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lunedì 14 marzo 2022

Damasco, si apre la conferenza “Chiesa, Casa della Carità" organizzato dalle Chiese orientali


Comunicato della Congregazione per le Chiese Orientali


Conferenza “Chiesa, Casa della Carità - Sinodalità e coordinamento”


Damasco, 15 - 17 marzo 2022



Nel corso della Plenaria dell’Assemblea della Gerarchia Cattolica in Siria, a fine ottobre del 2021, il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, aveva incoraggiato la convocazione, da parte dei Vescovi del Paese, di una Conferenza che vedesse coinvolti i Rappresentanti di tutte le circoscrizioni cattoliche della Siria, insieme ai Delegati delle Agenzie della ROACO, alcuni Rappresentanti dei Dicasteri della Curia Romana, con il coordinamento della Nunziatura Apostolica a Damasco.


La data era stata individuata nei giorni dal 15 al 17 marzo 2022. Sin da subito si sono attivati i contatti e la programmazione dell’evento, che voleva essere una occasione di ascolto, condivisione e rilancio per il futuro delle comunità cristiane dell’amato e martoriato Paese, come spesso lo ha definito Papa Francesco. Il desiderio era quello di vivere una particolare dimensione del cammino sinodale proposto dal Pontefice alla Chiesa Universale, coinvolgendo i fedeli, i presbiteri e i Vescovi della Siria, oltre a persone che in diversi ambiti ed Istituzioni hanno manifestato in questi anni di conflitto una costante attenzione alla vita dei fratelli e delle sorelle della Siria. 


Nelle ultime settimane, si è anche considerata la possibilità di uno spostamento della Conferenza, a motivo della gravissima situazione in Ucraina, ma si è deciso di mantenerla proprio per non disperdere l’intenso lavoro di preparazione che ha coinvolto molte persone in Siria, Paese stremato da anni di conflitto e dalle disastrose conseguenze sulla società civile e sulle stesse comunità cristiane. Forte sarà la preghiera che animerà le giornate pensando a quanto accade in Ucraina, nella speranza che giunga presto la pace come invocato con forza dal Santo Padre.


Dopo l’arrivo nella serata di lunedì 14, i lavori inizieranno la mattina di martedì 15 marzo, anniversario dell’inizio del conflitto siriano, e prevederanno dopo la celebrazione della Santa Messa in rito latino i saluti inaugurali del Patriarca Greco-Melkita S.B. Youssef Absi, di quello Siro S.B Youssef III Younan, di quello Caldeo S.B. Card. Louis Raphaël I Sako, del Cardinale Prefetto, Leonardo Sandri, del Nunzio Apostolico Card. Mario Zenari e all’introduzione del Segretario della Conferenza S.E.R. Mons. Antoine Audo. Seguirà un intervento di S.E. Mons. Giovanni Pietro Dal Toso, sulla visione della Dottrina sociale della Chiesa ripresa dall’Enciclica Deus caritas est, un primo dibattito, e una successiva panoramica curata da incaricati locali sul lavoro umanitario svolto dalla Chiesa Cattolica in Siria. Nel pomeriggio sono previsti lavori di gruppo e alcune testimonianze.


Mercoledì 16 marzo, dopo la Santa Messa, gli interventi di Agenzie cattoliche e non, quali Caritas Siria, Caritas Internationalis, un esponente delle amministrazioni locali, Mezzaluna Rossa, ONU, ECHO (Unione Europea), e i lavori di gruppo.


Giovedì 17 marzo, ultimo giorno di lavori assembleari, la mattina sarà curata dalla Congregazione per le Chiese Orientali insieme con le Agenzie della ROACO circa i criteri per l’elaborazione dei progetti di aiuto e i requisiti amministrativi che devono essere seguiti nelle singole circoscrizioni. A seguire, i lavori di gruppo per coordinare delle proposte concrete sul tema dell’educazione, la salute, l’assistenza alimentare, i progetti di riabilitazione, la gioventù, gli anziani, le persone diversamente abili, insieme alla individuazione di percorsi per la formazione permanente del clero e dei laici, la pastorale sociale, la trasparenza amministrativa.


La conclusione è prevista nel tardo pomeriggio di giovedì 17 con la celebrazione della Divina Liturgia presieduta dal Patriarca Youssef Absi nella Cattedrale greco-melkita di Damasco e l’omelia del Cardinale Leonardo Sandri.


