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domenica 10 maggio 2026

Lo splendore dell'arte sacra siriana

 

di Claude ZEREZ* 

Il Vicino Oriente ha dato un contributo significativo alla storia dell'arte cristiana.

Gli affreschi di Doura-Europos, in Siria, sulla riva destra dell'Eufrate, svelano magistralmente la storia dell'iconografia cristiana orientale, spesso rimasta in secondo piano tra quella delle due grandi civiltà di Bisanzio e dell'Islam.

Una domus ecclesiae e una sinagoga adiacente ad essa, scoperte da una missione archeologica franco-americana nel 1920, rivelavano al mondo un intero ciclo di immagini risalenti alla metà del III secolo d.C., che rappresentavano scene dell’Antico e del Nuovo Testamento.

Doura Europos: rappresentazione del racconto evangelico
della guarigione del paralitico

- L'arte nell'antica Siria: mosaici, figure geometriche, piante, mitologia greca e romana.

- I temi del cristianesimo primitivo: Cristo, la Vergine Maria, la Natività, il Battesimo, la Trasfigurazione, la Crocifissione e la Resurrezione del Signore e la Pentecoste

- Secondo un'antica tradizione, addirittura a San Luca evangelista si deve la prima immagine della Madonna. Questa icona, situata nel monastero di Saydnaya, durante il Medioevo attirava enormi masse di fedeli.

Quando i miei pensieri mi tormentano e mi impediscono di godermi la lettura, disse San Giovanni Damasceno; vado in chiesa. La mia vista è rapita e la mia anima loda Dio. Contemplo il valore del martire e il suo ardore mi infiamma. Mi prostro a terra per adorare e pregare Dio per intercessione del martire”. L'icona testimonia la presenza del santo; esprime il suo ministero di intercessione e comunione.

chiesa di Mar Elian a Homs

L'iconoclastia ebbe inizio con il califfo omayyade Yazid nel 723 e con l'imperatore Leone a Costantinopoli tra il 717 e il 740, ma San Giovanni Damasceno difese invano la rappresentazione iconografica contro il califfo.

Nel 753, si tenne un concilio a Calcedonia con 337 partecipanti per difenderla. La difesero i cristiani melchiti e aramaici della Siria.

L' iconostasi e le porte

L'iconostasi è un elemento liturgico che simboleggia l'unione tra il regno divino e il regno terreno. Secondo Gregorio Magno, l'immagine è una Bibbia destinata alle masse non istruite. La chiesa è orientata e divisa in tre parti secondo la pianta del tabernacolo di Mosè e del Tempio di Salomone: il santuario sul lato orientale, il nartece a ovest e la navata, la parte centrale, tra i due. Il santuario corrisponde al Santo dei Santi, la dimora di Dio. Il Santo di Dio riposa e irradia in quel luogo. Simbolo del Regno, il santuario è separato dalla navata, dove si trovano i fedeli, da una parete chiamata iconostasi, che fu adornata con icone al tempo della vittoria sull'iconoclastia. Questa parete ha tre porte. La porta centrale è la Porta Santa o Reale, fiancheggiata da porte inferiori, chiamate Porta Nord e Porta Sud, che consentono il passaggio al clero.

La Porta Reale è affiancata dall'icona di Cristo a destra e dall'icona della Theotokos (Maria Santissima Madre di Dio) a sinistra. Immediatamente sopra di essa, l'icona dell'Eucaristia. La seconda fila è centrata sulla Deesis, la terza riunisce le icone delle feste liturgiche, la quarta è quella dei profeti e infine si trova la fila dei patriarchi. Questo è il mistero liturgico che si dispiega nel santuario.

L'iconostasi è ricoperta di icone vivaci, con al centro una composizione nota come Deesis, che simboleggia la supplica, l'intercessione: raffigura Cristo Vescovo che benedice l'umanità, ma anche giudice e maestro. Reggendo il Vangelo, appare come unico interprete della propria parola ed è la figura della Tradizione. È lui che, attraverso tutti gli elementi della Tradizione, spiega le sue parole terrene. È circondato dalla Vergine Maria e da Giovanni Battista. Le figure successive, che sembrano emergere dai loro archetipi (la Theotokos, archetipo del femminile, San Giovanni, archetipo del maschile), appaiono, introdotte dagli angeli, dagli apostoli e dai santi. È la Chiesa in preghiera, è la “follia della carità” che intercede per coloro che sono giudicati. La parola giudica, ma la suprema sapienza di Cristo Vescovo si confronta con la giustizia e la misericordia e anticipa il secondo significato della stessa icona: le Nozze dell'Agnello. La Theotokos, la sposa, figura della Chiesa, e Giovanni, l' amico dello sposo, ci invitano tutti alla gioia perfetta del Regno.

La deesis dà significato all'intera iconostasi. Splendente di testimoni, l'iconostasi offre le loro mani supplicanti. La chiesa prega per la Chiesa, la Theotokos porta il mondo nella sua preghiera e lo avvolge con la sua protezione materna. Ciò che sembrava un muro di separazione si rivela invece come un legame profondamente unificante: il Cristo totale costituito dai suoi santi. La porta regale si spalanca sulla visione del cielo. 

I commentari liturgici spiegano in modo del tutto naturale il simbolismo immediato della porta, un'immagine di Cristo “attraverso il quale vedrete il cielo aperto” (Gv 1,51). La venerazione che questo simbolismo ispira permette solo ai membri del clero di attraversare questa porta, e solo dopo aver indossato i paramenti liturgici. Cristo porta oltre la sete di infinito nella sua essenza, la Porta Reale si apre sull'altare, luogo elevato dell'Opus Dei e centro attorno al quale si dispiega la sacra azione del culto. Solo Cristo è l'Amante che attrae l'amore ed entra in noi, affinché possiamo vivere di nuovo in Lui. «L'anima umana ha sete dell'infinito. L'occhio è stato creato per la luce, l'orecchio per i suoni, ogni cosa per il suo fine, e il desiderio dell'anima di elevarsi verso Cristo. 

