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Nostra Signora Fonte della Pace
ci accompagna nel nostro cammino, |
L’immagine della Vergine che ci accompagna nella preghiera nella nostra piccola chiesa, non ha la pretesa di essere una “icona” classica, ma come tutte le icone è nata dalla preghiera e vuole condurre alla preghiera.
È un’immagine nata dal nostro cammino e dalla nostra vita: le sembianze di Maria e del Bambino sono quelle di una giovane madre siriana. È il volto di tutte le mamme siriane… e dei loro bambini.
Il supporto su cui è dipinta la Vergine è una lastra di pietra grezza, basaltica, grigio-azzurra, la stessa roccia che compone il nostro terreno e con la quale molte case, soprattutto antiche, sono costruite. Lei, Maria, è lì, solida, incarnata in questa terra, in questa storia.
Allo stesso tempo, la grana ruvida, grezza della superficie fa gioco con la luce cangiante del giorno, e soprattutto al tramonto la luce fa vibrare i colori e l’oro del fondo rendendoli vivi.
Il suo nome, il suo “titolo”, è Nostra Signora Fonte della Pace, è nato da subito, prima ancora che iniziassero questi devastanti anni di guerra, è nato dalla coscienza che Maria si trova al crocevia di popoli e religioni, arrivando là dove nessun’altro arriva, legame fra popoli e culture diverse, perché attraverso il suo “sì” è legame tra l’uomo e Dio. Lei è Fonte a cui tutti possono accostarsi, e bere. Fonte della Pace, Pace maiuscola non per amore della ridondanza, ma perché la Pace che lei dona non è semplicemente assenza di conflitti, un rispettoso convivere e collaborare.
La Pace che lei porta è il Cristo, non altro, senza compromessi.
E se è madre aperta a tutti, è però Madre di tutti proprio in virtù della generazione del Figlio, e dell’essere stata donata dal Figlio stesso, sulla Croce, come Madre per tutti gli uomini.
Maria è seduta, sul trono regale: Maria Regina, quindi Maria Assunta in cielo, già nella pienezza del compimento della sua vicenda umana. E il trono su cui siede- il solo punto di rosso dell’immagine, vivo, forte, fondante –altro non è se non l’amore del Padre, il suo cuore su cui si appoggia, stabile, ogni cosa creata.
In grembo, in piedi, il Figlio: la veste di Gesù è verde, verde come la creazione perfetta, così come è uscita dalle mani e dalla benevolenza del Padre. Il Padre vuole la vita, ed ha chiamato dal nulla all’esistenza tutte le cose per mezzo del Figlio. Per questo il colore che descrive l’esuberanza della vita è il verde.
Maria è l’apice di questa creazione perfetta: questo fiume di vita, portato dal Figlio, riveste la Madre – la tunica verde-e da lei sgorga e si diffonde in tutte le direzioni sulla terra, come acqua abbondante che lava e risana.
E questo fiume della vita vera ed eterna è la Pace di Dio.
Maria è anche rivestita di una sopravveste bianca, che è il colore predominante.
Il bianco è il colore dell’umiltà, che è la caratteristica fondamentale della verginità, che si compie nell’assenso illimitato di Maria alla volontà del Padre, all’accoglienza del Figlio, all’opera dello Spirito Santo in lei.
L’umiltà con cui l’uomo risponde a Dio, ritorna da Dio all’uomo come veste dell’abbondante misericordia che tutto ricopre con la sua grazia.
Nell’immagine, anche il capo di Maria è velato di bianco: ed è sul velo bianco che si posa la corona, segno della predilezione divina che ha accompagnato Maria nella sua vita, passo dopo passo, fino al trono della gloria.
Ma, ancora, sulle spalle di Maria un manto blu, segno del mistero di Dio, della vita Trinitaria che genera nel suo grembo tutta l’economia della salvezza. E se il manto da una parte lascia vedere l’opera della grazia, dall’altra non può essere completamente aperto se non nel compimento del tempo : il manto blu torna a coprire il grembo di Maria, là dove il Cristo che viene nel mondo poggia i suoi piedi, ha la sua origine..
In corrispondenza del cuore di Maria e di Gesù, lo Spirito Santo: nella Bibbia, il cuore è il centro dell’uomo, è la persona stessa. Lo Spirito è lo Sposo di Maria, colui che stende su di lei la sua ombra luminosa. La colomba argentata è sostenuta dalla mano del Figlio, a sua volta sostenuta dalla mano della Madre. Lo Spirito sta dispiegando le ali, segno della sua azione originante, sia nella Incarnazione, che nell’opera tutta della storia del creato : lo Spirito si libra verso la creazione in attesa.
Il suo colore è l’argento: come per il rosso del Padre, l’argento si trova solo qui. Al centro di ogni cosa, al centro degli altri colori, questa luce vivida richiama in controcanto l’oro che tutto avvolge. Non è bianco, non è oro, è la luce, la grazia propria dello Spirito.
