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| in fila al forno del pane |
Nonostante
gli accorati appelli dei Vescovi e religiosi siriani , e delle
Associazioni Caritative che operano in soccorso della popolazione
stremata da 10 anni di guerra, l'Unione Europea ha rinnovato ed
esteso fino al 1 giugno 2022 le sanzioni 'contro il regime' di
Damasco . Il Comunicato UE afferma che sono esclusi 'cibo,
medicinali, attrezzature mediche': ma, come spiega l'appello di Aiuto
alla Chiesa che Soffre che riportiamo in calce, continuare a colpire le transazioni bancarie
blocca di fatto ogni operazione di soccorso umanitario.
Inutilmente
i Prelati mostrano che ad essere colpita da queste misure è la
popolazione, e non il regime: l'UE ribadisce che lo scopo è giungere
a “una soluzione politica duratura e credibile” (…. ossia in
altri termini a un 'regime change' …)
Ora pro Siria
da 'Aiuto alla Chiesa che soffre'
Secondo
mons. Samir Nassar, arcivescovo maronita di Damasco, la crisi
economica siriana ha condotto al caos totale. «Giorno e notte le
famiglie devono mettersi in coda in una serie di file interminabili»
per procurarsi il cibo. «Questa scena caotica è diventata la
norma», racconta il prelato alla fondazione pontificia Aiuto
alla Chiesa che Soffre (ACS). Per mons. Nassar le sanzioni
internazionali sono uno dei principali fattori che hanno determinato
l'attuale crisi. «Le leggi estere che penalizzano gli Stati e le
persone che osano inviare aiuti in Siria si aggiungono alle ingiuste
sanzioni e moltiplicano la carenza di beni».
Una
combinazione di fattori, tra cui sanzioni internazionali e il crollo
finanziario del Libano, principale partner commerciale, ha portato a
un'impennata dei prezzi alimentari. Prima dell'inizio del conflitto
nel 2011, una pagnotta da 2 kg costava circa 15 lire siriane; oggi
una pagnotta da 1 kg costa tra le 100 e le 500 lire siriane. Nel
febbraio 2020 il governo siriano ha introdotto le "smart card"
che consentono alle famiglie l'accesso, a prezzi agevolati, a
quantità razionate di beni di prima necessità, tra i quali pane,
riso e tè. Per ottenere questi beni devono tuttavia aspettare in
lunghe file, spesso per diverse ore.
Per
tutti questi motivi, prosegue il prelato, la comunità internazionale
deve assumersi la sua parte di responsabilità per la situazione
attuale. Mons. Samir ha spiegato anche che l'attuale situazione non
consente ai siriani di iniziare a superare la guerra civile,
conflitto che l'Inviato delle Nazioni Unite e della Lega Araba ha
stimato abbia ucciso 400.000 persone.
I
commenti dell'arcivescovo maronita fanno eco a quelli condivisi
recentemente con ACS dall'arcivescovo cattolico greco-melchita di
Aleppo mons. Jean-Clément Jeanbart: «Le sanzioni non hanno altro
risultato che far soffrire le persone e renderle povere e miserabili.
Non avranno alcun effetto sul governo e sulle sue politiche, perché
il governo è lontano dagli effetti delle sanzioni».
Dall'inizio
del conflitto in Siria ACS ha assicurato aiuti di emergenza offrendo
pacchi viveri, latte e medicine, e ha sostenuto costi di prima
necessità, inclusi riscaldamento e illuminazione, dando la priorità
ai più poveri, ai malati e agli anziani.
https://acs-italia.org/acs-notizie-dal-mondo/acs-il-nuovo-calvario-della-siria-si-chiama-sanzioni
ACS
FA APPELLO A USA E UE AFFINCHÉ SIANO AGEVOLATI GLI AIUTI UMANITARI
La
fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) fa appello
agli Stati Uniti e all’Unione Europea affinché siano agevolati gli
aiuti umanitari a favore della nazione oggetto di sanzioni. «É
nostro dovere fornire aiuto alla popolazione civile sofferente della
Siria, e soprattutto alla minoranza cristiana in rapida diminuzione»,
dichiara Thomas Heine-Geldern, presidente esecutivo di ACS
Internazionale.
