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mercoledì 8 luglio 2020

Gli strumentali 'aiuti umanitari' dell'Occidente alla Siria

La quarta conferenza UE-ONU sulla Siria finanzia Al Qaeda a Idlib

Di Steven Sahiounie, giornalista e commentatore politico
trad. Gb.P. OraproSiria
L'Unione europea (UE) dal 22 al 30 giugno ha ospitato una conferenza virtuale dal titolo "Supportare il futuro della Siria e della regione". Questa è la quarta conferenza di questo tipo incentrata sulla crisi in Siria, #SyriaConf2020, ed è stata copresieduta con le Nazioni Unite (ONU).
Josep Borrell , Alto rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza/Vicepresidente della Commissione Europea, ha dichiarato: “I siriani hanno sofferto per troppo tempo. Dopo nove anni di conflitto, c'è il rischio che il mondo diventi immune alle immagini e ai resoconti di sofferenze inaccettabili e inutili, ma non possiamo permettere che ciò accada; non possiamo ignorare la loro condizione. È nostro dovere morale continuare a sostenere il popolo siriano. La conferenza mira a mobilitare ulteriormente la comunità internazionale seguendo gli sforzi guidati dalle Nazioni Unite per raggiungere una soluzione politica duratura alla crisi siriana in linea con la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU 2254. Questo è l'unico modo per riportare stabilità e pace per tutti i siriani. "
Borrell afferma che è un "dovere morale" sostenere il popolo siriano, ma l'UE, che egli rappresenta, non sostiene il popolo siriano, che sta soffrendo a causa delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dall'UE che rendono impossibile persino l'acquisto di medicine e impedisce qualsiasi ricostruzione delle case perse durante la guerra. Le parole di Mr. Borrell non hanno senso, tranne per quei siriani che hanno lasciato la Siria per un campo profughi straniero o che vivono sotto il controllo terroristico di Al Qaeda a Idlib .
La popolazione siriana era di circa 23 milioni nel 2011. A causa della guerra, molti Siriani se ne andarono a causa di fattori politici ed economici. Gli esperti hanno affermato che fino a un terzo della popolazione siriana ha lasciato il paese, lasciando circa i due terzi all'interno della Siria. Circa 14 milioni di siriani vivono oggi in Siria, dei quali tre milioni vivono sotto il controllo terroristico di Al Qaeda a Idlib e circa undici milioni vivono nel resto della Siria sotto il governo centrale di Damasco.
Russia, China veto UN Security Council resolution on Syria
Russia e Cina hanno posto il veto a una risoluzione del Consiglio di sicurezza ONU per estendere le consegne di aiuti delle Nazioni Unite dalla Turchia verso la Siria, alle aree detenute dai ribelli di Idlib
Janez Lenarcic, Commissario Europeo per la Gestione delle Crisi, ha dichiarato: “La situazione umanitaria in Siria è a rischio ancora maggiore poiché la pandemia di coronavirus minaccia i più vulnerabili. L'UE non abbandonerà il popolo siriano nella più urgente necessità di assistenza all'interno del paese e nella regione ". L'UE non ha inviato alcuna fornitura a Damasco per i test o il trattamento di COVID-19; tuttavia, la Cina, la Russia , e la WHO (OMS) hanno inviato forniture per il contrasto al COVID-19.
Voci dalla Siria
Una mostra virtuale è online dal titolo " Voci dalla Siria e dalla regione ", che presenta una biografia e foto dei Siriani che sono stati colpiti dalla crisi siriana.
Una di quelle in primo piano è una donna, Ula Al-Jundi , della zona di Hama. Nel 2013 si è stabilita nella valle della Beqaa in Libano con suo marito e tre figli. È stata coinvolta nella sensibilizzazione delle donne siriane sui diritti civili lavorando con una ONG lì. Quella che è una sorprendente discordanza nella sua storia, è il fatto che non vive in Siria, ma in un paese straniero. Non può insegnare alle donne siriane i loro diritti civili, perché mentre vivono in Libano nessun uomo o donna siriana ha diritti civili siriani. I Siriani sono solo ospiti in un Paese straniero e il Libano non dà pieni diritti civili alle donne libanesi o alle straniere come le Siriane. Tuttavia, la Siria ha diritti civili per le donne, che sono storiche e culturali. In Siria, si vedono donne in quasi tutte le professioni: giudice , avvocato, medico, dentista, insegnante, tecnico di laboratorio, scienziato, agricoltore e anche membri del Parlamento, compresa l'ex presidente del Parlamento. Un partito politico in Siria è guidato da una donna, Barween Ibrahim.  Ula, e altri come lei, hanno scelto di lasciare la Siria per iniziare una nuova vita in un Paese straniero, eppure pretendono di fare cambiamenti in Siria, ma non vivono nemmeno lì. Il suo lavoro per le donne siriane non influisce sulle donne che vivono in Siria.
