un'idea abbastanza precisa di come la Siria, nel III° millennio avanti Cristo, abbia partecipato alla grande rivoluzione urbana e culturale di questo periodo che ci ha lasciato l'alfabeto.
2 - Alessandro, nel IV° secolo a.C. tenta la fusione tra Oriente e Occidente: ed è in terra siriana che immagina questo incredibile incontro tra lo spirito classico dei Greci e l'anima appassionata dell'Oriente semitico. Ciò che ne risulta sono queste favolose città ellenistiche come Apamea e Antiochia, che rappresentano bene il ruolo essenziale svolto dalla Siria in questo incontro delle civiltà Greco-romana e Orientale, incontro pericoloso poiché la Siria costituiva allora una Provincia di confine tra l'Occidente romano e l'Oriente persiano, ma incontro brillante poiché Palmira poté svolgere il ruolo di arbitro.
3 - E' il dinamismo e la diffusione folgorante del cristianesimo che viene a modificare completamente il volto del mondo e i rapporti tra le culture. Il Cristianesimo è stato sia il cemento unificante, ma anche una leva che ha riattivato le culture semitiche locali. Il Paese diventa cristiano, fieramente cristiano. La Siria è "la punta di lancia" della nuova religione che sviluppa un pensiero brillante e un nuovo stile di vita originale che è il monachesimo. Cambiando religione, cambia anche il padrone: essa passa sotto il dominio di Bisanzio, quindi dell'Europa, ma non per molto, poiché il giogo imperialista di Bisanzio le è rapidamente insopportabile e, intrappolata tra i Persiani e i Bizantini che se la contendono, accoglie nel 634 una terza forza, gli Arabi, potenza inaspettata in mezzo a questi vecchi Imperi.
4 - La Siria diventa musulmana. Una nuova pagina si scrive, forse la più brillante poiché Damasco diventa la capitale dell'impero musulmano. La configurazione geopolitica del mondo è completamente modificata. Un unico Impero si estende dall'Atlantico ai confini della Cina, unendo per la prima volta mondo mediterraneo e mondo asiatico. La Siria e la Mesopotamia, che fino ad allora formavano la periferia dell'Impero, si trovarono a formare da entrambe le parti della steppa un nuovo centro.
Al centro di questo lungo periodo delle origini al giorno d'oggi, una parentesi segna la storia siriana. E ' il periodo Crociato che imprime, durante due secoli, un marchio indelebile in terra siriana, attraverso l'architettura romanica e gotica che l'Occidente porta in Siria. 
Di conseguenza, il Paese abbonda di molte ricchezze; un Paese a cui l'umanità è debitrice; un Paese che ha sofferto molto, perché è sempre stato un pomo della discordia tra gli Imperi; un Paese che ha creato molto, proprio perché il Paese è stato un luogo di fermento delle culture.
Infine, bisogna tenere ben presente che se il cristianesimo è nato a Gerusalemme, ha preso il suo slancio in Siria. Il Paese si trova nelle immediate vicinanze della Palestina. Spesso menzionato nella Bibbia, ha svolto un ruolo essenziale nel debutto del cristianesimo. Basta, per rendersene conto, rileggere gli Atti degli Apostoli. È ad Antiochia, allora capitale della Siria Apostolica, che la Chiesa si aprì ampiamente ai pagani e che i discepoli di Gesù ricevettero per la prima volta il nome di Cristiani. È sulla via di Damasco, la sua attuale capitale, che Saulo si convertì e divenne l'apostolo Paolo. A Damasco si erge sempre la casa dove il suo vescovo Anania lo iniziò al Vangelo.
A Doura-Europos, nel deserto siriano, si può visitare la più antica chiesa conosciuta del mondo; una chiesa clandestina, allestita nel 232 d.C. che si trova all'interno di una casa e ci fa risalire ai tempi in cui gli imperatori Romani perseguitavano i cristiani. Nel Nord-Ovest del paese si ergono le rovine di centinaia di monasteri e chiese costruite verso la fine dell'epoca Antica.
Non ci resta che sperare la pace, la democrazia vera e laica e il rispetto dei credenti, qualunque essi siano, affinché nuovamente la Siria torni luogo di incontro e di passaggio per tutti coloro che vogliono ritrovare le tracce autentiche e vere delle civiltà, musulmane e giudaico-Cristiane.