Davanti all'ingresso si erge il battistero; la sorgente catturata diventa una fontana di acqua viva. La Porta Reale si apre direttamente sul centro cosmico, il luogo elevato, il monte santo.

Theotokos

In fondo all'abside si erge la Theotokos in Orante, o muro indistruttibile, Odigitria, colei che indica la via, guida, unisce tutti i fedeli nella sinassi eucaristica e copre il mondo con il suo velo di protezione: Madre della Vita, tu hai generato gioia e letizia che asciugano le lacrime del peccato.

I quattro pilastri cosmici, sostegni terreni della rivelazione, sono i simboli dei quattro Vangeli: l'aquila, il toro, il leone e l'uomo. È questa gioia e pace celeste che le icone narrano. Quelle della Porta Reale – i quattro Evangelisti e l'Annunciazione – rappresentano una vera festa per gli occhi. Qui, il misticismo solare, attraverso l'oro e lo splendore dei colori dell'arcobaleno, colpisce, diventa quasi udibile e inonda ogni cosa di calore e luce.

Così, in ogni chiesa, anche al di fuori delle funzioni, si percepisce fortemente il flusso incessante della vita, poiché tutto è in attesa dei santi misteri. Tendendo verso il Regno, questa attesa risplende di presenze, e questo è il ministero liturgico dell'icona.


Mar Musa, il seno di Abramo

La patria dell'icona è l'Oriente.

Fin dai tempi più antichi, l'iconografia è diventata parte integrante della tradizione e ha costituito una vera e propria teologia visiva.

L'evoluzione si è svolta in tre fasi:

1. L'epoca di Giustiniano, VI secolo, con il miracolo di Santa Sofia e la sua monumentalità.

2. Il primo Rinascimento bizantino sotto la dinastia macedone e quella dei Comeni, X e XI secolo, più adatto alla scala umana.

3. L'inizio dell'iconografia russa a Kiev e Novgorod, poi in Serbia, Bulgaria, e Siria. Infine, la grande arte rumena, la scuola cretese, i tesori del Monte Athos con la toccante arte del periodo turco, con Cristo Elcomenos che sale la scala di sua spontanea volontà, appoggiato alla croce.


La scuola di Aleppo: Con il Patriarca Euftim (1572-1635) e gli artisti monaci Youssef Msawer e Abdahah Zakher (1714), con influenze europee; la scuola di Aleppo utilizzava acido di tuorlo d'uovo e aceto. Volti orientali, grandi occhi femminili, nasi fini, giovani con carnagione scura e capelli ben definiti. I colori: rosso, verde, foglie di melograno e datteri dorati. Analogamente, figure ispirate ai Persiani, che si possono vedere nella moschea omayyade e nelle case di Aleppo. L'icona non è firmata.

L'icona del Giudizio Universale nella Chiesa greco-ortodossa di Aleppo.

Influenze arabe (troni sul pavimento, tavoli e abiti beduini e donne piuttosto attraenti).

Damasco, porta di Bab Touma

Un po' di storia ….

Gesù Cristo nacque in Palestina, ma il Cristianesimo nacque in Siria dopo la conversione di Saulo sulla via di Damasco.

Durante il I secolo, Antiochia, l'antica capitale della Siria, ne divenne il centro. Il Libro degli Atti degli Apostoli offre un'informazione molto importante: "Ad Antiochia i discepoli furono chiamati per la prima volta cristiani", e lì San Paolo affrontò San Pietro per la sua posizione debole nei confronti degli ebrei.

E' certo che Edessa, invece, fu il cuore del Cristianesimo di lingua aramaica (la leggenda del re Agbar e del Mandylion, un telo venerato dalle comunità cristiane orientali, su cui era raffigurato il volto di Gesù. Immagine ritenuta di origine miracolosa, che salvò Edessa e in seguito Costantinopoli).

Le prime tracce del Cristianesimo a Edessa risalgono al 200.

Dall'Oriente, e in particolare dalla Siria, provengono grandi santi, Padri della Chiesa (monaci e pensatori): Santo Stefano, Sant'Efrem, i Santi Sergio e Bacco, San Cosma e Damiano, San Giovanni Crisostomo, San Basilio Magno, San Gregorio di Nicea e, ai nostri giorni, i santi del Libano: San Charbel, Santa Rafqa, Sant'Hardini, oltre a cinque papi di origine siriana. 

Il Cristianesimo si diffuse in tutto l'antico Oriente per il racconto orale e con il buon esempio, nonostante le persecuzioni da parte degli ebrei e degli imperatori romani fino a Costantino, che nel 313 lo riconobbe ufficialmente.

Da allora, ebbe inizio la vera tragedia del Cristianesimo orientale, a causa del clero asservito all’impero bizantino. Molti capi ecclesiastici, scampati all'incubo delle persecuzioni, diventarono, volontariamente o meno, uomini di potere soprattutto a Costantinopoli, grazie alle loro fastose residenze, allo status privilegiato e, soprattutto, alle loro vesti e tiare dorate che ancora oggi possiamo ammirare. 

La Chiesa d'Oriente


‘’La Chiesa deve avere un solo cuore ma due polmoni: la Chiesa d'Occidente e la Chiesa d'Oriente’’ (Papa San Giovanni Paolo II).

Ogni polmone ha lasciato un'impronta specifica: semanticamente si potrebbe dire che il genio degli scrittori orientali è intuitivo, speculativo, lirico e mistico, mentre quello degli scrittori occidentali è legalistico, pragmatico, morale e cartesiano. 

L'icona in Oriente e in Occidente.

