Traduci

mercoledì 14 settembre 2016

Omelia oggi papa Francesco: “Quanto piacerebbe che tutte le confessioni religiose dicessero: 'Uccidere in nome di Dio è satanico'”.

“Dobbiamo pregarlo - è un martire!
E i martiri sono beati
– dobbiamo pregarlo, che ci dia la mitezza,
la fratellanza, la pace,
anche il coraggio di dire la verità:
uccidere in nome di Dio è satanico”.
Così il Papa alla Messa per p. Hamel
Sono sincero: I Musulmani in Chiesa (con tutti gli abusi e gli equivoci che si sono creati) e i Cristiani in Moschea non mi convincono. Detto questo, ritengo importanti i gesti che i Musulmani,tramite le loro autorità, stanno compiendo qui in Italia e in altre nazioni. Di particolare importanza l'incontro ceceno a Grozny, dove circa 200 personalità musulmane di Egitto, Russia, Siria, Sudan, Giordania, Europa si sono incontrate per condannare la dottrina Wahhabita dell’Arabia saudita (Qui).
Come cristiani o come laici, li abbiamo continuamente sollecitati a gesti e assunzione di posizioni di rottura verso l'islam violento e fondamentalista e tutti i gesti che vanno in questo senso sono da apprezzare e valorizzare come segni di speranza e di buona volontà. Sono importanti per almeno due motivi: il primo è politico e riguarda tutti i focolai di guerra che vedono l'islam come movente (o pretesto) per conquistare aree sempre più vaste di territori in molte parti del mondo (Medio Oriente, Africa, Asia..). Sentir dire da parte di autorevoli imam che l'islam non può essere usato per combattere gli "infedeli" e vessarli in ogni modo, ha risvolti politici che potrebbero innescare sviluppi importanti in ordine alla pace e alla pacifica convivenza tra popoli e religioni diverse. Il secondo aspetto, non meno importante è una riflessione interna all'islam stesso, che potrebbe avere sviluppi relativi a una possibile rilettura di molte parti del Corano. Riguardo a questo secondo aspetto uso molto prudentemente il condizionale in quanto l'autore del Libro ritiene prescrittive, immodificabili e non interpretabili le Sure e gli Hadit che ne fanno un tutt'uno come parola autentica di Allah. Non sono il solo ad avere dubbi in tal senso, mi rifaccio piuttosto a scritti "profetici" di Charles de Foucauld o di Sant'Alfonso Maria de Liguori che riguardo all'Islam hanno espresso seri dubbi sulla sua evoluzione e riformabilità.
Ricordo che i Musulmani possono ricorrere in particolari situazioni alla dissimulazione (Taqqya): laddove siano minoranza e debbano carpire la benevolenza delle comunità contigue alla loro, possono accettare anche leggi e modi di vita a loro non proprio graditi, finché non siano essi ad essere maggioranza con la possibilità di farsi valere anche a livello politico e quindi legiferare islamicamente (Sharia).  Io faccio conto soprattutto sui musulmani che, prescindendo da quelle parti del Corano che vorrebbero gli infedeli combattuti e sottomessi, assumono posizioni pacifiche a fraterne nei confronti di tutti. In Egitto ci sono Musulmani che proteggono le Chiese insieme ai Cristiani quando queste sono nel mirino dei fondamentalisti. A Lahore, Musulmani hanno aiutato i Cristiani a ricostruire chiese. 
La Speranza è una virtù cristiana, l'ingenuità e il buonismo non sono invece virtù: "puri come colombe e scaltri come serpenti".
Mani tese ed occhi aperti quindi. Incontriamoci e dialoghiamo, poi preghiamo per la Pace e la fraterna convivenza. Non dimenticando che, come dice il Vescovo Negri,anzitutto "noi siamo sfidati sulla evangelizzazione e sulla educazione di un popolo cristiano capace poi di interloquire efficacemente con tutti i nostri fratelli che vivono con noi nelle varie situazioni della vita, e dare perciò il nostro contributo originale e significativo a una società in cui le differenze di cultura, di identità, di professione, di fede, devono esprimere la ricchezza della vita umana".
Gb.P.

