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martedì 6 febbraio 2024

Lettera dai Fratelli Maristi di Aleppo: tristezza e tragedia


Lettera da Aleppo n° 48, 5 febbraio 2024 (a un anno dal terribile terremoto) 

Traduzione di fratel Giorgio Banaudi

Cari amici,

I Maristi blu sono in lutto: la nostra volontaria più anziana, Marguerite També, è morta improvvisamente pochi giorni fa, mercoledì 31 gennaio.

All'età di 92 anni, Margot era ancora molto attiva, veniva ogni giorno nella nostra sede presso la comunità dei Fratelli, gestiva il progetto "Sviluppo delle donne", riordinava e distribuiva gli abiti usati che ricevevamo, ascoltava i nostri volontari e condivideva con loro la sua vita e la sua esperienza. Margot è stata con noi fin dagli inizi, nel 1986, in questo cammino di solidarietà insieme con i più svantaggiati. Lascerà un grande vuoto nei nostri cuori e nella vita di tantissime persone qui ad Aleppo.

 Ho esitato a lungo prima di scrivere questa lettera. Mi sembrava quasi indecoroso parlarvi della nostra situazione ad Aleppo mentre poco lontano da noi si sta consumando una terribile tragedia, una delle peggiori della storia.

Decine di migliaia di bombe sganciate su una piccola area con la più alta densità di popolazione al mondo; decine di migliaia di vittime civili (27.000 i morti finora), la maggior parte dei quali sono bambini e donne; non c'è famiglia che non abbia perso uno o più membri; quasi due milioni di sfollati su una popolazione di poco più di 2.200.000 abitanti, la maggior parte dei quali vivevano già praticamente come profughi; la maggior parte degli ospedali e delle strutture mediche è stata resa inutilizzabile; le medicine, l'acqua, l'elettricità e il cibo vengono forniti col contagocce; i palestinesi di Gaza stanno soffrendo come mai nessuno prima.

E tutto questo continua, nonostante la condanna dei governi del mondo, nonostante le incessanti richieste del Segretario Generale delle Nazioni Unite, dell'UNICEF, dell'OMS, di Medici senza frontiere e di Human Right Watch di fermare questi atti di guerra e lasciar passare gli aiuti umanitari.

L'unico aspetto positivo di questa tragedia è che ha riportato in primo piano la questione palestinese e che tutti i governi, soprattutto le grandi potenze, tornano finalmente a parlare della soluzione dei due Stati, mentre, pur essendo convinti che questa sia l'unica soluzione possibile, da 20 anni non hanno fatto nulla per metterla in pratica, permettendo anzi che la colonizzazione dei territori palestinesi occupati continuasse e impedendo di fatto la creazione di uno Stato palestinese autonomo.

Qui ad Aleppo, tutti sono solidali con i palestinesi e, a dir poco, disgustati dalle atrocità commesse contro di loro. Le conversazioni degli aleppini, i messaggi su WhatsApp, i post su Facebook sono tutti incentrati su questa tragedia.

Non solo: anche la situazione economica e la vita quotidiana in Siria, e in particolare ad Aleppo, sono argomenti di discussione quotidiana, perché le cose qui vanno di male in peggio.

I prezzi aumentano ogni giorno di pari passo con il crollo della valuta nazionale; il costo della vita, già insopportabile, continua a salire a livelli mai visti, con il risultato che il 90% delle famiglie vive sotto la soglia della povertà e non riesce ad arrivare a fine mese. Lo Stato, non avendo più a disposizione risorse finanziarie, non sovvenziona più come un tempo i prodotti essenziali come pane, benzina e gasolio per il riscaldamento, contribuendo così all'aumento dell'inflazione.

E pensare che prima del 2011 il Paese era prospero e la povertà molto rara.

Le riserve sono ormai quasi esaurite; molti prodotti sono razionati; l'elettricità viene erogata solo per 2 ore al giorno. La gente soffre; basti pensare a questo freddo inverno, con temperature di 4-5 gradi, senza nessuna possibilità di riscaldamento!

Durante gli anni della guerra, la vita ad Aleppo era pericolosa. Negli ultimi 6 anni è diventata ancora più difficile, addirittura intollerabile. Il movimento migratorio sta crescendo, soprattutto di recente, grazie soprattutto alle nuove opportunità offerte dal governo canadese. Alcuni dei principali referenti dei Maristi Blu sono già partiti, altri sono in attesa del visto per emigrare.

Cosa possiamo dire a coloro che, disperati e senza più speranza, vengono a chiederci consiglio su una possibile partenza o a coloro che, ottenuto il visto, vengono a salutarci? Se non augurare loro buona fortuna.

Di fronte a tutte le sofferenze patite dalla popolazione di Aleppo, noi Maristi Blu riteniamo che il nostro contributo per alleviarle sia ancora più urgente che mai.