Barad, basilica maronita

Cosa ha indebolito i cristiani d'Oriente? L'Oriente è uno spazio multiforme in cui si mescolano popoli, etnie e lingue diverse. Da ciò derivarono i numerosi riti che alla fine si sono completati a vicenda. Ogni varietà di rito può essere positiva nel relazionarsi con le culture antiche e ogni Chiesa presenta un volto diverso e complementare di Cristo.

Per i Caldei, Dio è il Grande Architetto; per i Copti, Egli è Parusia ed escatologia; per i Melchiti Cristo è l'Imperatore del Cosmo; per gli Armeni è sofferenza e persecuzione; per i Maroniti, Cristo è il semplice contadino lavoratore; per i Latini è ragione. 

Questa diversità si tradusse in conflitti politici, dogmatici e cristologici.

L'imperatore, rappresentante di Dio sulla terra, ricevette la missione di guidare il popolo verso la salvezza e la fede cristiana. Sia in Oriente che in Occidente, la Chiesa si trovò di fronte a un paradosso: predicava la povertà come ideale, eppure era ricca; il suo clero era spesso composto da aristocratici con denaro, legni pregiati, tessuti scintillanti e profumi.

Di fronte a questa situazione, gli "uomini di Dio" fuggirono dalla vita mondana per incontrare Dio nel deserto. Nacque così il monachesimo, che fiorì con figure come Sant'Antonio il Grande in Egitto, gli eremiti (San Marone), i cenobiti (San Pacomio) e gli stiliti (San Simeone) in Siria e Palestina.

resti del sito di san Simeone stilita - Aleppo

In seguito, questo monachesimo divenne un vero contrappeso all'iconoclastia. 

- Le dispute cristologiche (riguardo alla natura di Cristo) derivano da incomprensioni linguistiche e da una mancanza di conoscenza reciproca (Prosopon in greco, Nefesh e Rawah in aramaico; ci sono oltre 40 parole per tradurre la parola "amore" in arabo e siriaco).

Possono essere sanate le divisioni del passato, fonte di tante ferite?

Crociate e cristiani d'Oriente, Antiochia, Gerusalemme e Costantinopoli, il Grande Scisma del 1054, le ferite all'interno della stessa comunità tra cattolici e ortodossi melchiti, siriaci, armeni e, in seguito, protestanti....

Dopo 15 secoli di incomprensioni linguistiche che hanno ferito il corpo di Cristo, si è aperto un cammino di riconciliazione con Paolo VI e Atenagora, poi con Paolo VI e il Patriarca nestoriano. Le chiese eretiche del passato sono ora diventate chiese sorelle, e i conflitti tra le chiese orientali dello stesso rito (ortodossa e cattolica) hanno lasciato il posto al rispetto reciproco, alla comprensione e alla carità. L'incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Bartolomeo ne è una testimonianza.

Perché i cristiani rimasero in Oriente mentre il cristianesimo scomparve dall’Africa? Perché l'Islam invase così facilmente l'Oriente a partire dal 633? 

Mancanza di carità tra le comunità cristiane (antagonismo tra Bisanzio e gli Aramei, che cercarono aiuto presso i loro cugini arabi musulmani).

tomba di san Giovanni Battista nella moschea Ommayade di Damasco

Inizialmente, ci fu un'ottima intesa con gli Omayyadi e gli Abbasidi. In seguito, califfi non arabi (Mamelucchi e Selgiuchidi) dichiararono la purificazione della terra dell'Islam da ogni impurità cristiana o ebraica, imponendo la Jizya e la Dzimma (protezione degli inferiori) nonostante il messaggio del Profeta Mohammad di proteggere i credenti dalla Gente del Libro (Vangelo e Torah). 

Nel X secolo, l'80% degli abitanti del Medio Oriente era cristiano; nel XV secolo, il 60%; nel XX secolo, il 30% e infine, dopo i genocidi armeno, siriaco e greco, solo lo 0,01%. Attualmente, i cristiani della Siria, che costituivano il 10% della popolazione prima del 2010, rappresentano solo lo 0,1%. Ad Aleppo c'erano 350.000 cristiani prima del 2010; ora ne rimangono solo 17.000.

Icona di Nostra Signora consolatrice dei Siriani

Ricordatevi nelle vostre preghiere della Chiesa di Siria” : Lettera di Sant'Ignazio di Antiochia ai Romani 9,1

( traduzione di Maria Antonietta Carta)

 *Cristiano siriano di Aleppo rifugiato in Francia con la moglie e i due figli, esperto d'arte siriaca ed ex guida turistica per i pellegrini di lingua francese in Siria

mercoledì 22 gennaio 2025

L'amata Siria: un po' di storia

 

  .... o resterà solo 'C'era una volta la Siria'?

La Siria si trova al confine tra due aree culturali antitetiche: l'Occidente, con la sua costa mediterranea, e l'Oriente, con la sua apertura verso il Vicino Oriente asiatico.

Questo Paese, che costituisce un centro nevralgico per il commercio tra Nord Africa, Arabia, Asia orientale, occidentale e minore, è anche una porta d'accesso essenziale all'Europa. Grazie alla sua posizione geografica, la Siria è diventata un Paese poliedrico, dove si sono mescolati diversi popoli e lingue: Aramei, Cananei, Ebrei, Nabatei, Persiani, Greci, Romani, Bizantini e Arabi.

La posizione centrale della Siria le ha conferito una storia turbolenta. Ha dovuto spesso piegarsi alla pressione e all'influenza di altri popoli. È stata occupata, smembrata e ambita da vari imperi le cui capitali si trovavano in Mesopotamia, in Egitto e nell'Europa mediterranea (Roma, Costantinopoli).

Questo gigantesco mix culturale è ciò che rende oggi questo Paese così incomparabilmente ricco. Di conseguenza, la storia umana della Siria è molto complessa, con fitte reti semitiche di ebrei, cristiani e musulmani.