Michelle Bachelet , Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, (ed ex presidente del Cile) ha dichiarato il 30 giugno: "Le voci dei Siriani devono essere al centro di questo lavoro. Sono loro - le persone che hanno subìto questo conflitto e le violenze: vittime, vedove, rifugiati, giovani, membri di gruppi della società civile e molti altri - che costruiranno il futuro del loro paese. Dovrebbero essere queste donne e questi uomini a tracciare la via da seguire. Chiedo alla comunità internazionale di far sentire la voce delle persone in Siria in modo che possano condurci verso una pace tanto necessaria e duratura. Dobbiamo sostenere i Siriani nel realizzare un futuro di uguaglianza, diritti e dignità per tutti ".
La Bachelet menziona le persone siriane che hanno subìto il conflitto e la violenza; tuttavia, si riferisce solo a coloro che hanno lasciato la Siria. Non offre "di levare in alto la voce" di coloro che sono stati violentati, rapiti, torturati e mutilati dai terroristi al seguito dell'Islam radicale che erano sostenuti dall'UE e dagli Stati Uniti che stavano lottando per rovesciare il governo siriano. Dice che i Siriani "devono essere al centro" del lavoro per creare un futuro, eppure la maggior parte dei Siriani vive all'interno della Siria, ma non è consultata o inclusa in alcun piano per la Siria. Come può l'ex presidente del Cile escludere 14 milioni di siriani dalla sua visione?
Problemi dei bambini
Maryam Shamdin è membro fondatore della Syrian Humanitarian Women Network (HWN) e ha partecipato alla conferenza dell'UE. Shamdin è coinvolta nella formazione degli insegnanti su come affrontare l'estremismo religioso e la sua influenza sui bambini. L'estremismo religioso ha svolto un ruolo importante nel conflitto siriano, perchè gli Stati Uniti e l'UE hanno sostenuto bande armate aderenti all'Islam radicale, che non è né una religione né una setta. Gli Stati Uniti e la NATO hanno usato abilmente i Fratelli Musulmani, un gruppo terroristico bandito, per mobilitarsi attraverso le loro reti in Siria per creare quella che sembrava essere una rivolta popolare, ma che non era autoctona, ma di ispirazione occidentale. Tuttavia, Shamdin lavora in Turchia e Iraq. Ancora una volta, vediamo l'UE concentrarsi solo sui Siriani che vivono in paesi stranieri.
I rifugiati tornano a casa e ricostruiscono
L'unica soluzione per il futuro della Siria deve includere la ricostruzione di case, fabbriche, ospedali e scuole, sia private che pubbliche. I programmi devono essere impostati per consentire ai rifugiati siriani di tornare a casa e con la prospettiva di un'occupazione. La politica degli Stati Uniti e dell'UE è quella di mantenere i rifugiati a soffrire in campi profughi in Paesi stranieri mentre si tengono conferenze per i loro bisogni, chiedendo ai Paesi di donare fondi per sostenere le loro necessità all'estero. L'obiettivo è mantenere la Siria isolata e priva di speranza. I rifugiati all'estero e le persone che vivono a Idlib sono l'unico obiettivo di qualsiasi aiuto ai "Siriani". La maggior parte dei Siriani non ha mai lasciato la propria casa e soffre di difficoltà di proporzioni monumentali, ma non ha mai ricevuto alcun aiuto dagli Stati Uniti o dall'UE .
Sanzioni USA e UE
Le sanzioni statunitensi e dell'UE impediscono a qualsiasi siriano di importare materiali, macchine o forniture per ricostruire la propria vita in Siria. Anche medicine, forniture mediche e parti di ricambio per apparecchiature mediche sono proibite. Le sanzioni offrono una clausola umanitaria, ma nessuna società statunitense o europea è disposta a superare il lungo e difficile processo per usufruire prima delle deroghe.
Ho chiesto a Fouad Haddad, un laureato in MBA in Siria, quale fosse la sua reazione in merito alla recente conferenza dell'UE. Mi ha chiesto: "Hanno abolito le sanzioni?" Ho risposto: "No." Allora mi ha detto: "Fino a quando non toglieranno le sanzioni, qualsiasi conferenza non ha senso".
*Steven Sahiounie è un giornalista pluripremiato.
https://theduran.com/the-4th-eu-un-conference-on-syria-funds-al-qaeda-in-idlib/