Le tre giornate di lavoro coinvolgeranno circa 250 persone, in prevalenza siriane, con delegazioni di alcuni Episcopati Europei, delle Agenzie della ROACO, del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, della Segreteria di Stato, oltre che della Congregazione per le Chiese Orientali e la Nunziatura Apostolica in Siria.



venerdì 11 marzo 2022

Mentre l'Occidente sanziona la Russia, la lira siriana continua a scendere, spingendo i siriani in una crisi più profonda

(foto Nino Frezza)

Martedì scorso, la sterlina siriana è crollata a 3.785 sterline siriane rispetto al dollaro USA, costituendo un calo di circa 115 sterline siriane in una settimana. La valuta è stata colpita dalla guerra in Ucraina e dalle sanzioni imposte alla Russia, poiché i prezzi dei beni di consumo e del cibo sono aumentati "in modo folle" nei mercati; per alcuni beni, l'aumento dei prezzi ha superato il 40%.

L'incidente è dovuto alle significative relazioni commerciali della Siria con la Russia, nonché alle relazioni bancarie principalmente attraverso le rimesse. Questi fattori hanno lasciato la Siria gravemente esposta alle sanzioni occidentali contro Mosca. 

Le sanzioni occidentali alla Russia sulla Siria 

Secondo l'ambasciatore russo Alexander Yefimov, lo scorso anno il commercio tra Russia e Siria è triplicato.  "Molti prodotti nel mercato siriano sono diventati dipendenti dai fornitori russi in vari settori, come il grano e altri", ha affermato nell'ottobre dello scorso anno Mohammed Samer al-Khalil, ministro dell'Economia e del commercio estero del governo.

Secondo queste evidenze, le sanzioni occidentali alla Russia avranno ripercussioni negative e rapide sull'economia del governo siriano, come indicato da dichiarazioni governative e non governative sul definitivo impatto sulla Siria a seguito della guerra. Questo impatto si è manifestato in prezzi elevati e scarsità di alcuni beni, in particolare petrolio, grano e altri prodotti, che hanno spinto i cittadini a affrettarsi ad acquistare e ad accumulare cibo per paura di prezzi più alti e perdita di mercati a causa dell'ostruzione delle importazioni. In effetti, la mossa assomigliava alla frenesia delle persone di accumulare beni essenziali dopo le dichiarazioni del governo nel 2020 sui blocchi pubblici dovuti alla pandemia di COVID-19.

Si avvicina il mese del Ramadan

Un altro fattore che ha spinto i siriani ad acquistare e fare scorte è l'avvicinarsi del mese di Ramadan. È normale che i prezzi aumentino con l'avvicinarsi del mese sacro, aggravando i timori di un aumento pazzesco dei prezzi già alle stelle a causa della guerra. Pertanto, molti consumatori sono andati a spendere i loro risparmi per l'acquisto di beni importanti, il che ha fatto aumentare ulteriormente i prezzi, a causa dell'aumento della domanda.

Il prezzo dell'olio vegetale è aumentato da 8.000 sterline a 11.000 sterline al litro, ammesso che fosse disponibile. In effetti, il petrolio è diventato scarso sui mercati non appena gli economisti hanno avvertito che l'offerta di petrolio poteva risentirne. Nel frattempo, il prezzo del riso è salito a 6.500 sterline; e un tipo di dattero, che di recente era di 10.000 sterline, è salito a 14.000 sterline. L'aumento dei prezzi ha interessato in varia misura altri prodotti di base, come zucchero, caffè, latte in scatola, farina, verdure e frutta. 

La spesa improvvisa ha contribuito ad accelerare la svalutazione della sterlina siriana. Gli esperti indicano che un'altra tendenza seguirà dopo l'accumulo di scorte, ovvero l'accaparramento di dollari. Ciò aumenterà la domanda e quindi spingerà ulteriormente il deprezzamento della sterlina siriana.

I siriani sono stati spinti a comprare in preda al panico dalle recenti dichiarazioni citate da una recente riunione di emergenza del governo. Come citato, l'incontro ha confermato che si stanno adottando le misure necessarie per gestire le scorte disponibili di prodotti di base (grano, zucchero, olio, riso e patate) nei prossimi due mesi. La riunione ha deciso di studiare tutte le opzioni per fornire quei beni con vari mezzi, indicando un cattivo stato di cose. 

Ayoub Arish, un alto consigliere del primo ministro, ha affermato che la crisi ucraina ha implicazioni di ampia portata per l'economia globale, compresa quella siriana. Ha previsto che i prezzi della maggior parte dei beni e in particolare delle forniture di grano aumenteranno.  Secondo Sky News, i mercati siriani vedranno un aumento senza precedenti dei prezzi, su base giornaliera, per varie materie prime, in particolare il pane.