La Siria è anche l'asse principale lungo il quale si sono mosse le civiltà, poiché l'Eufrate, che la attraversa, è stato la naturale via di comunicazione nel corso della sua storia. Una civiltà in movimento in Siria, una civiltà autonoma, sedentaria e ripiegata su se stessa in Egitto.

Andare in Siria significa tornare alle radici della storia umana.

I riferimenti storici alla civiltà giudaico-cristiana ci riportano spesso ai Greci e alla Bibbia. Non dovremmo forse risalire ancora di più all'antico Oriente? Le origini più remote che l'uomo ha portato alla luce non si trovano forse in Mesopotamia? La Siria, finestra mediterranea della Mesopotamia, non ha forse avuto un ruolo attivo nella grande rivoluzione che ha portato l'umanità dalla preistoria alla storia?

La Siria custodisce oltre 5.000 anni di patrimonio culturale. Vanta alcuni dei più antichi centri urbani abitati ininterrottamente e la sua storia è segnata da quattro tappe fondamentali:

1 - Nei musei di Damasco e Aleppo, a Ebla, Ugarit e Mari, è possibile farsi un'idea di come la Siria, nel III millennio a.C., abbia partecipato alla grande rivoluzione urbana e culturale del periodo che ci ha lasciato l'Alfabeto. 

2 - Nel IV secolo a.C., Alessandro tentò di fondere Oriente e Occidente: fu in Siria che immaginò questo incredibile incontro tra lo spirito classico dei Greci e l'anima passionale dell'Oriente semitico. Il risultato furono le favolose città ellenistiche di Apamea e Antiochia, che illustrano il ruolo essenziale svolto dalla Siria in questo incontro tra la civiltà greco-romana e quella orientale, un incontro pericoloso poiché la Siria era una provincia di frontiera tra l'Occidente romano e l'Oriente persiano, ma un incontro brillante poiché Palmira poté svolgere il ruolo di arbitro.

3 - È stato il dinamismo e l'ascesa fulminea del cristianesimo a cambiare completamente il volto del mondo e le relazioni tra le culture. Il cristianesimo è stato al tempo stesso una forza unificante e una leva che ha riattivato le culture semitiche locali. Il Paese divenne cristiano, ferocemente cristiano. La Siria fu la “punta di diamante” della nuova religione, che sviluppò un brillante modo di pensare e un nuovo, originale stile di vita: il monachesimo. Cambiando religione, cambiò anche il suo dominatore: passò sotto il dominio di Bisanzio, e quindi dell'Europa, ma non per molto tempo, perché il giogo imperialista di Bisanzio le divenne presto insopportabile e, stretta tra i Persiani e i Bizantini che se la contendevano, nel 634 accolse una terza forza, gli Arabi, una potenza inaspettata in mezzo a questi vecchi Imperi. 

4 - La Siria diventa musulmana. Si volta una nuova pagina, forse la più brillante, quando Damasco diventa la capitale dell'impero musulmano. La configurazione geopolitica del mondo cambia completamente. Un unico Impero si estendeva dall'Atlantico ai confini della Cina, unendo per la prima volta il mondo mediterraneo e quello asiatico. La Siria e la Mesopotamia, che fino ad allora avevano costituito la periferia dell'Impero, si trovarono a formare un nuovo centro ai lati della steppa.

Nel corso di questo lungo periodo che va dalle origini ai giorni nostri, una parentesi segna la storia siriana. È il periodo delle Crociate, che per due secoli ha lasciato un segno indelebile sul suolo siriano, attraverso l'architettura romanica e gotica che l'Occidente ha portato in Siria. Ne consegue che il Paese abbonda di ricchezze; un Paese verso il quale l'umanità ha un debito di gratitudine; un Paese che ha sofferto molto, perché è sempre stato un pomo della discordia tra gli Imperi; un Paese che ha creato molto, proprio perché è stato un crogiolo di culture.

Infine, è importante ricordare che il Cristianesimo, pur essendo nato a Gerusalemme, ha preso il volo in Siria. Il Paese si trova nelle immediate vicinanze della Palestina. Spesso menzionato nella Bibbia, ha svolto un ruolo essenziale agli inizi del Cristianesimo. Basta rileggere gli Atti degli Apostoli per rendersene conto.

Fu ad Antiochia, allora capitale della Siria apostolica, che la Chiesa si aprì ai Gentili e che i discepoli di Gesù furono chiamati per la prima volta cristiani.

È sulla via di Damasco, l'attuale capitale, che Saulo si convertì e divenne l'apostolo Paolo. A Damasco si trova ancora la casa dove il suo vescovo Anania gli insegnò il Vangelo.

A Dura-Europos, nel deserto siriano, si può visitare la più antica chiesa conosciuta al mondo, una chiesa clandestina costruita nel 232 d.C. all'interno di una casa e risalente all'epoca in cui gli imperatori romani perseguitavano i cristiani. Nel nord-ovest del Paese si trovano le rovine di centinaia di monasteri e chiese costruiti verso la fine dell'Antichità.

Non ci resta che sperare nella pace, in una vera democrazia laica e nel rispetto di tutti i credenti, chiunque essi siano, affinché la Siria torni a essere un luogo di incontro e di passaggio per tutti coloro che vogliono riscoprire le tracce autentiche e genuine delle civiltà musulmana e giudaico-cristiana.

   Claude ZEREZ

martedì 22 settembre 2020

Taybet Al Imame et le drame de l'immense patrimoine de la Syrie

Les mosaïques de l'Église des Saints Martyrs (Achevée en 442) 
A Taybet Al-Imam, à Hama, au centre-nord de la Syrie

C'est l'un des plus grands pavements d'église en mosaïque découverts en Syrie (600 m²). 