giovedì 2 luglio 2020

Nabil Antaki: guerra, sanzioni, corona, Caesar, crisi economica e che altro?

LETTERA DA ALEPPO N. 39 (1 luglio 2020)
traduzione Gb.P. OraproSiria
Il popolo siriano non sa più a quale santo votarsi. I drammi si susseguono, non sono tutti uguali ma portano allo stesso risultato: quello di continuare a far soffrire il popolo siriano, che vuole solo vivere dignitosamente in pace.
Cominciamo dalla guerra. È andata avanti per oltre nove anni. Ha ucciso centinaia di migliaia di persone e causato una decina di milioni di sfollati interni e di rifugiati, ha costretto un milione di persone all'esilio, ha distrutto le infrastrutture della Siria e ha rovinato un Paese che era pacifico, sicuro, stabile e prospero.
Lo scorso febbraio, l'esercito siriano ha lanciato un'offensiva per liberare parte della provincia di Idlib occupata dagli islamisti del gruppo Al-Nosra. Il 16 febbraio ha ripreso il controllo dell'autostrada principale che collega Aleppo al resto della Siria e che era in mano ai ribelli dal 2013. Ha anche liberato la periferia occidentale di Aleppo occupata dai gruppi armati ribelli dal 2012. Questi jihadisti continuavano a bombardare Aleppo ogni giorno, anche dopo la liberazione dei quartieri orientali e la riunificazione della città tre anni fa. Il 16 febbraio gli Aleppini erano esultanti perché, dopo diversi anni di guerra, potevano finalmente dormire senza temere la caduta di un mortaio e percorrere anche questa strada che collega Aleppo alle altre città della Siria e del Libano. Il giorno seguente, un aereo civile è atterrato per la prima volta all'aeroporto di Aleppo dopo otto anni.
Disgraziatamente, c'è stata una controffensiva da parte dei gruppi terroristici supportati dall'aeronautica e dai droni turchi. Hanno riconquistato il controllo dell'autostrada e di alcune aree liberate dall'esercito siriano. All'inizio di marzo, i negoziati tra Russia e Turchia hanno portato a un accordo sul cessate il fuoco.
I ribelli si sono ritirati dall'autostrada e da allora non ci sono più stati combattimenti in Siria. La situazione è completamente congelata. E con la crisi del Covid-19, i giovani non sono più chiamati a prestare servizio militare.
Tuttavia, una situazione congelata non è un caso risolto poiché la Siria non ha ancora liberato tutto il suo territorio: una parte del nord-ovest e una parte del nord-est sono occupate illegalmente dalla Turchia, un'altra area a nord-est è occupata da milizie curde sostenute e armate dagli Americani e, infine, la provincia di Idlib con i suoi terroristi, per lo più stranieri.
Gli Aleppini hanno festeggiato l'avanzata militare con gioia e riacquistato la speranza di un futuro migliore dopo nove anni di sofferenze e miseria. Ma hanno avuto appena il tempo di rallegrarsi e godere di un ritorno alla vita normale quando la crisi del coronavirus è iniziata con tutte le relative misure preventive adottate dalle autorità per prevenire la diffusione del virus.
A parte i negozi di alimentari, le farmacie e le panetterie, tutto è stato chiuso: scuole, università, fabbriche, officine, negozi e tutti i luoghi pubblici; un coprifuoco è stato introdotto dalle 18:00 alle 06:00 del giorno successivo. Inoltre, il confinamento prevedeva il divieto di lasciare la propria città, anche per recarsi nelle campagne e nei villaggi della stessa regione. I siriani, in generale, e gli Aleppini, in particolare, hanno seguito le istruzioni indossando mascherine, evitando di baciarsi (un'usanza diffusa in Oriente) e usando soluzioni disinfettanti.
Queste misure preventive hanno rallentato la diffusione dell'epidemia; fortunatamente, finora sono stati segnalati solo 293 casi di COVID-19 e 9 decessi. Ora che la situazione è più o meno sotto controllo, il confinamento è stato revocato; università, fabbriche e negozi hanno ripreso le loro attività. Gli esami ufficiali di brevetto e diploma di maturità sono iniziati il 21 giugno. Dall'altra parte, queste misure hanno paralizzato la vita sociale e congelato tutte le attività economiche che stavano lottando faticosamente per ricominciare.
La maggior parte dei Siriani, impoveriti da nove anni di guerra, non riesce più a sbarcare il lunario, in particolare gli operai, gli artigiani e i proprietari dei piccoli commerci che fanno affidamento sul proprio reddito giornaliero per vivere e spesso sopravvivere; per non parlare dei pensionati, dei disoccupati e dei malati che non hanno più alcuna fonte di reddito. Nella migliore delle ipotesi, tutte le ONG hanno rallentato considerevolmente le loro attività quando non le hanno completamente interrotte.

