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sabato 24 gennaio 2026

Al centro... c'é Lui: notizie dalle Sorelle trappiste della Siria

 

di M.Marta Fagnani

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 Cari amici,

Natale è passato in un attimo.. con un dono grande, la presenza di Don Ambrogio Pisoni con noi, per celebrare la nascita del Signore. Don Ambrogio è rimasto ad Azer dal 23 di dicembre al 28, e ci ha portato un bel carico di libri, regalo sempre molto desiderato.

E (non ultimi nell’apprezzamento) sono arrivati con lui anche i viveri di conforto: panettone, dolcetti, polenta, grana e tanto altro; persino un cotechino che ha sfidato le frontiere siriane! Grazie a Silvio per questo apprezzato kit di sopravvivenza! 

Abbiamo avuto a Natale, come è ormai uso da qualche anno, anche la visita di “BaBa Noël”, come dicono qui, anzi...di tanti Babbi Natale. Le ragazze e i ragazzi più grandi degli scout addobbano il trattore (il nostro, che prestiamo per l’occasione) e, vestiti da babbo natale, vanno in giro alla vigilia distribuendo i regali che i genitori hanno comprato. E…per i bambini che avevano poco o niente, sono stati utilissimi i giochi che ci aveva portato Raffaella...Noi abbiamo ricevuto una bella candela a forma di Madonnina col bambino, che ovviamente non osiamo bruciare!


Veloci veloci, siamo già nell’anno nuovo. Noi stiamo bene; grazie perchè chiedete sempre  di noi e vi preoccupate della situazione. In effetti, non si capisce molto dove si sta andando. E  dopo gli avvenimenti recenti (gli Stati Uniti che decidono, dopo averli usati per dieci anni, di non  avere più bisogno dei Curdi, e che è venuto il momento di fare un favore alla Turchia ribaltando  tutto così, in pochi giorni), ancora meno si riescono a fare previsioni per ciò che riguarda le altre  minoranze, come per la nostra zona prevalentemente alauita. L’impressione è che ora si possa  accendere lo scontro contro gli Sciti di Iraq e Libano, combattendo indirettamente anche contro l’Iran. Ovviamente se si aggiunge il panorama delle nuove spartizioni del mondo, le cose si  complicano e avremmo bisogno di sapere questa terra siriana, in che trattativa è stata inclusa.  


Il primo impegno, quello possibile nel nostro piccolo, è sostenere la speranza. Cosa non facile,  perché ci si appiccica addosso lo sconforto che sentiamo attorno a noi, e perchè in effetti non si  hanno molte risposte da dare o soluzioni. Anche noi sentiamo di dover vivere un vero combattimento spirituale, per sperare contro ogni speranza ragionevole. La gente parla solo di andarsene,  ancora, e sempre di più.

Oltre all’insicurezza generale, uno dei motivi è la mancanza di un buon  livello di istruzione nelle scuole, almeno nella nostra zona. Stiamo pensando a come promuovere  qualcosa nel campo della formazione, dello studio. 

Qualche idea c’è, anche se ovviamente con l’aiuto di qualche amico o associazione, perchè  non è la nostra chiamata specifica... Però è un fatto che la nostra presenza sia un sostegno, e  così possiamo almeno fare da catalizzatore a qualche iniziativa utile per la nostra gente. Vediamo se riusciamo a pensare a qualcosa di fattibile. Voi intanto pregate, perchè la gente non si  scoraggi troppo e perché ci possa essere qualche miglioramento concreto nella situazione.  


Siamo un sostegno? Moralmente, forse sì. Un giorno eravamo a fare la spesa nel villaggio  vicino, ci si avvicina un uomo che non conosciamo, sui trent’anni (eravamo nel pulmino, pronte a  ripartire) e dal finestrino aperto ci regala due cioccolatini. Lo guardo con aria interrogativa, e ci  dice: «Ieri ho sognato che arrivavano le bande al villaggio, e ci attaccavano. Allora siamo venuti  a rifugiarci da voi. Volevo ringraziarvi!» Gli abbiamo risposto che speriamo non accada mai, ma  che certamente se dovesse succedere qualcosa che vengano al monastero! Poi non so cosa  potremmo fare, in realtà, ma non è questo che importa..

Anche i lavori al cantiere hanno subito, per un po’ di tempo, questo clima di sospensione. Con  i nostri operai sul posto in realtà abbiamo fatto molte cose, sempre per i drenaggi, il taglio della  pietra, ecc. Ma sembrava impossibile far venire dei progettisti per l’impianto elettrico, idraulico,  per valutare le possibilità tra riscaldamento classico e nuove tecnologie. Insomma, una gran  voglia di iniziare gli impianti e una gran fatica a smuovere le cose. Ma proprio in questi giorni  abbiamo trovato una compagnia di Damasco che sembra attiva e competente, e soprattutto  che non è paralizzata dalla situazione...Stanno studiando il progetto e fra poco verranno per  presentarci le loro soluzioni. 


Chi non è si è mai fermato è l’orto, la campagna...In questi giorni abbiamo raccolto tanti fagioli borlotti da seccare, abbiamo spremute di agrumi buonissimi, patate dolci che non finiscono  più, e ..fragole. Buonissime, anche a Natale, anche adesso....  


Per il futuro immediato - alla fine di gennaio - ci attende un incontro di tre giorni con tutti i  sacerdoti e religiosi di Siria, con il Nunzio che termina, dopo tanti anni, il suo servizio in Siria, ed  altri vescovi presenti. Parteciperemo in due, e vi racconteremo.  

Ma soprattutto attendiamo per Pasqua due visite attesissime: il nostro Padre Generale, Dom  Bernardus, che dovrebbe riuscire a venire proprio per il Triduo. E un cappellano! Sì, attendiamo  per la Settimana Santa anche lui, Don Dario, un sacerdote polacco che è stato tanti anni in Italia  come Fidei Donum e che si è offerto di venire a farci da cappellano. Un bel regalo, soprattutto in  questo tempo. 


Vi lasciamo con qualche pensiero che Marita, qualche tempo fa, ha scritto a Mariangela, e  che Mariangela ci ha condiviso: ci sembra un “pan di via” prezioso per i tempi che stiamo vivendo. 

“Ricordati che al centro dei tumulti, di ogni storia, grande o piccola che sia, c’è Lui.  Lui che si erge al centro, laddove maggiore è la confusione, il pericolo, l’orrore, la paura,  la morte. Lui al centro; sia per gli elementi scatenati che per gli uomini, rimpiccioliti  dall’impotenza. Lui al centro, sia per chi cerca ancora di governare la barca, sia per  chi si aggrappa al sartiame inutile, sia per chi si afferra ostinatamente al bordo della  piccola imbarcazione. O per chi, rassegnato, sta lasciandosi andare, scivolare, sull’impiantito. Lui al centro per chi si abbraccia, per la vita e per la morte, a qualcosa che  non è Lui, e che pure non sa resistere al fatto di sbilanciarsi, pur di guardare Lui. Ma  Lui è al centro soprattutto per chi è capace di stringersi, per la vita e per la morte, a Lui.  Solo a Lui. Perchè allora sentirà non solo l’innalzarsi e l’inabissarsi della sua barchetta sulle onde in tempesta, ma anche il permanere, lo scorrere della vita di Dio in Lui.  Ricordati, Lui che può tutto è con te, nella tua barca, per dare un senso al tuo vivere, al  tuo lottare. Sempre. Senza stancarsi mai, nè delle onde, nè di te. 

Perchè è qui per te.” 

                    sr. Marita 

Le sorelle di Fons Pacis


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