La Syrie fut une des terres d’élection du mysticisme des premiers siècles du christianisme. On y découvre beaucoup de mosaïques qui couvraient le sol des églises, aujourd’hui en ruines. La représentation en mosaïque des scènes de de la Bible était considérée comme un des meilleurs moyens de catéchiser. 

Les mosaïques syriennes révèlent la complexité de l’interaction entre les deux mondes ; le temporel et le spirituel. Avec une spontanéité dans l’expression, la mosaïque orientale, se démarque de la rigueur des canons byzantins et s’en affranchit. C'est une catéchèse visuelle offerte aux catéchumènes et aux assemblées en prière.

Nous pouvons en admirer plusieurs scènes très instructrices sur l’histoire du Salut et l’histoire de l’église locale. Cette séquence représente l'arrivée à l'église des reliques des martyrs, transportés dans un reliquaire en pierre par deux mules. 

Cette autre séquence, située dans la partie orientale de la mosaïque, représente le « Paradis » promis par Dieu aux « fidèles croyants ». C’est le lieu de la paix éternelle qui est symbolisé par les deux villes de Jérusalem et de Bethléem, comme cela est relaté et décrit dans le livre de l’Apocalypse dans l’Evangile. Bethlehem symbolise la nativité et Jérusalem symbolise la mort et la résurrection de notre Sauveur Jésus-Christ. 

Les inscriptions en grec (Ci-dessus), mentionnent les fleuves du paradis Ghéon, Phison, le Tigre et l’Euphrate. C'est « l'eau vive de la vie éternelle » qui coule, qui nous désaltère et qui abreuve notre foi chrétienne. Celle-ci « se communique, se répand et se propage » par la Charité fraternelle et le témoignage. 


L'Aigle symbolise le Christ glorifié et éternel perché en haut du « mont du Paradis ». 


Au centre du pavement est représenté "l'Agneau de Dieu" qui enlève les péchés du monde, sous une lanterne qui éclaire autour d’elle. 


Le phœnix, symbole emprunté à la mythologie égyptienne et phénicienne, vit sur « plusieurs siècles », meurt et devient cendres. Il s’anéantit et se consume en cendres avant de renaitre de ses propres cendres. Sa renaissance, en beauté et en luminosité, évoque la résurrection du Christ. Le passage de la mort terrestre vers la vie céleste et éternelle s’actualise en chaque baptisé qui reçoit le Corps et le Sang du Christ (Le calice du Sang précieux au milieu de la croix). Par cette Communion et cette participation à la vie, la mort et la résurrection du Christ, le baptisé entre dans la vie éternelle. 


Nous retrouvons, ci-dessus, le symbole du poisson. C’est le ICTHUS – ΙΧΘΥΣ ; mot grec signifiant poisson. Au début du christianisme, ce symbole était utilisé par les chrétiens pour se reconnaître entre eux. ICTHUS est composé des initiales des cinq mots grecs : «Ièsous Christos Theou Uios Sôter» = « Jésus Christ Fils du Dieu Sauveur ».  L'église de St Siméon le Stylite le syrien qui est représentée en forme de croix. 


En novembre 2013, ces précieuses mosaïques ont été malheureusement détruites par les bandes armées agissant sur le territoire de la Syrie et la grande Basilique de Saint Siméon le Stylite (VIème siècle) est devenue un champ d’entrainement des femmes djihadistes. 

3.000 ans de civilisation, 3.000 ans d’histoire.  C’est ce que représentait le temple d’Aïn Dara pour les Syriens et les historiens. Ces 3.000 ans se sont effondrés suite à une frappe aérienne de l’armée turque, fin janvier 2018, qui cherche à reprendre le contrôle sur la région d’Afrine tenue par les Kurdes. 

Quand s’arrêtera cette folie meurtrière destructrice de l’homme, des communautés humaines et du patrimoine civilisationnel commun à notre humanité ? 

CLAUDE ZEREZ

Versione Italiana : https://oraprosiria.blogspot.com/2018/03/siria-i-tesori-perduti.html

