«L’ho visto con i miei occhi». «Era una scena da fine del mondo». Ecco le frasi più ricorrenti e che forse meglio caratterizzano questo libro e ne condensano l’essenza. Il titolo, sia detto subito, è preso da uno degli avvisi che l’esercito israeliano diffondeva tra la popolazione della Striscia di Gaza, tramite volantini o messaggi telefonici che preannunciavano imminenti bombardamenti, nell’ottobre 2023: «Abitanti di Gaza, la vostra presenza è un pericolo per le vostre vite».
Il testo è frutto di un lungo e paziente lavoro di ascolto in prima persona, iniziato dall’autrice nel 2024. Samar Yazbek – intellettuale dissidente e giornalista siriana fuggita dal suo Paese nel 2011 – incontra centinaia di gazesi sopravvissuti alla guerra, domanda cosa sia successo a loro e ai famigliari dopo il 7 ottobre 2023 e ne registra le testimonianze. Lo fa a Doha, in Qatar, presso un centro nel quale ricevono cure mediche e assistenza. In queste pagine terribili e dolorose, edite in italiano da Sellerio, seleziona e restituisce ventisette vicende di vita, o meglio di vita intrecciata alla morte. «Ogni volta che mi veniva amputato un pezzo della gamba, l’infezione si diffondeva di più (…). Mi sono visto morire da vivo, ho capito come si decompone il corpo umano quando moriamo», sono le parole di Ahmad Abu Radwan, trent’anni, da Jabalia.
I protagonisti sono uomini, donne e ragazzini. Hanno dai tredici ai sessantacinque anni e, in media, un buon livello di istruzione. Sono tutti civili.
«L’ho visto con i miei occhi». Bambini e adulti scaraventati via, a metri di distanza, da un’esplosione. Due settimane di assedio all’ospedale al-Shifa di Gaza City da parte dei carri armati e dall’artiglieria israeliana, quindi l’irruzione nei reparti. La fame e la sete dei pazienti bloccati all’interno, la penuria di medicine. Poi l’assedio e il bombardamento dell’ospedale Indonesiano di Beit Lahiya, nel nord della Striscia. Intere famiglie spazzate via dalle bombe. Le pile di cadaveri e di resti umani abbandonati lungo le strade.
«L’ho visto con i miei occhi». Una bambina in piedi che tiene in braccio la sorellina più piccola «guardando il suo cranio spaccato».
Un bambino di dieci anni che all’ospedale Nasser, a Khan Yunis, insiste per aiutare il personale a raccogliere brandelli di corpi. «Si è imposto dicendo che non se ne sarebbe andato finché non avessero accettato. Nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere un bambino raccogliere i resti di altri bambini. Ho visto tantissime cose, e quelle scene continuano a perseguitarmi ancora oggi», ricorda Ibrahim Qudaih, ventun anni, studente di Infermieristica.
Un nuovo lessico di guerra accompagna l’intera lettura. Si parla di «cinture di fuoco» e di sofisticati droni «quadricotteri», in grado, tra le altre cose, di entrare nelle case, impartire ordini, acquisire l’impronta dell’iride…
Il linguaggio a volte non basta («Neppure tutte le parole del mondo potranno mai esprimere le sciagure che abbiamo vissuto; la paura ci avvolgeva come una spessa coperta nera», è lo sfogo di Jihan al-Bakri, trent’anni). Viene così talvolta sostituito da una, altrettanto significativa, richiesta di silenzio.
Eppure, nell’orrore che pervade ogni singola testimonianza, si fanno spazio spiragli di luce e umanità. Il clima di solidarietà e sostegno reciproco che ritorna più volte tra le famiglie e le persone colpite. Il valore terapeutico del racconto e della scrittura. L’importanza di nominare, uno per uno, quanti non ci sono più, per dare loro dignità. L’amore per la propria terra e il desiderio di farvi ritorno, nonostante tutto. Il ruolo positivo giocato dalle donne («Non è vero che le donne sono state solo vittime; hanno lavorato fianco a fianco con gli uomini nel prestare soccorso ai feriti, nella cura e nell’assistenza infermieristica», puntualizza l’autrice nell’Introduzione).
In definitiva, questo libro è un documento crudo, a tratti tremendo, eppure necessario. Una testimonianza dall’interno del male dilagato a Gaza, da leggere e da conoscere.
Samar Yazbek
La vostra presenza è un pericolo per le vostre vite
Voci da Gaza
Sellerio, 2025 - pp. 272 – 16,00 euro
Testimonianze simili sono raccontate dal sito PICCOLENOTE in due impressionanti articoli a cui rimandiamo i lettori , perchè , nel clamore di quanto avviene altrove nel mondo, la tragedia di Gaza non sia silenziata :