L'Associazione dei farmacisti del governo siriano ha rivelato ieri che i prezzi dei medicinali aumenteranno in media dal 30% al 40%. Le aree sotto controllo del governo stanno assistendo alla mancanza di farmaci essenziali, compresi quelli per la pressione sanguigna, le malattie cardiache e il diabete. "L'aumento è in media tra il 30% e il 40% e copre gli antibiotici", ha affermato un membro dell'Associazione dei farmacisti Jihad Wedihi in una dichiarazione al quotidiano filogovernativo al-Watan. 

Kelly Petillo, analista del Medio Oriente e del Nord Africa presso il Consiglio europeo per le relazioni estere, ha avvertito che una crisi umanitaria in Ucraina a causa della guerra avrebbe inevitabilmente deviato i finanziamenti e le risorse di emergenza verso l'Ucraina. Questa mossa eserciterebbe pressioni sul programma di aiuti umanitari per i rifugiati dei paesi del Medio Oriente, compresi i siriani in patria e nei paesi vicini.

Questo articolo tratto da SYRIA TV (sito web dell'opposizione) è stato tradotto e curato da The Syrian Observer

domenica 6 marzo 2022

"Chiediamo alla Regina della Pace di stendere su di noi il suo manto"


In questa icona ucraina ( XVII-XVIII secolo) custodita ai Musei Vaticani, è raffigurato un noto tipo iconografico mariano che replica il celebre modello bizantino della Vergine Odigitria.

Il prototipo era custodito a Costantinopoli nel monastero Odigon e rappresentava la Madre di Dio con il Salvatore sul braccio sinistro, mentre con la mano destra lo mostrava ai fedeli. La parola Odigitria in greco significa, infatti, “colei che indica la via” (della Salvezza). Entrambe le figure erano rappresentate frontalmente: il Bambino benedicente nella mano sinistra recava un rotolo della Legge. Grazie alle numerosissime copie e repliche derivate dalla tavola originale costantinopolitana, l’icona dell’Odigitria diventò molto nota in tutto l’Oriente cristiano, incluse le terre ucraine.

Nell’antica Rus’ di Kyiv, le icone di questo tipo erano già conosciute nel XII-XIII secolo, anche se sembra che nessuna di queste repliche locali, giunte fino ai giorni nostri, possa essere datata prima del XIV secolo.

Sull’opera vaticana la Vergine è raffigurata a mezzo busto, veste una tunica blu con le maniche ornate ed è avvolta da un maphorion rosso con ampie pieghe e bordure dorate. Sulla fronte, e sicuramente anche sulle spalle di Maria oggi non più visibili, erano le tre tradizionali stelle, a simboleggiare la sua perpetua verginità. L’immagine del Bambino, che doveva essere raffigurato a piedi nudi, con chitone e himation, è quasi completamente perduta, restano soltanto parte del braccio e del nimbo; ai lati della Vergine si vedono due medaglioni tondi di colore blu e rosso, abitati dagli angeli. Inoltre, Madre e Figlio sono accompagnati dai loro tradizionali monogrammi.

Nel 2001 è stata realizzata anche una copia dell’opera originale, che ricostruisce in modo ideale la tavola originale semicancellata. Entrambe le icone furono donate a san Giovanni Paolo II in occasione del viaggio apostolico in Ucraina (2001); in seguito il Pontefice le donò a sua volta alla Congregazione per le Chiese Orientali. Infine, il 17 aprile 2004 le opere sono giunte ai Musei Vaticani.

In questi giorni tragici, la tavola originale, molto danneggiata nel corso della sua storia, sembra rispecchiare la sua terra di origine e il suo popolo, colpiti da una guerra inaspettata.

L’icona ucraina semidistrutta ne diventa quasi un simbolo: alla Vergine e a suo Figlio gli uomini e le donne affidano con speranza il loro destino.

di PIETRO BERESH

https://www.osservatoreromano.va/it/news/2022-03/quo-053/la-madonna-odigitria-parla-di-speranza.html

giovedì 3 marzo 2022

Statement Issued by the Holy Antiochian Synod

 