giovedì 2 gennaio 2020

Viaggio ad Aleppo: la situazione attuale vista da Claude Zerez


Ho trascorso 18 giorni ad Aleppo a novembre. Ho incontrato vescovi, sacerdoti, famiglie e leader religiosi e umanitari.
Posso descrivere la situazione come l'ho vista:
  • La situazione delle nostre famiglie cristiane è drammatica: si soffre la mancanza di gas tanto che per avere una bombola di gas si resta ad aspettare in strada dalla sera alle 18:00 fino alle 10 del mattino seguente. Carenza di olio combustibile: ogni famiglia ha diritto a 100 litri e molti non l'hanno ricevuto. Carenza di pane: certi giorni devi rimanere in coda 5 ore per comprare il pane. Caduta della sterlina siriana a causa della crisi in Libano: prima della guerra 1 € era equivalente a 60 sterline siriane oggi ha superato le 1025 sterline siriane. Gli stipendi finora non sono cambiati troppo: lo stipendio medio di un dipendente è di 35.000 sterline siriane. Il chilo di carne costa 8.000 Lire Siriane. per vivere ogni famiglia ha bisogno di oltre 250.000 L.S. al mese. La maggior parte delle organizzazioni benefiche (Caritas, Oeuvre d'Orient ...) non possono più aiutare perché i loro soldi sono bloccati nelle banche libanesi. E senza dimenticare le sanzioni.
  • Un grosso problema collettivo colpisce la società siriana a causa della fuga dei giovani soprattutto per sottrarsi al servizio militare che dura più di 9 anni e inoltre tutti gli uomini anche sposati dai 18 ai 42 anni devono tornare al servizio come riservisti. Questo ha creato un altro problema sociale perchè abbiamo troppe ragazze e matrimoni molto rari, senza dimenticare i tristi casi in cui le nostre ragazze si prostituiscono per sopravvivere. Non possiamo tacere la grande corruzione di certi funzionari, commercianti …
  • Gran parte dei vescovi ha interrotto gli aiuti mensili alle famiglie. Le famiglie cristiane e musulmane si interrogano sul fatto che si stanno spendendo ingenti somme per ripristinare i luoghi di culto quando le famiglie non sanno come sopravvivere. La chiesa delle anime non è più importante della chiesa di pietra?
  • Ma bisogna altresì riconoscere che ci sono associazioni come i Maristi Blu e i Vescovi che coprono i costi di operazioni e medicine. Allo stesso modo sono fioriti gemellaggi tra le parrocchie italiane e francesi con le parrocchie di Aleppo, tra cui Padre Alessandro italiano e Padre Bruno francese, che inviano aiuti alle parrocchie armene e melkite; e giungono aiuti da russi e armeni agli ortodossi … 
  • La situazione politica è molto cupa e complicata soprattutto nel nord, dove turchi, iraniani, russi, americani, francesi si affrontano per il petrolio, senza dimenticare il ruolo dei paesi del Golfo che ancora finanziano le armi. E come dimenticare le 420.000 vittime e lo sfollamento di 14 milioni di siriani?
  • Considerando tutto questo, temo che un giorno i cristiani avranno lo stesso destino degli ebrei siriani, vale a dire che spariranno. Prima della guerra Aleppo aveva più di 150.000 fedeli cristiani, oggi non supera i 28.000 cristiani. Ciò farà scomparire questa peculiare convivenza islamo-cristiana. I cristiani d'Oriente sono rimasti per secoli un ponte di convivialità e dialogo con le varie comunità confessionali ed etniche ... Questa esperienza può essere un modello da applicare in Europa nei conflitti sociali e culturali con i musulmani in Europa. 
  • Ciò che mi ha profondamente toccato è stata la fede dei nostri cristiani che è cresciuta molto e si vede dal fatto che le chiese sono piene. Grande povertà e grande spiritualità. Così i sacerdoti lavorano intensamente con i loro parrocchiani: ne ho visto un esempio commovente nella creazione nella parrocchia di San Dimitri di un laboratorio per paramenti sacerdotali dove lavorano donne vedove. Allo stesso modo ho incontrato giovani volontari che collaborano con i sacerdoti in tutte le aree. Sono stato commosso nel vedere incontri cristiani e musulmani per celebrare insieme il Natale ovunque ad Aleppo e in Siria, con le corali di Damasco, Aleppo, Homs, la Valle dei Cristiani e dei siriaci nel Nord a Qamichli e Hassakè …
  • Sono stato anche commosso nel rivedere i miei vecchi amici musulmani che mi hanno implorato di tornare in Siria perché ribadivano che noi siamo il vero volto della Siria di tolleranza e storia vissuta per millenni.
Prima di finire invito tutti i nostri cristiani in Europa a pregare per i loro confratelli cristiani in Oriente e a non dimenticare le loro radici cristiane; vi chiedo di non scordare le parole di Papa Giovanni Paolo II: "la Chiesa ha un cuore con due polmoni: la Chiesa orientale e la Chiesa occidentale ". Se un polmone muore la Chiesa diventa menomata.

Buon Natale e Felice Anno Nuovo 2020
Claude Zerez  
    cristiano siriano di Aleppo rifugiato in Francia con la moglie e i due figli

lunedì 12 marzo 2018

Siria, i tesori perduti

I mosaici della Chiesa dei Santi Martiri (completata nel 442) in Taybet Al-Imam, Hama, nella Siria centro-settentrionale.

Si tratta di una delle più estese pavimentazioni a mosaico di una chiesa tra quelle scoperte in Siria (600 m²).

di Claude Zerez

La Siria fu una delle terre d'elezione per il misticismo dei primi secoli del cristianesimo. Vi si sono scoperti molti mosaici che coprivano il pavimento delle chiese, ora in rovina. La rappresentazione a mosaico di scene della Bibbia era considerato uno dei modi migliori per catechizzare. 
I mosaici siriani rivelano la complessità dell'interazione tra i due mondi: il temporale e lo spirituale. Con una spontaneità espressiva, il mosaico orientale si distingue dal rigore dei canoni bizantini e si libera da essi. È una catechesi visiva offerta ai catecumeni e alle assemblee in preghiera. Possiamo ammirare diverse scene altamente istruttive sulla storia della Salvezza e sulla storia della chiesa locale.

Questa sequenza rappresenta l'arrivo alla chiesa delle reliquie dei martiri, trasportate da due muli in un reliquiario di pietra.


















Quest'altra sequenza, situata nella parte orientale del mosaico, rappresenta il "Paradiso" promesso da Dio ai "fedeli credenti".
 È il luogo della pace eterna, simboleggiato dalle due città di Gerusalemme e di Betlemme, come raccontato e descritto nel libro dell'Apocalisse e nel Vangelo. Betlemme simboleggia la natività e Gerusalemme simboleggia la morte e la risurrezione del nostro Salvatore Gesù Cristo.

Le iscrizioni in greco (qui sotto), menzionano i fiumi del paradiso Ghéon, Phison, il Tigri e l'Eufrate. È "l'acqua viva della vita eterna" che scorre, placa la nostra sete e abbevera la nostra fede cristiana. Questa "Si comunica, si diffonde e si propaga" attraverso la carità fraterna e la testimonianza. 
L'Aquila simboleggia il Cristo glorificato ed eterno appollaiato in cima al "Monte del Paradiso".




Al centro del pavimento è rappresentato "l'Agnello di Dio" che toglie i peccati del mondo, sotto una lanterna che fa luce attorno a sè. 





