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lunedì 5 agosto 2013

La "Quindicina dell'Assunta" e la consacrazione dei giovani della Siria al Cuore Immacolato di Maria.

Da oltre mille anni, tutte le Chiese dell'Oriente vivono intensamente la solennità dell’Assunzione in cielo della Madre di Dio premettendole quindici giorni di austero digiuno, chiamati “piccola Quaresima della Vergine”, durante i quali in tutti i monasteri e in tutte le chiese si celebra, con grande partecipazione di popolo, l'Ufficio mariano della “Paraclisis”, antico ufficio di supplice implorazione alla Vergine, per i bisogni materiali e spirituali di ogni fedele. In questa preghiera, tutti ripetono l’invocazione “Santa Madre di Dio, salvaci!”. 




Anche quest’anno, come da 40 anni a questa parte, inizia il primo agosto nella Basilica di Santa Maria in Via Lata in via del Corso a Roma (dalle ore 21.30 alle 22.30) la "Quindicina dell'Assunta", con salmi, preghiere e letture e con il canto in italiano degli inni paracletici bizantini una gioiosa preparazione alla Pasqua di gloria della Madre di Dio, per chiedere attraverso la Sua intercessione la pace della terra, l'unità delle Chiese, la benedizione divina sulle nostre famiglie e su ogni creatura umana. La Quindicina avrà il suo momento celebrativo culminante nella veglia dell'Assunta la sera del 14 agosto, nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, dalle ore 20.30 alle ore 22.30, con l'Ufficio delle letture e la Santa Messa della vigilia. 

Testo proveniente dalla pagina del sito Radio Vaticana
http://it.radiovaticana.va/news/2013/08/01/quindicina_dellassunta_nella_basilica_di_santa_maria_in_via_lata_a/it1-716039

Una piccola “GMG” nella città martire di Aleppo

Agenzia Fides   2/8/2013

Aleppo  – Nel giorno in cui Papa Francesco celebrava a Rio de Janeiro la messa conclusiva della GMG, anche i ragazzi cristiani della città martire di Aleppo si sono riuniti per vivere una giornata di preghiera e convivenza in comunione di spirito coi tre milioni di loro coetanei radunati sulla spiaggia di Copacabana e per aiutarsi a custodire insieme la speranza, pur nella sofferenza e nella fatica che segna la loro condizione quotidiana. Domenica 28 luglio, ben 850 ragazzi cristiani appartenenti a tutte le comunità cristiane della metropoli siriana si sono dati appuntamento al Centro per la gioventù George e Matilde Salem, animato dai padri salesiani nel quartiere di al-Sabeel, dove hanno condiviso un giorno di riflessione, preghiera, dibattiti e svaghi. Quattro vescovi cattolici hanno preso parte alla giornata, celebrando la messa e dividendosi i compiti nei vari momenti di riflessione e preghiera. La convivenza si è conclusa con la consacrazione dei giovani della Siria al cuore Immacolato Maria.


Il vescovo armeno cattolico Boutros Marayati descrive con accenti pieni di commozione all'Agenzia Fides l'esperienza condivisa con i giovani di Aleppo: “Mi sono meravigliato nel vedere tanti giovani senza paura, in una città sfigurata dalla guerra. Tutti testimoniavano una pace interiore che certo è un dono del Signore. In tanti di loro la crisi prolungata e le sofferenze viste da vicino per tanto tempo hanno suscitato uno sguardo lucido e profondo su cosa può salvare e redimere la vita, in ogni condizione. Si è rafforzata la percezione della tenerezza di Gesù per ognuno di loro, e molti cominciano a pensare di consacrarsi al Signore nella preghiera e nel servizio ai fratelli. Abbiamo fatto tesoro delle Parole che Papa Francesco aveva detto già nei primi giorni della GMG, con il suo richiamo a non lasciarsi rubare la speranza. Quelle parole hanno illuminato l'intera nostra giornata”. La descrizione del vescovo armeno cattolico si sofferma a lungo sul miracolo della pace interiore da lui percepita nei giovani cristiani di Aleppo: “Hanno provato a contattare con skype i giovani presenti a Rio” racconta a Fides mons. Marayati "ma le linee internet non funzionavano. Il clima era disteso, I ragazzi non apparivano presi dall'angoscia di sentirsi sotto assedio o di dover temere il futuro in quanto cristiani. Nonostante l'alto numero di partecipanti al raduno, non c'era nessuna misura protettiva e nessuna forma di autodifesa organizzata. E grazie a Dio, tutto è andato bene” .

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