Rovinata da nove anni di guerra, strangolata da ingiuste e illegali sanzioni europee e americane, l'economia non riparte. Le sanzioni risparmiano l'assistenza umanitaria ma impediscono il commercio e l'importazione di prodotti, bloccano tutte le transazioni finanziarie da parte di tutti i cittadini siriani e vietano tutti i progetti di ricostruzione. Cinicamente, i funzionari europei affermano che le sanzioni sono mirate e colpiscono solo coloro che detengono il potere e i profittatori della guerra e non riguardano medicinali, attrezzature mediche o cibo.
Pura ipocrisia! Se i conti bancari di tutti i siriani sono congelati e qualsiasi cittadino siriano non può effettuare transazioni finanziarie, come i bonifici, come è possibile acquistare i prodotti non sanzionati? Se conoscete aziende occidentali che accettano di fornirci prodotti gratuitamente, siamo interessati. E poiché molti prodotti entrano di contrabbando dalla Turchia o dal Libano, vengono venduti a prezzi esorbitanti, impoverendo la popolazione e arricchendo i profittatori della guerra, il che è l'opposto dell'obiettivo pretestuoso per il quale hanno comminato le sanzioni.
Come se ciò non bastasse, gli Americani hanno peggiorato le cose con la nuova legge "Caesar" che sanziona qualsiasi azienda al mondo che intrattenga rapporti commerciali con la Siria.
Queste sanzioni costituiscono una forma di punizione collettiva contro la popolazione civile. Questo è classificato come un crimine contro l'umanità dalla convenzione di Ginevra. Sanzioni che hanno l'effetto di causare sofferenza alla popolazione civile e non hanno alcun effetto sulla fine della guerra o sull'avanzamento verso una soluzione politica del conflitto.
La situazione economica è catastrofica. L'inflazione è galoppante, il prezzo dei prodotti è triplicato in 6 mesi. Un euro valeva 60 sterline siriane (L.S.) prima della guerra, era a 1000 L.S. tre mesi fa; adesso ha raggiunto le 2500 L.S. ! La popolazione già impoverita dagli anni della guerra, avendo esaurito da tempo i magri risparmi, non ha più i mezzi per arrivare a fine mese. Coloro che hanno osato intraprendere un'attività commerciale, industriale o artigianale si mordono le dita perché lavorano in perdita e spesso chiudono bottega! I Siriani sono stanchi, disperati e depressi!
E noi, i Maristi Blu, cosa stiamo facendo in questa galera?
Cerchiamo, con i mezzi che abbiamo, di alleviare la sofferenza e di seminare Speranza.
La preghiera, il discernimento e la nostra capacità di essere empatici all'angoscia delle persone e di ascoltare le loro domande, ci hanno fatto riscoprire che c'erano in Aleppo degli anziani che vivono soli, senza più la propria famiglia in Siria, alcuni costretti a letto o malati e che, a causa del confinamento, non avevano più nessuno che portasse loro da mangiare. Così abbiamo iniziato, all'inizio della crisi di Covid-19, un nuovo progetto che abbiamo chiamato «Solidarité Coeurona». Negli ultimi 3 mesi, le donne dei Maristi Blu hanno cucinato un pasto caldo ogni mattina per 125 persone. Verso le 13:00, i nostri giovani volontari lo distribuiscono presso le case dei beneficiari. Con il pasto, danno loro pane, della frutta, la loro presenza e il loro ascolto. Abbiamo scoperto, che oltre al pasto di cui hanno bisogno, quanto sia difficile per questi anziani vivere da soli e quanto sono bisognosi di sentire il calore umano, un'attenzione speciale e vedere un sorriso. Questo è ciò che fanno i nostri volontari.
All'inizio, questo progetto avrebbe dovuto essere limitato nel tempo e terminare con la fine della pandemia. Per settimane abbiamo visitato ciascuno di questi anziani. Abbiamo visto drammi che non avremmo mai immaginato; vedove o vedovi di età compresa tra 80 e 95 anni che vivono da soli (o con figli disabili) in condizioni disumane, senza famiglie, senza sostegno, a volte costretti a letto, per lo più malati, che non sono usciti di casa da anni, e il cui unico aiuto è quello di un vicino o di un parente distante che passa di tanto in tanto.
Sto pensando a F.A., 92 anni, che vive in una sola stanza con i suoi 3 figli minorati psichici dai 55 ai 70 anni.