La fenice, simbolo mutuato dalla mitologia egizia e fenicia, vive in "diversi secoli", muore e diventa cenere. È annientata e si trasforma in cenere prima di rinascere dalle sue stesse ceneri. La sua rinascita, in bellezza e luminosità, evoca la risurrezione di Cristo. Il passaggio dalla morte terrena alla vita celeste ed eterna si attualizza in ogni battezzato che riceve il Corpo e il Sangue di Cristo (il Calice del Preziosissimo Sangue in mezzo alla Croce). Attraverso questa Comunione e questa partecipazione alla vita, alla morte e alla risurrezione di Cristo, il battezzato entra nella vita eterna.


Troviamo qui  il simbolo del pesce.  ICTHUS - ΙΧΘΥΣ; parola greca che significa pesce. All'inizio del cristianesimo, questo simbolo era usato dai cristiani per riconoscersi. ICTHUS è composto dalle iniziali delle cinque parole greche: "Iesous Christos Theou Uios Soter" = "Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore". 



Mosaico che raffigura la chiesa di S. Simeone lo Stilita siriano che è rappresentata in forma di croce.

È scandaloso vedere oggi questi preziosi mosaici distrutti e rasi al suolo dalle bande armate. 
Allo stesso modo, le nostre lacrime scorrono mentre la grande Basilica di San Simeone del sesto secolo diventa un campo di addestramento per le donne jihadiste. 
Nè possiamo dimenticare il tempio di Ain Dara del secondo millennio a.C. bombardato ultimamente dai turchi.
Claude ZEREZ, 06-Marzo-2018 

giovedì 1 febbraio 2018

Siria, un po' di storia...

Il tempio ittita di Ain Dara distrutto dall'aviazione turca . L'importante luogo di culto, attivo dal 1300 a.C. al 740 a.C., è stato colpito nel corso di un raid contro le postazioni curdeE' una perdita enorme per la storia, per l'archeologia, e per la Siria

di Claude Zerez 
La Siria è alla frontiera di due spazi culturali antitetici: lo spazio occidentale, affacciato sul Mediterraneo e lo spazio orientale per la sua apertura sul Medio Oriente asiatico. Questo Paese, che costituisce un crocevia nevralgico per gli scambi tra il nord Africa, l'Arabia, l'Asia Orientale, Occidentale e Minore è anche un passaggio obbligato verso l'Europa. È grazie alla sua posizione geografica che la Siria è diventata un paese dalle molteplici sfaccettature in cui si sono mescolati popoli e lingue diverse: Aramei, Cananei, Ebrei, Nabatei, Persiani, Greci, Romani, Bizantini e Arabi.
Per questa sua situazione centrale, la Siria ha avuto una storia molto movimentata. Spesso essa ha dovuto piegarsi sotto la pressione e l'influenza di altri popoli. Essa fu in successione occupata, lacerata e ambita dai diversi Imperi le cui capitali erano situate in Mesopotamia, in Egitto e nell'Europa mediterranea (Roma, Costantinopoli). Questo gigantesco fermento culturale fa oggi la ricchezza incomparabile di questo paese. Di conseguenza, la storia umana della Siria si rivela molto complessa attraverso reti molto fitte di tipo semita, sia di ebrei, cristiani o musulmani.
La Siria è anche l'asse principale attraverso il quale le civiltà si sono spostate, poiché l'Eufrate che la attraversa fu nel corso della storia la via naturale di comunicazione. Civiltà in movimento in Siria, civiltà autonoma, sedentaria e ripiegata su se stessa in Egitto.
Andare in Siria equivale a tornare indietro alle radici della storia umana. I riferimenti storici alla civiltà giudaico-cristiana ci fanno spesso risalire ai Greci e alla Bibbia. Ma non dovremmo tornare ancora più indietro, all'Oriente antico? Le origini più remote che l'uomo ha riesumato non si trovano forse in Mesopotamia? La Siria finestra mediterranea della Mesopotamia, non ha forse partecipato attivamente a questa grande rivoluzione che ha fatto passare l'umanità dalla preistoria alla storia?
La Siria custodisce un patrimonio culturale di oltre 5000 anni. E' orgogliosa di possedere i più antichi centri urbani che furono abitati senza interruzione e la sua storia è caratterizzata da quattro tempi forti.
1 - Nei musei di Damasco e di Aleppo, a Ebla, a Ugarit e Mari, è possibile farsi un'idea abbastanza precisa di come la Siria, nel III° millennio avanti Cristo, abbia partecipato alla grande rivoluzione urbana e culturale di questo periodo che ci ha lasciato l'alfabeto.
2 - Alessandro, nel IV° secolo a.C. tenta la fusione tra Oriente e Occidente: ed è in terra siriana che immagina questo incredibile incontro tra lo spirito classico dei Greci e l'anima appassionata dell'Oriente semitico. Ciò che ne risulta sono queste favolose città ellenistiche come Apamea e Antiochia, che rappresentano bene il ruolo essenziale svolto dalla Siria in questo incontro delle civiltà Greco-romana e Orientale, incontro pericoloso poiché la Siria costituiva allora una Provincia di confine tra l'Occidente romano e l'Oriente persiano, ma incontro brillante poiché Palmira poté svolgere il ruolo di arbitro.
3 - E' il dinamismo e la diffusione folgorante del cristianesimo che viene a modificare completamente il volto del mondo e i rapporti tra le culture. Il Cristianesimo è stato sia il cemento unificante, ma anche una leva che ha riattivato le culture semitiche locali. Il Paese diventa cristiano, fieramente cristiano. La Siria è "la punta di lancia" della nuova religione che sviluppa un pensiero brillante e un nuovo stile di vita originale che è il monachesimo. Cambiando religione, cambia anche il padrone: essa passa sotto il dominio di Bisanzio, quindi dell'Europa, ma non per molto, poiché il giogo imperialista di Bisanzio le è rapidamente insopportabile e, intrappolata tra i Persiani e i Bizantini che se la contendono, accoglie nel 634 una terza forza, gli Arabi, potenza inaspettata in mezzo a questi vecchi Imperi.
4 - La Siria diventa musulmana. Una nuova pagina si scrive, forse la più brillante poiché Damasco diventa la capitale dell'impero musulmano. La configurazione geopolitica del mondo è completamente modificata. Un unico Impero si estende dall'Atlantico ai confini della Cina, unendo per la prima volta mondo mediterraneo e mondo asiatico. La Siria e la Mesopotamia, che fino ad allora formavano la periferia dell'Impero, si trovarono a formare da entrambe le parti della steppa un nuovo centro.
Al centro di questo lungo periodo delle origini al giorno d'oggi, una parentesi segna la storia siriana. E ' il periodo Crociato che imprime, durante due secoli, un marchio indelebile in terra siriana, attraverso l'architettura romanica e gotica che l'Occidente porta in Siria. 
Di conseguenza, il Paese abbonda di molte ricchezze; un Paese a cui l'umanità è debitrice; un Paese che ha sofferto molto, perché è sempre stato un pomo della discordia tra gli Imperi; un Paese che ha creato molto, proprio perché il Paese è stato un luogo di fermento delle culture.
Infine, bisogna tenere ben presente che se il cristianesimo è nato a Gerusalemme, ha preso il suo slancio in Siria. Il Paese si trova nelle immediate vicinanze della Palestina. Spesso menzionato nella Bibbia, ha svolto un ruolo essenziale nel debutto del cristianesimo. Basta, per rendersene conto, rileggere gli Atti degli Apostoli. È ad Antiochia, allora capitale della Siria Apostolica, che la Chiesa si aprì ampiamente ai pagani e che i discepoli di Gesù ricevettero per la prima volta il nome di Cristiani. È sulla via di Damasco, la sua attuale capitale, che Saulo si convertì e divenne l'apostolo Paolo. A Damasco si erge sempre la casa dove il suo vescovo Anania lo iniziò al Vangelo.
A Doura-Europos, nel deserto siriano, si può visitare la più antica chiesa conosciuta del mondo; una chiesa clandestina, allestita nel 232 d.C. che si trova all'interno di una casa e ci fa risalire ai tempi in cui gli imperatori Romani perseguitavano i cristiani. Nel Nord-Ovest del paese si ergono le rovine di centinaia di monasteri e chiese costruite verso la fine dell'epoca Antica.
Non ci resta che sperare la pace, la democrazia vera e laica e il rispetto dei credenti, qualunque essi siano, affinché nuovamente la Siria torni luogo di incontro e di passaggio per tutti coloro che vogliono ritrovare le tracce autentiche e vere delle civiltà, musulmane e giudaico-Cristiane.