martedì 30 gennaio 2018

Testimoni di un mondo divino: il perdono di Christine

Christine è una vittima dell'attentato del 22 gennaio sui quartieri Bab Touma e  al-Shagour di Damasco, quando numerosi colpi di mortaio sono stati lanciati dai ribelli stanziati nel Ghouta all'ora dell'uscita dalle scuole cristiane. Per la granata ricevuta le hanno dovuto amputare la gamba sinistra, mentre per la sua amica Rita, il piccolo Elias di 3 anni e altri 21 persone, si sono spalancate le porte del Paradiso. 
In questo video si può ascoltare la straordinaria testimonianza di questa forte ragazza cristiana e della sua magnifica famiglia.



Christine:  "Spero di essere l'ultima vittima del terrorismo"
                  "Vorrei continuare la mia vita come era prima, con tutti i progetti e sogni, e continuare a   studiare "
                   "Non provo alcun odio contro quell'uomo che ha buttato la bomba"

I genitori: "Siamo meravigliati dalla determinazione e volontà di Christine"
                   "Abbiamo un dolore così grande che non auguro a nessuno, neanche a quelli che ci         hanno colpito"
                   "Perdoniamo tutti, non riusciranno a fermare la Siria con questi atti terroristici".
                   "Resteremo in Siria, perchè amiamo la terra siriana"


Dal convento francescano del Memoriale di San Paolo, situato proprio nel quartiere Bab Touma, fra Bahjat Karakach testimonia
«Tantissime persone affollavano la piccola anticamera della terapia intensiva, una attesa bruciante scandita dalla preghiera di un coro di persone che in attesa di sapere se i loro cari ce la faranno, se riusciranno a sopravvivere, pur nella tragedia di aver perso una gamba o un occhio... E dall’interno si sentivano solo grida di dolore... I medici si prodigavano ma senza poter soddisfare i bisogni di decine di feriti, sopraggiunti tutti insieme dalla vicina piazza di Bab Touma. La scena era apocalittica all’ospedale Saint Louis. Me lo ha raccontato Georgette, che era lì per sostenere i genitori di una ragazza sedicenne, sua parente, che all’uscita dalla scuola è stata raggiunta, con molte altre persone, da un colpo di mortaio lanciato dalla zona di Jobar alla periferia di Damasco, occupata dai terroristi».  Continua il frate: «Cristina, la sedicenne, ha subito l’amputazione della gamba. Ma è stata “fortunata”; Rita, la sua compagna, non ce l’ha fatta. Così come Elias, che aveva appena tre anni, e altri ancora che saranno per sempre nel ricordo triste dei damasceni. Ancora una volta si riapre la ferita, mai completamente rimarginata, di una violenza assurda e gratuita, di una guerra fomentata da interessi regionali e internazionali che usano il popolo siriano quale carburante inestinguibile. La violenza che alberga nel cuore di persone indottrinate all’odio verso il diverso continua a colpire tutti indistintamente, soprattutto le chiese: ieri la cattedrale maronita e la settimana scorsa la chiesa francescana e quella dei greci cattolici. Ma le comunità cristiane restano a Damasco, come piccolo segno di riconciliazione e di speranza per tutto il popolo siriano».

sabato 27 gennaio 2018

Dal tesoro inesauribile della Siria cristiana (2° parte)

 traduzione della prima epigrafe in greco: "noi preghiamo per/ringraziamo il nostro santissimo vescovo Alessandro" e per un'altra persona, di cui non resta chiaro il ruolo, che potrebbe chiamarsi EVANGELOS (ma non è detto che si tratti di un nome proprio) e a cui potrebbe essere riferito l'aggettivo EULABOUS espresso in genitivo e che potrebbe essere reso con "timorato di Dio"
Una seconda epigrafe in greco recita "La nobilissima Domnia (figlia) del beato Teodotos commissionò il lavoro a mosaico". Si tratta pertanto della matrona che finanziò i lavori di rivestimento a mosaico del pavimento del santuario. In fondo viene riportato anche l'anno di realizzazione (437-438 dC).
L’opera presenta motivi ornamentali vegetali e floreali e pavoni, simbolo di immortalità con un motivo decorativo a forma quadrangolare con fiori e uccelli (pavoni, colombe, papere e pappagalli). Seguendo un’impostazione simmetrica, molti uccelli si accostano al pavone. Secondo la concezione biblica, c’è anche un animale ritto sulle zampe sorvegliato da cervi e rappresentato sotto un albero. Stando alle indiscrezioni dell’agenzia di stampa Sputnik, la superficie totale del mosaico avrebbe un’ampiezza di 50 mq.


