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domenica 20 luglio 2014

Iraq: cristiani fuggiti da Mosul, bruciato l'episcopato siro cattolico

(AGI) -  19 lug. - Sempre piu' drammatica la situazione per i cristiani in Iraq. Il palazzo episcopale dei siro-cattolici di Mosul e' stato bruciato dagli jihadisti sunniti dello Stato Islamico (is) appena scaduto l'ultimatum lanciato dai miliziani dello Stato ai cittadini cristiani. Lo ha denunciato il patriarca della Chiesa siro-cattolica Ignace Joseph III Younan. Il patriarca ha incontrato stamani in Vaticano l'arcivescovo Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati. Le notizie che riporta sono disastrose: "Il nostro arcivescovado a Mosul e' stato bruciato totalmente".

RADIO VATICANA INTERVISTA il PATRIARCA YOUNAN 

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D. – Come si possono fermare questi integralisti islamici?
R. – Devono sospendere tutti gli aiuti finanziari. Da chi ricevono le armi? Da questi Paesi integralisti del Golfo, con il placet di politici occidentali, perché hanno bisogno del loro petrolio. Purtroppo è così. E’ proprio una vergogna!
D. – Quale appello lanciate?
R. – Chiediamo alla comunità internazionale di essere fedele ai principi dei diritti umani, della libertà religiosa, della libertà della coscienza. Noi siamo in Iraq, in Siria e in Libano: noi cristiani non siamo stati importati, siamo qui da millenni e, quindi, noi abbiamo il diritto di essere trattati come esseri umani e cittadini di questi Paesi. Ci perseguitano nel nome della loro religione e non fanno solamente minacce ma eseguono le loro minacce: bruciano e uccidono...
LEGGI QUI:  http://www.news.va/it/news/mosul-bruciato-episcopio-siro-cattolico-cristiani


“La comunità internazionale” sottolinea il sacerdote siro cattolico Nizar Semaan, collaboratore dell'Arcivescovo Moshe “fa registrare una inquietante passività davanti a quello che sta succedendo in quell'area. Occorre uscire dalle dichiarazioni vaghe, e porre in atto misure concrete sul piano umanitario e politico. Ad esempio, è venuto il tempo di inserire questi gruppi nella lista delle organizzazioni terroristiche condannate dagli organismi internazionali, e soprattutto occorre rendere pubblici i nomi dei Paesi e delle forze che li finanziano. I servizi segreti e i governi dei vari Paesi certo sanno certo da dove arrivano le armi e il denaro che tengono in piedi questi gruppi. Basterebbe interrompere il flusso per un mese, e questi gruppi non avrebbero più nessuna forza”. Inoltre, a giudizio di p. Semaan occorre coinvolgere leader e seguaci dell'Islam sunnita nello sforzo di isolare i gruppi jihadisti: “un pronunciamento di condanna nei confronti di questi gruppi da parte delle autorità islamiche, diffuso attraverso la rete delle moschee, avrebbe di certo un effetto rilevante”, fa notare il sacerdote siro cattolico.

http://www.fides.org/it/news/55647-ASIA_IRAQ_Il_Monastero_siro_di_Mar_Behnam_in_mano_ai_miliziani_del_Califfato_Islamico#.U80gTkaKA5s

A Mosul non ci sono più cristiani




«Per la prima volta nella storia dell’Iraq, a Mosul non vi sono più cristiani. Le famiglie cristiane si sono dirette a Erbil e Dahuk in Kurdistan». Queste le disperate parole pronunciate nella serata di sabato 19 luglio da monsignor Louis Sakko, patriarca dei caldei iracheni. Non sono solo scomparsi i cristiani, ma rischiano di scomparire anche le loro chiese. L’ISIS ha già dato fuoco alla Chiesa dell’arcivescovado. Sabato mattina è scaduto l’ultimatum per i circa 200 cristiani ancora residenti a Mosul. Il 18 luglio nelle principali moschee della città, durante la preghiera comunitaria del venerdì, sono stati distribuiti volantini in cui si comunicavano le condizioni poste ai cristiani qualora avessero deciso di non abbandonare la città. Le condizioni sono quelle espresse in un comunicato ufficiale dell’ISIS alle autorità cristiane in cui si intima quanto segue:
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leggi qui: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-a-mosulnon-ci-sonopiu-cristiani-9783.htm

A noi cristiani resta solo il grido di Cristo sulla croce

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leggi qui: http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2014/7/20/IRAQ-Warduni-vescovo-a-noi-cristiani-resta-solo-il-grido-di-Cristo-sulla-croce/2/515350/

Oggi scade l'ultimatum dello Stato Islamico ai cristiani di Mossul :  
Conversione, jizyia o la spada.

Nonostante l'invito straziante patriarchi orientali, il mondo rimane in silenzio. Dopo Maaloula Kessab e la Siria, l'altra faccia della "primavera araba" viene alla luce.

leggi suhttp://www.bvoltaire.fr/frederic-pichon/syrie-ce-chretiens,94851

leggi su: Convertirsi all’islam, pagare il tributo o andarsene. La sorte dei cristiani di Mosul marchiati con la lettera “N” http://www.tempi.it/convertirsi-islam-pagare-il-tributo-o-andarsene-la-sorte-dei-cristiani-di-mosul-marchiati-con-la-lettera-n#.U8wuC0aKA5t

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