venerdì 18 agosto 2017

Noi siriani e l'attentato a Barcellona: di Claude Zerez

In occasione della vacanza in Italia dell'amico siriano Claude Zerez con la sua famiglia, gli chiediamo di esprimere a caldo la sua reazione rispetto all'attentato di Barcellona e lo stato d'animo dei siriani.
“Noi abbiamo vissuto quotidianamente il problema del  terrorismo e, colpiti in particolare nella mia famiglia con l'assassinio di mia figlia Pascale da parte delle brigate jihadiste, ci rendiamo conto di come sono dimenticate le centinaia di migliaia di vittime del terrorismo in Siria...
Ci sentiamo solidali e viviamo nella nostra carne la tristezza delle famiglie di Barcellona colpite dal terrorismo, quel terrorismo cominciato in Afghanistan e che si è propagato in tutto il mondo, ma di cui Iraq e Siria sono diventate le basi e le fonti.

Adesso la grande domanda che ci poniamo è se il terrorismo non è diventato il pretesto per prendere le risorse del paesi d'Oriente. Non si può non notare in ciò che succede in Siria che, oltre al terrorismo,  il grande problema che colpisce il popolo innocente è quello delle sanzioni. Faccio un esempio: malgrado Aleppo sia stata liberata nel dicembre 2016,  il popolo è ancora oggi privato di acqua, di elettricità, di medicinali, di carburante. Le sanzioni occidentali ci paralizzano.
Ancora più dolorosa poi in questa situazione è la presenza di alcune milizie corrotte legate al governo che rubano e sottopongono la gente ad angherie innumerevoli.

Di fronte ai fatti di Barcellona, di Nizza e tutti gli altri attentati contro la popolazione innocente noi siamo assolutamente solidali, ma la grande domanda che ci poniamo è come si può risolvere tutto questo: con la forza? No, bisogna ad ogni costo fermare il conflitto e il caos che il conflitto infiamma in Oriente. Cioè bisogna ritornare al dialogo e lasciare che sia il popolo siriano che decide della propria sorte, perché attualmente sono degli stranieri quelli che decidono il destino della Siria. Lasciate il popolo siriano gestire il proprio avvenire.
Per ricostruire avremo bisogno di riconvertire i cuori dei giovani che sono stati radicalizzati e istruiti ad ammazzare, sgozzare, schiacciare 'gli infedeli' in nome di Allah. Ciò evidentemente richiederà il tempo di molte generazioni e tanto lavoro. Ma questo è importante: abbiamo persone di buona volontà, sia musulmani che cristiani, che credono nella convivenza, abbiamo musulmani che vengono a dire ai cristiani: “noi abbiamo bisogno di voi, voi siete lo specchio e senza di voi l'Islam non potrà mostrare il suo volto tollerante e la Siria mantenere il suo volto laico”.

Riprendere il dialogo inter-siriano spingerà i musulmani non fanatici a rigettare le ideologie jihadiste che non rappresentano l'Islam. Noi abbiamo bisogno di musulmani che esprimano l' Islam moderato, tollerante, che rifiuta la violenza, perché il terrorismo trova il suo terreno fertile tra le popolazioni incolte e più povere che credono nel riscatto attraverso lo Stato Islamico."
Claude Zerez