Per
questo la Fondazione chiede di «applicare il quadro normativo
internazionale esistente, il quale consente deroghe all’embargo per
ragioni umanitarie».
Gli
ostacoli al trasferimento di denaro e all’importazione di beni
rende impossibile qualsivoglia forma di assistenza. «Nonostante
le sanzioni prevedano delle eccezioni per l’invio di fondi per
aiuti umanitari, queste ultime non funzionano». Heine-Geldern
spiega che il codice bancario europeo IBAN e l’americano
SWIFT bloccano i trasferimenti contenenti riferimenti alla Siria e a
qualsivoglia città della nazione, per cui «per le organizzazioni
caritative diventa quasi impossibile trasferire fondi con finalità
umanitarie».
L’invio
di denaro è di importanza vitale perché le istituzioni
ecclesiastiche e le ONG non sono in grado di consegnare i beni
necessari per la sopravvivenza degli sfollati interni e degli altri
milioni di siriani presenti nel Paese. «Per questo ordinariamente
inviamo denaro affinché i nostri referenti possano acquistare sul
posto cibo, cure mediche e abbigliamento», prosegue
Heine-Geldern. Per tali motivi la comunità internazionale deve dare
disposizioni al sistema bancario affinché sia autorizzato il
trasferimento di denaro per scopi umanitari come già previsto dalle
eccezioni alle sanzioni.
Quanto
alle difficoltà di importare beni in Siria, Heine-Geldern sottolinea
che «per richiedere le autorizzazioni i nostri partners devono
spesso superare insormontabili procedure multilingue adottate
dalle autorità sanzionatorie». Le autorizzazioni sono
necessarie anche per piccole quantità di beni e implicano elevate
commissioni.
É
particolarmente difficile importare beni suscettibili di impieghi
diversi da quelli umanitari, i cosiddetti prodotti a duplice uso.
Poiché l’interpretazione di queste disposizioni è molto ampia,
prosegue il presidente di ACS Internazionale, anche il latte in
polvere per neonati e bambini denutriti viene ricompreso in
questa categoria. Heine-Geldern chiede che siano presto adottate
procedure che definiscano chiaramente ciò che è permesso e ciò che
è vietato, rendendo così possibile l’attuazione di tutte le
misure consentite. «Una soluzione provvisoria potrebbe fornire una
licenza generale alle ONG designate».

«A
fine settembre 2019 una delegazione di Aiuto alla Chiesa che Soffre
insieme all’Arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini, si è
recata in Siria per incontrare le comunità cristiane sofferenti»,
ricorda Alessandro Monteduro, direttore di ACS Italia. «Durante
il viaggio ci siamo recati ad Aleppo dove abbiamo incontrato i
vescovi dei nove riti cristiani, i quali ci hanno rivolto un accorato
appello affinché anche ACS si battesse per la cancellazione delle
sanzioni. Oggi, in occasione del decennale dell’inizio della crisi
siriana, è doveroso rilanciare con determinazione quell’appello,
anche perché la situazione si è progressivamente deteriorata ed è
sempre più difficile per le organizzazioni caritative far giungere
gli aiuti umanitari», prosegue Monteduro.
«Grazie
alla generosità dei benefattori, i quali hanno donato
complessivamente oltre 40 milioni di euro, ACS ha fornito sostegno
alla popolazione civile della Siria, in particolare alla minoranza
cristiana, che dall’inizio del conflitto è vissuta in condizioni
catastrofiche e in molti casi è stata costretta a migrare, tanto da
correre il rischio di una totale estinzione», conclude
Monteduro.
https://acs-italia.org/acs-notizie-dal-mondo/dieci-anni-di-conflitto-in-siria-acs-fa-appello-a-usa-e-ue-affinche-siano-agevolati-gli-aiuti-umanitari