Penso alla famiglia Y.M: il marito di 90 anni costretto a letto con l'Alzheimer, la moglie cardiopatica di 85 anni, il loro figlio cieco e la nuora, l'unica persona abile che deve prendersi cura di tutti, compreso il proprio figlio autistico.
Penso a M.K., 90 anni, cieco, che vive da solo nel suo appartamento.
Per questo motivo, abbiamo deciso di continuare il progetto sviluppandolo e costituendo un team speciale per questo 15° programma in corso dei Maristi Blu.
Poichè era stato proibito durante il confinamento il raduno di persone, noi Maristi Blu abbiamo dovuto congelare temporaneamente 10 dei nostri 14 progetti: i nostri due progetti educativi per bambini dai 3 ai 6 anni "Impara a crescere" e "Voglio imparare" , il nostro progetto "Bamboo" per la cura degli adolescenti, "Seeds" per il supporto psicologico di bambini, adolescenti e adulti traumatizzati dalla guerra, il nostro programma di "sviluppo della donna", il nostro programma "taglia e cuci", il Progetto "Heartmade" per il riciclaggio di tessuti rimanenti per realizzare pezzi unici per le donne, il MIT, il nostro centro di formazione per adulti, tutti questi progetti sono stati temporaneamente sospesi. Tuttavia, con la revoca delle misure di contenimento 15 giorni fa, tutti questi programmi sono ripresi in pieno.
Per quanto riguarda i nostri 2 progetti di sviluppo, "Micro-progetti" e "Formazione professionale", li abbiamo proseguiti nonostante il blocco. Il programma di microprogetti consiste nell'insegnamento durante le sessioni di 48 ore (20 adulti per sessione) spalmate su 3 settimane, delle competenze necessarie per aprire un microprogetto e quindi finanziarlo per consentire ai nostri giovani di vivere senza più dipendere dagli aiuti forniti dalle ONG. Il progetto "Formazione professionale" consiste nel mettere dei giovani in apprendistato presso artigiani per un anno in modo che apprendano un mestiere e li supportiamo poi finanziariamente, in modo che diventino imprenditori di se stessi. È così che attualmente abbiamo 30 giovani adulti in apprendistato per diventare carpentiere, elettricista, idraulico, pasticcere, riparatore di telefoni cellulari, meccanico, sarta, ecc.
Nonostante il Covid-19, abbiamo anche proseguito il progetto “Goccia di Latte” che distribuisce il latte ogni mese a 3000 bambini di età inferiore agli 11 anni; il programma di "alloggio di famiglie sfollate" e il programma medico per l'assistenza medica agli indigenti.
Il nostro progetto "Colibri" per la presa in carico di un campo di sfollati curdi a 30 km da Aleppo è stato interrotto nelle sue attività pedagogiche ed educative durante la crisi di Covid-19. Siamo andati comunque al campo per distribuire i pacchi di cibo e igiene, e i pannolini per bambini; il nostro team medico si è recato lì una volta alla settimana per prendersi cura dei malati del campo e dell'area circostante. Ora tutte le attività sono riprese come prima.
Con tutti i siriani che vivono in Siria, siamo stanchi, stanchi ed esausti! Siamo indignati dalle politiche occidentali che consentono alla situazione di marcire senza prendere alcuna iniziativa di dialogo con le autorità legittime del Paese; siamo oltraggiati dalle sanzioni imposte ai 17 milioni di siriani che vivono nei territori sotto il controllo dello Stato; rivoltati dall'occupazione illegale del 30% del territorio di uno Stato sovrano, uno dei 50 membri fondatori delle Nazioni Unite, dall'esercito turco e americano (che occupa la regione dei pozzi petroliferi siriani privando lo Stato delle risorse così necessarie); oltraggiati dal sostegno illimitato dei governi turco e occidentali e delle ONG internazionali ai terroristi islamisti che occupano la provincia di Idlib.
A volte pensiamo di gettare la spugna e fermarci. Tuttavia, quando pensiamo che gli altri hanno bisogno, ora più che mai, della nostra presenza, del nostro sostegno e del nostro aiuto, riprendiamo con più vigore il cammino di solidarietà iniziato 9 anni fa. E lasciamo il resto alla grazia di Dio.
Aleppo, 1 luglio 2020
Dr Nabil Antaki, per i Maristi Blu