Charles de Foucauld: "Così l'islam ci dominerà"

Forse nessun europeo è stato così vicino ai musulmani d’Africa come il beato Charles de Foucauld (1858-1916), che a loro ha dedicato la vita fino al martirio. A distanza di quasi cent’anni, una sua lettera a René Bazin, scritta due mesi prima della morte, suona come una vera profezia che fa riflettere: 

"Ritengo che se, lentamente, dolcemente, i musulmani del nostro impero coloniale del Nord Africa non si convertono, sorgerà un movimento nazionalista simile a quello della Turchia. Si formerà un’élite intellettuale nelle grandi città, educata in Francia, ma senza lo spirito né il cuore francese, un’élite che avrà perso la fede islamica, ma che ne conserverà il nome per influenzare attraverso di essa le masse.
D’altra parte, la massa dei nomadi e dei contadini resterà ignorante e distante da noi, fermamente maomettana, portata all’odio e al disprezzo contro i francesi, contro la nostra religione, contro il nostro dominio, non sempre benevolo. Il sentimento nazionalista e barbaresco crescerà nell’élite colta. Quando troverà l’occasione, per esempio durante qualche situazione difficile per la Francia, interna o esterna, utilizzerà l’islam come una leva per sobillare le masse ignoranti e così cercare di creare un impero musulmano indipendente in Africa.
L’impero francese in Africa — Algeria, Marocco, Tunisia, Africa occidentale — ha 30 milioni di abitanti. Grazie alla pace, potrà averne il doppio in meno di cinquant’anni. Questa crescita demografica sarà accompagnata da un grande sviluppo materiale. I Paesi si arricchiranno, saranno solcati da ferrovie, popolati da persone agguerrite e addestrati all’uso dei nostri armamenti, guidati da un’élite educata nelle nostre scuole. O noi impariamo a fare i membri di questa élite dei francesi, oppure prima o poi ci cacceranno via. E l’unico modo per diventare francesi è diventare cristiani.
Non si tratta di convertirli in un giorno, né tanto meno con la forza, ma dolcemente, in silenzio, con la persuasione, l’esempio, la buona educazione e l’istruzione, attraverso un contatto stretto e affettuoso. Questo è un lavoro soprattutto per i laici, che possono avere con i musulmani dei contatti assai più numerosi e più intimi che non i preti.
I musulmani possono diventare dei veri francesi? Eccezionalmente sì, ma in generale no. Molti dogmi fondamentali dell’islam si oppongono ai nostri principi. Con alcuni, e penso ai musulmani liberali che hanno ormai perso la fede, ci sono accomodazioni possibili. Ma con altri, e mi riferisco a coloro che aspettano il Madhì, non v’è nessuna possibilità di accordo. Escludendo i liberali, i musulmani credono che, giungendo i tempi del Giudizio Universale, verrà il Madhì che proclamerà una guerra santa per stabilire l’islam su tutta la terra, dopo aver sterminato o soggiogato tutti i non-musulmani.
Secondo la loro fede, i musulmani ritengono l’islam come la loro vera casa e i popoli non-musulmani come destinati a essere sopraffatti da loro o dai loro discendenti. Considerano la sottomissione a una nazione non-musulmana come una situazione transitoria. La loro fede li assicura che usciranno vincitori da questo scontro con gli europei che oggi li dominano. La saggezza consiglia loro di patire con calma questa prova: “Quando un uccello intrappolato si agita, perde le piume e si spezza le ali, invece se resta tranquillo sarà integro il giorno della liberazione”.
Loro possono preferire un Paese a un altro, come preferiscono la Francia alla Germania perché ci ritengono più miti; possono intrecciare amicizie con tale o tal’altro francese; possono combattere con grande coraggio per la Francia, per sentimento o per onore; possono dimostrare spirito guerriero, fedeltà alla parola, come d’altronde i mercenari dei secoli XVI e XVII. Ma, di norma, esclusa qualche eccezione, finché saranno musulmani, non saranno dei veri francesi. Aspetteranno con più o meno pazienza il giorno del Madhì, quando allora attaccheranno la Francia.
Ecco perché sempre più musulmani algerini si mostrano così ansiosi di chiedere la cittadinanza francese. Come possono chiedere di far parte di un popolo straniero che sanno sarà irrimediabilmente sconfitto e sottomesso? Diventare francesi davvero, implicherebbe una sorta di apostasia, una rinuncia alla fede nel Madhì.
(Lettera del beato Charles de Foucauld a René Bazin, dell’Accademia Francese, 29 luglio 1916)"

http://www.lanuovabq.it/mobile/articoli-la-profezia-di-de-foucauldcosi-lislam-ci-dominera-16853.htm#.V9BvHvmLSM9

Nessun commento:

Posta un commento

Inserisci il tuo commento. Lo vaglieremo per la sua pubblicazione. Grazie