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mercoledì 22 dicembre 2021

Buon Natale. Pace in Siria!

l'albero di Natale tra le macerie di Zabadani, periferia di Damasco

Natale e povertà

Il Natale, in Siria, sarà condizionato dalle sanzioni internazionali”, racconta Andrea Avveduto. “Tutto ne risente e tutti ne risentono: perfino il pranzo di Natale sarà difficoltoso, se non hai elettricità che per due ore al giorno. Ma questo è niente”. Ed infatti, ben al di là del pranzo di Natale, la gente è messa in ginocchio: “se fino allo scorso anno si poteva parlare di una possibilità di sviluppo, per la Siria, ora noi di Pro Terra Sancta siamo costretti a tornare anche alla distribuzione dei pacchi alimentari, contenenti viveri e beni di prima necessità”.

E contro le sanzioni si mobilitano anche le istituzioni: il cardinale Mario Zenari, Nunzio Apostolico nella Repubblica Araba Siriana, ha più volte espresso viva preoccupazione per quella che lui definisce la “bomba della povertà”. Un ordigno strano, che non deflagra, non esplode, ma cresce poco a poco e degrada, e uccide, con la lenta ineluttabilità di una condanna irresistibile. Una povertà che le sanzioni non fanno che aggravare. Stessa posizione intrattenuta da Georges Abou Khazen, Vicario Apostolico per la diocesi di Aleppo.

Povertà e preghiera

Andrea ci racconta delle distribuzioni dei pacchi di viveri operate da Pro Terra Sancta ad Aleppo: “Si vede gente molto dignitosa in fila, esponenti di quella classe media che è stata spazzata via. Con compostezza, tutti attendono quell’aiuto che può salvare loro la vita”. Uno strangolamento sottile e lentissimo, quello delle sanzioni, che non dà pace, che continua.

È stato impressionante vedere però come il Natale significhi speranza, anche lì”, esclama poi Andrea. “Il Natale è sempre speranza, e anche lì si cerca di vivere questa speranza, attraverso la vita di comunità,. Gli anziani della parrocchia Azizeh di Aleppo, per esempio, pregano insieme perché sia posta una fine alla disgrazia, perché la Siria possa rinascere sulle spalle dei loro nipoti. Pregano sperando in un futuro, e hanno il coraggio di sperare proprio perché pregano: è dal dono di Dio all’umanità, cioè dal Natale, che nasce la speranza”.

Natale: la speranza nella fragilità

Natale è speranza, è desiderio di rinascita; Natale è la fragilità di questa speranza in mezzo alla povertà, come è fragile un bambino, che tutto è proteso a crescere, che tutto è desideroso di vivere. “Natale, in cui celebriamo la nascita di un bambino, ci richiama con urgenza alla cura dei bambini in Siria. È questo il punto centrale: il futuro della Siria passa per la vita di questi bambini; senza una loro disposizione alla pace, non esiste un domani credibile”. Il progetto Un nome e un futuro, ad Aleppo, dice Andrea “è il luogo dove si cerca di creare questa disposizione alla pace”.

Lì, i bambini sono accolti e desiderati, resi protagonisti. Molti di loro sono figli degli stupri dei jihadisti che hanno occupato la zona, e loro, con le loro mamme, sono visti con sospetto, sono allontanati. Al punto che molti non hanno mai avuto neppure un nome. Ecco perché, per loro, Pro Terra Sancta ha creato l’iniziativa Un nome e un futuro, per dare loro una possibilità di crescere, di divenire qualcuno, una persona sullo sfondo anonimo e disperante della povertà”. Per accendere, colorandole, quelle piccole luminarie che riscalderanno le strade devastate della Siria che attende il suo Natale di pace e di speranza.

Andrea fa una pausa, poi soggiunge: “Come la storia del mondo è stata cambiata per sempre dalla nascita di un bambino, così quella della Siria potrà esserlo solo dalla rinascita dei suoi, di bambini”.

 https://www.proterrasancta.org/it/poverta-e-speranza/

https://www.proterrasancta.org/it/project/siria-aleppo-un-nome-un-futuro/



«Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
 Il Signore tuo Dio in mezzo a te
è un salvatore potente.
Esulterà di gioia per te,
ti rinnoverà con il suo amore,
si rallegrerà per te con grida di gioia,
 come nei giorni di festa».

BUON NATALE A TUTTI I NOSTRI AMICI!

Ora pro Siria 

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