martedì 30 giugno 2020

Un messaggio da padre Daniel in Siria, al mondo, sul Caesar Act

Padre Daniel, (a destra) e i Fratelli e le Sorelle di Qara, nel monastero di Mar Yacub in Siria, dove hanno trascorso la loro vita ad aiutare il popolo siriano, nel corso degli anni hanno assistito alle atrocità dei jihadisti e al loro sostegno che veniva dall'Europa e dagli Stati Uniti. Ora stanno affrontando la fame attraverso la legge CAESAR.

Cari amici

Stiamo vivendo i "tempi bui", che Gilbert Keith Chesterton (+ 1936) aveva previsto? Prediceva il crollo della nostra civiltà con la demolizione dei suoi pilastri morali, religiosi e culturali. "La gente tende a guardare con entusiasmo al futuro perché ha paura del passato", scriveva. Ma abbiamo ancora un futuro, stiamo entrando in questo periodo nero? Chesterton ebbe certamente una visione profetica. Non era solo un grande letterato inglese, ma soprattutto un originale difensore della dignità umana e divenne uno dei cattolici contagiosamente convinti che difendevano la fede autentica con umorismo e creatività. Nei periodi bui, abbiamo bisogno di un'esperienza creativa di fede più che mai. Uno dei motivi principali per cui l'Unione europea sta attraversando una profonda crisi di identità e per il momento non è uscita da essa è che ha paura di guardare indietro e ha paura di riconoscere le sue vere radici.

La schizofrenia del Governo Mondiale

Il modo in cui il popolo siriano viene sempre più strangolato dalla "comunità internazionale" dimostra in modo eloquente come i leader occidentali possano nascondere i loro piani egoistici per la distruzione del popolo siriano nascondendosi dietro i loro slogan e le più magnifiche bandiere dei diritti umani e degli aiuti umanitari. E non esiste un'organizzazione internazionale che possa garantire la giustizia e la dignità umana. Al contrario, per loro- le ONG delle cosiddette Organizzazioni per i diritti umani,- le sofferenze aggravate del popolo siriano sono da imputare al presidente siriano, al suo governo, al suo esercito e ai loro alleati (Hezbollah e Russia). Il mantra continua a essere ripetuto fedelmente dai media. Per questo ogni cittadino del mondo è chiamato a punire questi "colpevoli" aiutando a distruggere il Paese, a uccidere il popolo, a farlo fuggire e ora a morire di fame. Il fatto che tutto questo sia semplicemente un pretesto per le potenze occidentali per rubare le materie prime e imporre la loro volontà non viene nemmeno discusso.