Gli Occidentali dividono nuovamente la Siria....  Il primo a farlo fu Settimio Severo, che la scisse in Celesiria e Siria Fenicia. Successivamente si ebbe la divisione tra Syria Prima e Syria Secunda, un po’ come accade anche oggi. Nel IV secolo d.C., nella stessa zona in cui ora gli Stati Uniti creano il loro protettorato curdo, venne distaccata dalla Siria la regione dell’Euphratesia. Il nome originario della città di Hama era Epiphania, mentre a Khanasir, durante il V secolo d.C., operarono importanti Vescovi. 



Le città siriane in epoca romana.
Lungo il fiume Oronte e a ovest della steppa siriana si sviluppa un insieme di città molto note durante l’epoca romana e protobizantina: da sud verso nord incontriamo Emesa – Homs, Arethousa – Restan, Epiphania – Hama, Larissa – Sheizar e Apamea – Qala'at al-Madiq. Sono tutte di fondazione ellenistica tranne Homs – Emesa, sede di un principato autonomo fino a una data imprecisata del I secolo d.C. Il gruppo di città che abbiamo individuato è delimitato a nord da Ierapolis, a sud da Palmira e ad est dall’Eufrate.

Il territorio di Epiphania – Hama rivestiva una certa importanza. Agli albori dell’Impero vennero qui arruolate varie truppe ausiliarie composte da arcieri a cavallo: la Vaia I Hamiorum sag., la cohors I Hamiorum sag. e la cohors II Hamiorum sag.

Avvicendamenti nelle divisioni della Siria
Nel 194 d.C., dopo il tentativo di usurpazione di Pescennio Nigro, la provincia della Siria venne divisa in due da Settimio Severo per impedire ai suoi potenti governatori di disporre di un esercito eccessivamente imponente. Nacquero così le province di Celesiria e Siria Fenicia. La capitale della prima fu all’inizio Laodicea e in seguito Antiochia; altre città importanti della Celesiria erano Calcide, Apamea, Epiphania e Aretusa. 
Tiro divenne invece capitale della Siria Fenicia, una provincia che comprendeva anche Emesa, Palmira e Damasco. 
Nel IV sec. d.C., probabilmente in un periodo compreso tra il 314 e il 324, l’Euphratesia (o Augusta Euphratensis), collocata lungo il corso dell’Eufrate e nella regione della Commagene, venne divisa dalla Celesiria e assunse come capitale la città di Ierapolis – Membij (così avviene anche oggi, con gli Americani che scindono dalla Siria le regioni a nord dell’Eufrate, creando un autonomo “cantone” curdo). Allo stesso modo, in un’epoca di grande instabilità e con dubbie modalità, la Siria venne divisa in Prima Fenicia (o Paralian), con capitale Tiro, e Seconda Fenicia (detta anche Fenicia Libanese o Libanesia), con capitale Emesa.
Tali scissioni e spartizioni si conclusero verso la fine del IV secolo. Più o meno nello stesso periodo ciò che restava della Celesiria venne ulteriormente diviso in Syria Prima, sempre con Antiochia come centro principale, e Syria Secunda (o Siria Salutare), con capitale Apamea. Queste scissioni vennero sancite da un documento noto come Notitia Dignitatum.
La città di Anasartha (o Onosartha Anasartha), corrispondente all’attuale Κhanaser, disponeva già dalla metà del V secolo di importanti vescovi. Il vescovo Maras, ad esempio, partecipò sia al Sinodo di Antiochia del 444 sia a quello di Calcedonia del 451. Nel 458 Ciro firmò l’enciclica della Syria Prima. Ritroviamo riferimenti ad Anasartha, questa volta nominata Theodoropolis, nella cosiddetta Notitia Antiochena del 570.

Notizie tratte dal sito https://dimpenews.com/
UNO SPECIALE RINGRAZIAMENTO AL SIGNOR ALFREDO LONGO PER LA TRADUZIONE DAL GRECO