E, a lato, la mano destra della Vergine, posata con dolcezza sul ginocchio, ma aperta a tutti, rivolta verso chi guarda: mano che invita, dolcemente, a venire, a farsi avanti, all’incontro col Figlio… con la vera Vita.
Carissimi,
sappiamo che la prima domanda è: “come state?”... Stiamo bene! Risentiamo direttamente degli effetti di questa guerra, anche se i prezzi cominciano già a salire... Ma la tristezza è grande, e l’inquietudine ancora di più. Fino a che punto si arriverà? Per la Siria, ciò che sarà determinante saranno soprattutto i movimenti di terra, l’eventuale invasione del Libano da parte dell’esercito Siriano a sostegno di Israele e contro Hezbollah, e quindi combattimenti tra Sciiti e Sunniti lungo il confine Siria Libano...
L’entrata in gioco delle truppe irachene Sciite, che sono state colpite in questi giorni, l’avanzata di Israele nel sud della Siria e nel Libano. Sempre più siamo convinte che la preghiera è la nostra arma più forte, perchè Dio, che solo conosce il cuore dell’uomo, possa aprire le porte chiuse e abbattere l’orgoglio delle nazioni. Intanto, il volo del nostro cappellano dalla Polonia è stato cancellato, e non sappiamo quando potrà arrivare. A Pasqua però ci sarà con noi un sacerdote gesuita che è in Aleppo, e così potremo vivere pienamente la liturgia della Settimana Santa.
Noi, come dicevamo, stiamo bene. Dopo un inverno passato senza un solo raffreddore, il caldo forte e primaverile di febbraio, seguito da un’altra ondata invernale di neve (sulle montagne del Libano di fronte a noi) e vento freddo, ci ha portato una bella influenza comunitaria, molto sonora perchè a colpi scoppiettanti di tosse...Non ci mancano però arance e vitamine del nostro frutteto.
Sr Mariangela ha affrontato un piccolo intervento, uno “stent”(chissà come si dice in italiano..) Per allargare un po’ un’arteria del cuore un po’ affaticata. Tutto è andato bene e ringraziamo Dio di poter avere la possibilità di curarci con tutto ciò che è necessario.
La primavera è scoppiata con tutto il giallo oro dei prati, i cieli azzurri, e i tramonti infuocati. L’abside della Chiesa avanza, e in questi giorni è un segno di stabilità e di speranza, in una situazione che è molto incerta, preoccupante, e non solo per questa guerra. Lentamente, ma inequivocabilmente, il paese sta andando verso una progressiva islamizzazione. E questo scoraggia tutte le minoranze.
Nel mese di febbraio, ci è successa una cosa triste: un giorno siamo andate al cimitero, e abbiamo visto che le due croci provvisorie dipinte sulle pietre erano sparite. Un nostro vicino che pascola le sue mucche nel campo vicino, ci ha detto che erano stati dei ragazzini. E sarebbe intervenuto lui.
Il giorno dopo, si è presentato un ragazzino del villaggio sunnita vicino a noi, sugli otto anni, insieme al padre e al nonno, dicendo di essere stato lui, scusandosi ecc. Noi non abbiamo voluto ingrandire la cosa, si trattava di un ragazzino, anzi abbiamo cercato di farlo ragionare con calma, soprattutto perché capissero gli adulti che erano con lui che non abbiamo paura, che la Croce la portiamo dentro e non la possono distruggere.
La cosa che fa pensare però è che se il bambino ha fatto un gesto del genere, vuol dire che come minimo in casa, o a scuola, o comunque nel suo ambiente, ha sentito da qualche parte che le croci vanno distrutte, che i cristiani sono blasfemi.
Ciò che preoccupa è questa mentalità, che cresce. E comunque non siamo spaventate, solo speriamo che le cose in qualche modo cambino, che ritorni la Siria aperta e composita che abbiamo conosciuto.
Anzi, abbiamo pensato che fosse ora di rinnovare anche la nostra Croce di Fondazione, perché dopo tanti anni il legno era irrimediabilmente consumato, nonostante la manutenzione. Così in questo nostro 21° anniversario abbiamo innalzato una nuova Croce di pietra bianca, regalo degli scalpellini di Hama che stanno lavorando insieme ai nostri operai alla realizzazione della chiesa.
Sì, questo 14 marzo è l’anniversario del nostro arrivo ad Aleppo, 21 anni fa, ed la festa di Nostra Signora fonte della Pace. Così abbiamo pensato di condividervi la spiegazione della nostra “icona”, che non è classica ma che amiamo molto perché ci accompagna nel cammino..
Ringraziate con noi il Signore per tutto quanto ci ha donato di vivere in questi anni.
Il Signore è fedele per sempre ! Buon cammino verso la Pasqua..
M. Marta Fagnani e le Sorelle Trappiste dalla Siria
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