Traduci

martedì 10 febbraio 2026

Continue aggressioni al Libano. Bombe e droni su obiettivi civili e dell’ONU.


  Riprendiamo l'articolo di gennaio di Enrico Vigna che dettaglia le quotidiane aggressioni di Israele in Libano, col suggerimento di approfondire gli eventi in corso riportati anche da altri siti su ciò che sta accadendo nel Paese dei Cedri. Ne citiamo alcuni stralci che i lettori interessati potranno visionare.

1- “ Gli alti funzionari della sicurezza libanese sono sempre più preoccupati per una pericolosa escalation della situazione della sicurezza lungo tutto il confine orientale del Libano fino al confine settentrionale, nel caso in cui gli Stati Uniti mettessero in atto la minaccia di un attacco militare contro l'Iran.  Queste preoccupazioni si basano su dati raccolti sul campo e dichiarazioni politiche che suggeriscono che il Libano potrebbe tornare a essere teatro di regolamenti di conti regionali e internazionali e che, in caso di attacco all'Iran, il Libano non verrebbe risparmiato dalle fiamme della guerra. Al contrario, sarebbe un bersaglio diretto di pressioni di sicurezza, militari e politiche. Tali preoccupazioni sono aumentate considerevolmente in seguito alle segnalazioni ricevute da alti funzionari libanesi secondo cui, durante un recente incontro a porte chiuse con i rappresentanti della sua organizzazione HTC (Hay'at Tahrir al-Sham), Al-Joulani ha dichiarato: "Ora è il turno di Hezbollah, non dimenticheremo la nostra vendetta ". Alcune fonti di sicurezza hanno reagito affermando che "questa affermazione non può essere considerata isolatamente, ma fa parte di un contesto più ampio di preparativi sul campo e di una retorica di mobilitazione che suggerisce un'intenzione implicita di sfruttare qualsiasi sviluppo regionale, in particolare qualsiasi scontro con l'Iran, per aprire un nuovo fronte contro il Libano dal suo confine orientale "https://www.mondialisation.ca/inquietudes-officielles-sur-limplication-dal-joulani-dans-un-front-allie-a-israel-contre-le-liban?doing_wp_cron=1770741941.3594880104064941406250  )

2- " Dopo un iter dibattuto e le proteste di migliaia di persone davanti al Parlamento, è stata approvata la legge sul bilancio 2026 dietro pressione del Fondo Monetario Internazionale. A protestare anche diversi militari. La questione è urgente, perché il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha chiesto – o meglio imposto – al governo libanese di portare a termine le attese “riforme finanziarie” come condicio sine qua non per l’accesso alla ristrutturazione del debito estero del Paese. Il timore è che tali riforme saranno pagate dalla popolazione, già stremata da quasi sette anni di crisi." (https://lanuovabq.it/it/libano-passa-la-legge-lacrime-e-sangue-imposta-dallfmi )

3- "I libanesi hanno celebrato ieri la festa di San Marone in un clima di crisi caratterizzato da incidenti legati alla sicurezza nel sud del Paese e, al tempo stesso, da una situazione drammatica legata alla povertà e all’abbandono nel nord. La tradizionale messa del 9 febbraio dedicata al santo è stata celebrata nella cattedrale di San Giorgio, nel centro della capitale, alla presenza del capo dello Stato libanese Joseph Aoun, del presidente della Camera Nabih Berry (musulmano sciita) e del primo ministro Nawaf Salam (sunnita). Il patriarca maronita Béshara Raï ha colto l’occasione per sottolineare l’importanza di riservare allo Stato il monopolio dell’uso della forza, leitmotiv di questa fase della vita nazionale nella prospettiva di un disarmo di Hezbollah.  Un segno di solidarietà con le 14 vittime del crollo di un edificio avvenuto il giorno precedente nel quartiere sunnita di Bab el-Tebbané, a Tripoli, capitale della provincia del Libano Nord. Il dramma, il secondo dall’inizio dell'anno, ha provocato un misto di emozione e ira in tutto il Paese dei cedri. L’ennesimo incidente ha ricordato che nessun governo libanese ha ancora presentato un piano economico e sociale in grado di far uscire la capitale del Libano settentrionale dal suo endemico sottosviluppo. Secondo il giornalista Hussein Ayoub, Tripoli è la città del Libano con i tassi di disoccupazione, povertà e abbandono scolastico più elevati dell’intera nazione. A lungo trascurata a favore di Beirut, questo capoluogo regionale dispone tuttavia di un porto e di una raffineria di petrolio attualmente inattiva." ( https://www.asianews.it/notizie-it/Libano:-San-Marone-a-lutto-per-il-crollo-a-Tripoli-e-i-raid-israeliani-nel-sud-64815.html )

Nel silenzio dei media internazionali, continua sottotraccia ma in modo pianificato l’aggressione israeliana, in violazione del cessate il fuoco concordato nel novembre 2024, insieme alla strisciante avanzata dell’occupazione del paese nel sud.