È vero, la situazione è sempre più difficile in Siria, la moneta si è svalutata in modo spettacolare. C'è una certa tensione tra gli alawiti stessi, perché Bashar- al-Assad vuole affrontare la corruzione. Tuttavia, non c'è motivo di continuare a parlare di "guerra civile" perché non è mai avvenuta. Non ci sono nemmeno scuse per non parlare di un "governo siriano", così come non c'è motivo di parlare di un "regime" olandese e belga? E sì, ci sono state piccole manifestazioni qua e là contro il deterioramento della situazione, che è ampiamente sottolineato nei media mainstream. Che ci siano state manifestazioni di massa a Homs e al Bukamal (Deir Ezzor) la settimana scorsa e questa settimana per protestare contro gli Stati Uniti e i suoi terroristi non sarà mostrato sui media atlantici.
Inoltre, si dice che i giornalisti dei media mainstream abbiano troppo lavoro da fare per cancellare i ritratti del Presidente e le bandiere siriane. Anche il modo in cui i cittadini di Al-Qamishli hanno fermato un convoglio americano e bruciato apertamente la bandiera americana sarà nascosto. Né si vedranno le immagini della manifestazione di massa di giovedì in piazza Al Tahrir a Quneitra, rendendo chiaro alla gente che le alture del Golan devono tornare al dominio siriano.
I siriani sanno bene chi sta distruggendo il loro Paese e chi li sta proteggendo.

Il rappresentante permanente siriano all'ONU, il dottor Bashar al-Jaafari, ha ricordato nel suo recente discorso le accuse che ha mosso contro Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Turchia per aver reclutato terroristi da tutto il mondo per nove anni, armato, effettuato azioni militari, rubato o distrutto petrolio, gas, raccolti, tesori archeologici e infine imposto sanzioni più pesanti. Tutto ciò contro il diritto internazionale e contro la carta dell'ONU.
Per colmo, gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia sono Stati membri dell'ONU che garantiscono la sicurezza internazionale, il rispetto della sovranità, la pace e la giustizia!

Conclusione
Non c'è nemmeno un briciolo di umanità nel loro atteggiamento. Il presidente Erdogan occupa il nord della Siria, Israele il Golan, e gli Stati Uniti sostengono i terroristi.
"Quando gli Stati Uniti rubano apertamente 200.000 barili (un barile di circa 159 litri) di petrolio al giorno dalle risorse siriane e inoltre bruciano 400.000 tonnellate di cotone, 5.000.000 di bestiame, migliaia di acri di campi di grano, possono distruggere la Siria, svalutare consapevolmente la moneta nazionale, imporre misure economiche coercitive per soffocare il popolo siriano, occupano parti della Siria e proteggono il loro alleato turco che occupa un'altra grande parte, e poi quando il mio collega, il rappresentante permanente degli Stati Uniti all'ONU dice che il suo governo è preoccupato per il deterioramento delle condizioni di vita dei cittadini siriani, che attribuisce al "regime" ... non sono forse sintomi di schizofrenia?", chiede Bashar-al-Jaafari.

Nel frattempo, i nostri media sono preoccupati per il gran numero di terroristi belgi che tornano dalla Siria, ma nessuno si sta chiedendo come siano arrivati lì. Per nove anni, il nostro paese ha supportato i terroristi insieme a tutto l'Occidente e ora li combatteranno? Se vuoi aiutare un paese, lo fai insieme e non contro il governo legittimo, altrimenti sei dalla parte dei terroristi.

Nel frattempo COVID-19, che fino ad oggi era rimasto molto limitato in Siria, si sta gradualmente espandendo ... ma al contrario non sarà una preoccupazione per i governanti del mondo senza legge o coscienza....

  padre Daniel 
traduzione in inglese di Sonja van den Ende


Ascoltate dal francescano Fra Hanna nella provincia di Idlib, come si vive sotto il controllo di milizie jihadiste: “Qui va sempre peggio!”

domenica 28 giugno 2020

Papa Francesco alla recita dell’Angelus ricorda la fame in Siria e in Libano


Cari fratelli e sorelle,

martedì prossimo, 30 giugno, si terrà la quarta Conferenza dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite per “sostenere il futuro della Siria e della regione”. Preghiamo per questo importante incontro, perché possa migliorare la drammatica situazione del popolo siriano e dei popoli vicini, in particolare del Libano, nel contesto di gravi crisi socio-politiche ed economiche che la pandemia ha reso ancora più difficili. Pensate che ci sono bambini con la fame, che non hanno da mangiare. 
Per favore, che i dirigenti siano capaci di fare la pace!


Invito a pregare anche per la popolazione dello Yemen, in modo speciale per i bambini, che soffrono a causa della gravissima crisi umanitaria. Come pure per quanti sono stati colpiti dalle forti alluvioni nell’Ucraina occidentale: possano sperimentare il conforto del Signore e il soccorso dei fratelli.