Vi faccio qualche esempio:

Il nostro programma "Goccia di latte” fornisce a 2.100 bambini il fabbisogno mensile di latte. Il prezzo di una razione mensile di latte per bambini (720.000 LS) è più costoso dello stipendio mensile attribuito al papà (che è di circa 400.000 LS).

Di recente abbiamo ricevuto una grande donazione in natura da un'associazione francese: pannolini per neonati. Il prezzo mensile dei pannolini per un bambino (200.000 LS prodotti qui localmente) è la metà dello stipendio del papà! Il nostro progetto "Pannolini per i bèbè” aiuta circa 600 famiglie al mese.

Il nostro progetto "LED", che consiste nell'installazione di una batteria, di un inverter e di luci a LED nelle case di oltre 200 anziani o di famiglie numerose, ha permesso loro di non vivere più al buio dopo il tramonto. La maggior parte delle persone non dispone dei soldi per pagare un modesto abbonamento mensile a un generatore privato (400.000 LS al mese), che fornirebbe un po' di elettricità per accendere almeno qualche lampadina.

I "Cestini alimentari" che distribuiamo a 1.100 famiglie ogni mese, sono proprio ciò di cui hanno più bisogno. Il prezzo (400.000 LS) di ogni cesto permette così a molte famiglie di sopravvivere; il 56% delle famiglie siriane è considerato a rischio dal punto di vista alimentare, stando alle agenzie delle Nazioni Unite.

Infine, per concludere questa carrellata di esempi, il nostro programma "Sostegno scolastico" contribuisce alle spese scolastiche, di trasporto e di assistenza per più di cento alunni e studenti.

Tutti gli altri progetti proseguono normalmente.

I nostri programmi educativi, in sintesi: "Voglio imparare” per l'istruzione e l'educazione di 120 bambini dai 3 ai 6 anni, "Piccoli Semi" per il sostegno psicosociale di 450 bambini e adolescenti, "Taglio e cucito" per l'insegnamento del cucito a 20 partecipanti per ogni sessione che dura circa 3 mesi.

I nostri programmi di assistenza: "Affitto" per aiutare 120 famiglie sfollate a trovare un alloggio, "Aiuto medico” per curare circa 150 malati ogni mese, "Pane condiviso " per fornire un pasto caldo quotidiano a 260 anziani che non hanno più nessuno ad Aleppo. 

Infine i nostri programmi di sviluppo: MIT", il nostro centro di formazione per adulti, con 2 sessioni di 12 ore al mese; il programma "Microprogetti", che insegna alle persone a creare e avviare progetti personali e finanzia una cinquantina di progetti all'anno; "Formazione professionale", con 2 moduli per 20 apprendisti ciascuno, che imparano un mestiere nell'arco di 2 anni; il progetto "Sviluppo delle donne", con sessioni della durata di 3 mesi ciascuna; e infine, ma non meno importante, "Heartmade (fatto col cuore)", che, grazie alle sue 16 sarte, crea capi di abbigliamento unici per le donne, a partire da scarti di tessuto.

Quest'anno, più che negli anni precedenti, stiamo facendo del nostro meglio per formare i membri dei Maristi Blu, in particolare i responsabili dei progetti.

Per i nuovi volontari stiamo organizzando corsi formativi: un ciclo di tre sessioni di formazione: i Maristi – i Maristi Blu - la Solidarietà.

Per i volontari più esperti, formazione sul campo attraverso la condivisione delle attività di altri progetti. 

Per i direttori dei progetti: da un lato, incontri regolari per riflettere insieme sull'impatto dei progetti sui volontari e sui beneficiari, sulla conformità dei nostri valori con le nostre azioni, sullo stato attuale dei Maristi Blu e sul loro futuro; dall'altro, sessioni di formazione, su base locale o con la presenza dei Maristi del Libano o della Spagna; l'ultima sessione di formazione di 3 giorni completi si è appena conclusa con la partecipazione di tutti i direttori dei progetti, sotto la direzione di 2 formatori libanesi dell'associazione Waznat.

Stiamo facendo del nostro meglio, entro i limiti delle nostre capacità umane e materiali, per aiutare, alleviare, educare, formare, sviluppare e seminare un po' di speranza in un ambiente di sofferenza che incoraggia solo il pessimismo e la disperazione.

Infine, vi chiediamo, cari amici, di pregare per:

  • Noi, Maristi Blu, affinché Dio ci aiuti a continuare la nostra missione;

  • Per i siriani che soffrono e che non vedono alcuna luce all'orizzonte o alla fine del tunnel;

  • Per la popolazione di Gaza, affinché la carneficina si fermi;

  • Per tutti i palestinesi, affinché i loro diritti siano finalmente riconosciuti, l'occupazione finisca e possano vivere nel loro Stato.

  • Per l'intera regione mediorientale che, come una polveriera, potrebbe esplodere in qualsiasi momento.

Aleppo, 5 febbraio 2024

Per i Maristi Blu – Dr. Nabil Antaki

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