A cura di Enrico Vigna

Il 4 gennaio l’ennesimo attacco con droni contro un'auto che ha provocato la morte di due civili libanesi. Il ministero della Sanità libanese ha riferito di un drone israeliano che ha lanciato un missile contro un'auto nella zona di Ain al-Mazrab nel distretto di Bint Jbeil a sud del paese. L’attacco ha completamente distrutto il veicolo, causando gravi danni alle infrastrutture civili della zona, tra cui auto, negozi, esercizi commerciali e unità residenziali situate nelle vicinanze. L'esercito israeliano ha affermato di aver lanciato questa operazione militare contro un membro del Movimento di Resistenza Islamico libanese (Hezbollah).

Dall'entrata in vigore della fragile tregua, Tel Aviv ha effettuato più di 10.000 incursioni, sia aeree che terrestri, in territorio libanese.

Le autorità libanesi hanno avvertito che le violazioni del cessate il fuoco da parte del regime israeliano, rappresentano un rischio per la stabilità del Paese arabo.

Il 23 novembre un attacco israeliano aveva colpito un edificio civile a Dahiyeh, uccidendo tre persone, tra cui il dott. Zakaria al-Haj, un medico membro del consiglio municipale di Jouaya.

Un altro attacco di droni israeliani ha preso di mira una moto nella città di Yater, nel distretto di Bint Jbeil, causando la morte di una persona e lesioni a un'altra.

Un drone israeliano ha anche colpito un veicolo tra le città di Safad el-Battikh e Baraachit, nel governatorato di Nabatieh, che ha ucciso una persona, ha riferito l'agenzia di stampa statale Nna.

Questi continui attacchi mortali si aggiungono alle molteplici violazioni dell’accordo di cessate il fuoco che era stato raggiunto nel novembre 2024 con il Movimento di resistenza islamico del Libano (Hezbollah) e il governo libanese.

Il 27 dicembre la missione UNIFIL ha denunciato che un attacco israeliano nel sud del Libano ha ferito un casco blu e ha ribadito la sua richiesta allo stato israeliano di fermare le aggressioni. La Forza provvisoria delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha affermato in una dichiarazione che il fuoco di mitragliatrice da posizioni dell’esercito di Tel Aviv, a sud della linea di demarcazione tra i territori occupati da Israele e Libano, ha sparato ad una pattuglia che teneva un posto di blocco nel villaggio di Bastarra. La sparatoria è arrivata dopo un'esplosione di granate nelle vicinanze, ha aggiunto l'UNIFIL e ha precisato che mentre l'incidente non ha causato danni alla squadra civile delle Nazioni Unite, un casco blu ha subito una commozione cerebrale nell'orecchio.

I media libanesi hanno riferito di un altro incidente a Kfarchouba, dove un'altra pattuglia dell'UNIFIL nelle operazioni di routine è stata presa di mira da fuoco di mitragliatrice a distanza ravvicinata da parte israeliana. La missione ha sottolineato che l'esercito israeliano era stato precedentemente informato dei movimenti di pattugliamento, in conformità con le procedure di coordinamento stabilite. “Gli attacchi contro o vicino ai caschi blu costituiscono gravi violazioni della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza”, ha denunciato l’UNIFIL, ammonendo le truppe israeliane a cessare la condotta aggressiva contro il loro personale.

La risoluzione, che ha posto un cessate il fuoco dopo la guerra di 33 giorni di Israele contro il Libano nel 2006, stabilisce che Israele rispetti la sovranità e l’integrità territoriale libanese.

Le tensioni nel sud del Libano sono aumentate, mentre l’esercito israeliano conduce attacchi aerei quasi quotidiani, sostenendo che le sue operazioni prendono di mira membri e infrastrutture di Hezbollah.

Nell'ottobre 2023 scoppiarono scontri di confine tra Hezbollah e l'esercito israeliano, e il regime di Tel Aviv li trasformò nel settembre 2024 in una guerra aperta che uccise migliaia di persone e provocò una significativa distruzione in diverse regioni libanesi.

Le autorità libanesi hanno avvertito che le continue violazioni del cessate il fuoco di Israele rappresentano un rischio per la stabilità del paese arabo.

Le Nazioni Unite solo nel mese di novembre hanno contato almeno 127 civili uccisi, compresi bambini, dal fuoco israeliano da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore un anno prima. Funzionari dell’ONU hanno avvertito che gli attacchi costituiscono “crimini di guerra”.

Alla fine di novembre il ministro degli affari militari israeliano, I. Katz, ha minacciato che Tel Aviv era pronta a lanciare una nuova guerra contro il Libano, se Hezbollah non avesse consegnato le sue armi entro la fine del 2025.  Hezbollah ha risposto agli USA che: “ non disarmeremo per lasciar raggiungere l’obiettivo di Israele. Il disarmo è un piano israelo-americano e ribadiamo che non sarà raggiunto anche se tutti si uniscono a una guerra contro il Libano…L’unità nazionale del Libano e la conservazione delle armi della Resistenza sono cruciali per contrastare la “minaccia esistenziale” rappresentata da Israele e dagli Stati Uniti…”.

L'esercito israeliano avrebbe dovuto ritirarsi dal sud del Libano questo gennaio secondo gli accordi, ma mantiene una presenza militare a cinque posti di frontiera, violando apertamente sia la risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che le disposizioni sulla tregua.

A cura di Enrico Vigna per IniziativaMondoMultipolare/CIVG - gennaio 2026