Balamand, March 2, 2022
The Holy Synod of Antioch, presided by His Beatitude Patriarch John X, held its thirteenth extraordinary session in Balamand on March 2, 2022, in the presence of each of the eminent metropolitans:
Elias (Archdiocese of Beirut and Dependencies), Elias ( Archdiocese of Sidon, Tyre and Dependencies), Saba (Archdiocese of Houran and Jabal Al-Arab), George ( Archdiocese of Homs and Dependencies), Silouan (Archdiocese of Jbeil, Batroun, and Dependencies), Basilios ( Archdiocese of Akkar and Dependencies), Ephraim (Archdiocese of Tripoli, Koura and dependencies), Ignatius ( Archdiocese of France, Western and Southern Europe), Isaac (Archdiocese of Germany and Central Europe), Antonios (Archdiocese of Zahle, Baalbek and Dependencies), Nicolas (Archdiocese of Hama and Dependencies), Athanasios (Archdiocese of Latakia and Dependencies), and Ephraim (Archdiocese of Aleppo, Alexandretta, and Dependencies). His Grace, Bishop Gregorios Khoury, Secretary of the Holy Synod, was among the attendees.
The following metropolitans apologized for not attending: Sergio (Archdiocese of Santiago and Chile), Damaskinos (Archdiocese of São Paulo and all Brazil), Joseph (Archdiocese of New York and All North America), Ghattas (Archdiocese of Baghdad, Kuwait, and Dependencies), Silouan (Archdiocese of the British Isles and Ireland), Basilios (Archdiocese of Australia, New Zealand, and the Philippines), Ignacio ( Archdiocese of Mexico, Venezuela, Central America and the Islands of the Caribbean Sea), Jacques (Archdiocese of Buenos Aires and all Argentina), and Niphon (Saykali), Metropolitan of Chehba, and the representative of the Patriarch of Antioch at the Patriarchate of Moscow. His Eminence, Metropolitan Boulos Yazigi, absent due to abduction, was mentioned in the prayers and supplications of the Synodal fathers.

Following the prayer, invocation of the Holy Spirit and the divine mercy, the Synodal fathers firstly addressed the issue of the abducted Metropolitans of Aleppo, Paul Yazigi, and Youhanna Ibrahim, and denounced the international silence over the issue, which is entering its ninth year. They called for the Metropolitans’ immediate release and putting an end to this file that encloses some of the woes the people of the East undergo.

The Fathers reflected upon the recent developments in the Orthodox Church and the crisis that threatens Orthodox unity with serious repercussions.
They reiterated the position of the Patriarchate of Antioch stressing the necessity to return to the principle of consensus and unanimity of all Orthodox Churches, those recognized by the family of Local Churches, in what relates to the joint Orthodox work and the efforts to find solutions to controversial issues challenging the Orthodox world. Consensus and unanimity guarantee the unity of the Orthodox Church.

On the pastoral level, the fathers stressed that the various ranks of Priesthood mirror the Church's service to its children; therefore, the one who serves the Church of Christ is called to be an icon of the Lord and a living witness to Him in all his deeds. They emphasized their great keenness for preserving the purity of the priestly service with no stain or wrinkle or any other blemish, in all its dimensions, namely, the spiritual, pastoral, administrative, and financial. They stressed that the Church, to ensure the purity of service and witness, ought to be firm and demand accountability whenever the need arises.

The fathers discussed the economic and financial situation and social problems challenging the Lebanese population, who lacks the most basic prerequisites of a decent life. The Synodal fathers called on the Lebanese government to work to provide public services and basic living requirements for its citizens. At this parliamentary pre-election stage in Lebanon, the fathers remind of the importance of political vigilance, and call upon their children to approach the upcoming elections with a sense of responsibility to elect the candidates who are loyal to the country, who can lift up the country from the rock bottom, and from the wrongdoings that have accumulated throughout the Lebanese political life.

Concerning the Syrian issue, the Fathers repeated their call to find a political solution, taking into consideration the aspirations of the Syrian people, to achieve national reconciliation and preserve the unity of the Syrian State. The Synodal fathers also appealed to the international community to lift the economic sanctions, which repercussions the citizens bear in their livelihood, health, and that impact the future of their children.

The Synodal Fathers follow with deep pain and great sorrow the distressful escalation in Ukraine and raised their fervent prayers for peace in Ukraine and the entire world, and that the Almighty God inspires the decision-makers to give priority to the logic of peace and to adopt the language of dialogue to spare further destruction as well as human causalities and material losses incurred by all parties.
During this difficult time for the Ukrainian people, the Fathers express their sympathy to the shepherds of the Ukrainian Orthodox Church presided by His Beatitude Metropolitan Onuphriy. The Fathers hope that the spiritual and historical ties between the Russian and Ukrainian peoples, who had emerged from the same baptismal font, would contribute to resolving the conflict, achieving reconciliation, and consolidating peace.

On the threshold of the Holy and Great Lent, the Synodal fathers urge the faithful to adhere to the word of God, intensify their prayers for peace from above. They remind their children, in the homeland and oversees, of the importance that the struggle in fasting be accompanied with caring for the destitute little brethren of Jesus, given that in the Church we do not fast only to abstain from food, but rather to provide the poor with the spared price of the food that we abstain from.

Greek Orthodox Patriarchate of Antioch and All the East