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sabato 4 maggio 2013

Vibrate proteste della Chiesa Cattolica contro i bombardamenti indiscriminati

Due testimonianze dalla Siria: bombardamenti alla cieca

La chiesa del monastero di Mar Elian, a Qaryatayn.

da Terrasanta.net
di Carlo Giorgi, 22 aprile 2013



 Due drammatiche testimonianze giunte dalle comunità cristiane in Siria.



Cominciamo con le parole di fra' Halim Noujaim, responsabile della Regione San Paolo, che coordina i frati minori della Custodia di Terra Santa dislocati in Libano, Siria e Giordania: «Verso mezzogiorno del 19 aprile, mi ha raggiunto (a Beirut) una telefonata di padre Hanna, del convento di Knayeh, un villaggio della valle dell'Oronte, nella Siria settentrionale. Per la prima volta ho percepito dalla sua voce che era triste e molto agitato. Mi ha raccontato che ieri notte sono caduti altri proiettili di mortaio sul convento e hanno causato molti danni. Tutto il convento è rovinato non ci sono più vetri alle finestre, i tetti sono tutti danneggiati, l'acqua penetra dappertutto, si vive nel terrore. Il governo, nel tentativo di colpire i ribelli asserragliati nel villaggio, bombarda ciecamente dappertutto, non fa distinzioni… Così muoiono tutti indistintamente. Le cose vanno malissimo...».

Pessime notizie arrivano anche dal monastero di Mar Elian, a Qaryatayn, una cittadina 60 chilometri a sud di Homs, dove vivono 35 mila abitanti, cristiani e musulmani. Il priore del monastero, abuna Jaques Mourad, ci ha raccontato che proprio negli ultimi giorni la situazione è precipitata: «Martedì scorso l'esercito ha bombardato la città e adesso, oltre alla povertà e alla fame in città è arrivata anche la distruzione. Ieri, domenica, ci siamo ritrovati in monastero tra gli 800 e i 900 profughi; per fortuna questa mattina molti se ne sono andati, cercando salvezza altrove e ne sono rimasti “solo” 400, metà cristiani, metà musulmani. Elettricità e telefoni vanno ad intermittenza. Per l'acqua, che avevamo praticamente finito, sono arrivate provvidenzialmente due autobotti... La situazione però rimane drammatica perché, in fatto di cibo, abbiamo solo due giorni di autonomia e poi avremo terminato le nostre riserve... Il centro di Qaryatayn adesso è in mano al Libero esercito siriano (gli insorti - ndr), mentre fuori città è l'esercito ufficiale a controllare la situazione con un posto di blocco. In città, le personalità più autorevoli - il muftì, il giudice, io stesso -, cercano di mantenere la pace, di tranquillizzare gli animi, ma non è facile... Quello che manca più di ogni altra cosa è la sicurezza, il cibo e l'acqua ci sarebbero, solo che oggi è troppo pericoloso uscire dal monastero e andarli a cercare. L'unica cosa che chiediamo a tutti ora è la preghiera».
La situazione pare ancora tranquilla, invece, nei due villaggi cristiani di Sadad e Hafar, vicino a Qaryatayn.
http://www.terrasanta.net/tsx/articolo.jsp?wi_number=5100&wi_codseq=SI001 &language=it

Colpita la chiesa cappuccina di Deir Ezzor in Siria

“C’è stata un’esplosione vicino alla nostra chiesa di Deir Ezzor, che l’ha distrutta” – ci scrive in un messaggio fra Antoine Haddad, Ministro viceprovinciale del Libano. La notizia è stata appresa dai media, perché i due fratelli cappuccini che vi risiedevano, con l’aiuto di Croce Rossa Internazionale, Libanese e Siriana e dei Nunzi del Libano e della Siria, hanno lasciato quel luogo insieme alle suore di Madre Teresa e una decina di anziani che abitavano nel nostro convento. Sono gli ultimi cristiani rimasti nella zona a lasciare il posto.
La chiesa è stata completamente distrutta, ma fin ora non è stato possibile sapere se il convento è stato colpito o meno, perché non ci sono più cristiani a Deir Ezzor, a parte uno che è ritornato perché abitava nella  zona ‘più tranquilla’ della città. I suoi tentativi di arrivare sul posto non sono riusciti a causa dell’intenso fuoco incrociato delle armi. La nostra chiesa di Deir Ezzor è stata fino a poco tempo fa l’unica rimasta quasi intatta. Infatti, qualche mese fa si è potuto vedere su You Tube un filmato in cui appariva la chiesa con la porta e il muro laterale sventrati e i militari che vi entravano.
“Deir Ezzor è una città ad Est della Siria, sull’Eufrate, tra Palmira e la frontiera Irakena – ci spiega fra Antoine - La nostra presenza vi risale agli anni trenta del secolo scorso, ma nella zona la nostra presenza risale ad un tempo molto più lontano. Abbiamo anche un’altra casa verso il Sud della Siria, Soueida, zona ancora tranquilla per il momento, dove vi sono due nostri fratelli. La nostra Vice-Provincia, in quasi quattro secoli di storia, ha sempre sofferto distruzioni, persecuzioni, martirio... Ma sempre, come dice la leggenda della fenice – quell’ uccello mitologico noto per il fatto di rinascere dalle proprie ceneri -, la nostra Vice-Provincia risorgeva con Cristo Risorto. Ultimamente, abbiamo recuperato, dopo trent’anni, un’altra proprietà (Abey) distrutta dalla guerra in Libano: ha cominciato a risorgere anch’essa… La chiesa di pietra si potrà ricostruire un giorno quando una primavera di pace ci sarà nel nostro mondo mediterraneo”.

http://www.db.ofmcap.org/home_ofmcap_it/news_e_attualita/00007095_Colpita_la_chiesa_cappuccina_di_Deir_Ezzor_in_Siria.html

E, per amor di verità... 

... non possiamo più dire che l'esercito protegge i cristiani se spara sui villaggi cristiani, dove non vi sono musulmani jihadisti , ma soltanto alcuni ribelli ...  E i capi militari pensano di sconfiggere i ribelli con le cannonate? Ciò è impossibile! I ribelli sono addestrati alla guerriglia urbana, per le strade, con le imboscate, ciò di cui non è capace l'esercito regolare.
Chi ne fa le spese? E' il povero popolo.
E' necessario protestare energicamente con le autorità del governo su questa situazione. 

Il Nunzio stesso chiese udienza al Ministero degli Esteri e consegnò un plainte scritta al Vice Ministro accompagnandola con parole forti.  Il Vice Ministro fece presente la questione ai vertici militari che immediatamente rimossero, dopo una tirata d'orecchi, il Responsabile della piazza a Gisser Choughour, capoluogo della zona dell'Oronte. 
Tra le cose che sono state riferite ai vertici di Damasco vi era anche il fatto che il Capo militare di Gisser Choughour non ha voluto ricevere il Padre Hanna perché era andato a fargli capire che non vi erano né armi e né ribelli in Convento, ma soltanto i religiosi e le religiose là rifugiatisi. 
Neppure una delegazione di cittadini fu ricevuta, quella addirittura fu mandata via in malo modo... 

  l'osservatore siriano   

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