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domenica 14 agosto 2016

Nostra Signora Fonte della Pace: un'icona tutta siriana per l' instancabile Memoria del Mistero

L’immagine della Vergine che ci accompagna nella preghiera nella nostra piccola chiesa, non ha la pretesa di essere una “icona” classica, ma come tutte le icone è nata dalla preghiera e vuole condurre alla preghiera. 
Per questo ci è stato chiesto di condividerla con voi..


E’ un’immagine nata dal nostro cammino e dalla nostra vita: le sembianze di Maria e del Bambino sono quelle di una giovane madre siriana, persona semplice e forte, nostra amica.. Lei stessa non sa di essere stata “ritratta”, a partire da una fotografia, ma è giusto così. È il volto di tutte le mamme siriane….e dei loro bambini..
Il supporto su cui è dipinta la Vergine è una lastra di pietra grezza, basaltica, grigio-azzurra, la stessa roccia che compone il nostro terreno e con la quale molte case, soprattutto antiche, sono costruite. Lei, Maria, è lì, solida, incarnata in questa terra, in questa storia..
Allo stesso tempo, la grana ruvida, grezza, della superficie fa gioco con la luce cangiante del giorno, e soprattutto al tramonto la luce fa vibrare i colori e l’oro del fondo rendendoli vivi..

Il suo nome, il suo “titolo”, è Nostra Signora Fonte della Pace, è nato da subito, prima ancora che iniziasse questa devastante guerra, è nato dalla coscienza che Maria si trova al crocevia di popoli e religioni, arrivando là dove nessun altro arriva, legame fra popoli e culture diverse, perché attraverso il suo “sì” è legame tra l’uomo e Dio. Lei è Fonte a cui tutti possono accostarsi, e bere.
Fonte della Pace, Pace maiuscola non per amore della ridondanza, ma perché la Pace che lei dona non è semplicemente assenza di conflitti, un rispettoso convivere e collaborare... La Pace che lei porta è il Cristo, non altro, senza compromessi.. E se è madre aperta a tutti, è però Madre di tutti proprio in virtù della generazione del Figlio, e dell’essere stata donata dal Figlio stesso , sulla Croce, come Madre per tutti gli uomini.
Maria è seduta, sul trono regale: Maria Regina, quindi Maria Assunta in cielo, già nella pienezza del compimento della sua vicenda umana. E il trono su cui siede- il solo punto di rosso dell’immagine, vivo, forte, fondante – altro non è se non l’amore del Padre, il suo cuore su cui si appoggia, stabile, ogni cosa creata.
In grembo, in piedi, il Figlio: la veste di Gesù è verde, verde come la creazione perfetta, così come è uscita dalle mani e dalla benevolenza del Padre. Il Padre vuole la vita, ed ha chiamato dal nulla all’esistenza tutte le cose per mezzo del Figlio. Per questo il colore che descrive l’esuberanza della vita è il verde.
Maria è l’apice di questa creazione perfetta: questo fiume di vita, portato dal Figlio, riveste la Madre – la tunica verde-e da lei sgorga e si diffonde in tutte le direzioni sulla terra, come acqua abbondante che lava e risana.
E questo fiume della vita vera ed eterna è la Pace di Dio.

Maria è anche rivestita di una sopravveste bianca, che è il colore predominante. Il bianco è il colore dell’umiltà, che è la caratteristica fondamentale della verginità, che si compie nell’assenso illimitato di Maria alla volontà del Padre, all’accoglienza del Figlio, all’opera dello Spirito Santo in lei.
L’umiltà con cui l’uomo risponde a Dio, ritorna da Dio all’uomo come veste dell’abbondanza di misericordia che tutto ricopre con la sua grazia. Nell’immagine, anche il capo di Maria è velato di bianco: ed è sul velo bianco che si posa la corona, segno della predilezione divina che ha accompagnato Maria nella sua vita, passo dopo passo, fino al trono della gloria.
Ma, ancora, sulle spalle di Maria un manto blu, segno del mistero di Dio, della vita Trinitaria che genera nel suo grembo tutta l’economia della salvezza. E se il manto da una parte lascia vedere l’opera della Grazia, dall’altra non può essere completamente aperto se non nel compimento del tempo : il manto blu torna a coprire il grembo di Maria, là dove il Cristo che viene nel mondo poggia i suoi piedi, ha la sua origine.
In corrispondenza del cuore di Maria e di Gesù, lo Spirito Santo: nella Bibbia, il cuore è il centro dell’uomo, è la persona stessa. Lo Spirito è lo Sposo di Maria, colui che stende su di lei la sua ombra luminosa. La colomba argentata è sostenuta dalla mano del Figlio, a sua volta sostenuta dalla mano della Madre. Lo Spirito sta dispiegando le ali, segno della sua azione originante, sia nella Incarnazione, che nell’opera tutta della storia del creato : lo Spirito si libra verso la creazione in attesa.
Il suo colore è l’argento: come per il rosso del Padre, l’argento si trova solo qui. Al centro di ogni cosa, al centro degli altri colori, questa luce vivida richiama in controcanto l’oro che tutto avvolge. Non è bianco, non è oro, è la luce, la grazia propria dello Spirito. 
E, a lato, la mano destra della Vergine, posata con dolcezza sul ginocchio, ma aperta a tutti, rivolta verso chi guarda: mano che invita, dolcemente, a venire, a farsi avanti, all’incontro col Figlio.. con la vera Vita.

E infine, l’oro. La luce divina, la santità che tutto avvolge…La scena si svolge come in una grotta, che è come una porta , una iconostasi. La luce si diffonde , dietro e davanti, ci invita ad entrare, a passare la porta, ed insieme viene verso di noi, si diffonde nella fenditura, segno dell’Incarnazione, punto di incontro del Divino e dell’umano.
Luce che tutto trasfigura, luce che è la santità a cui tutti siamo chiamati : “siate santi, perché Dio è santo”.
Le aureole, non hanno un margine, una linea di separazione. E’ solo un diverso traslucere dello stesso oro del fondo: la santità di Gesù, di Maria, la nostra…hanno la stessa origine: la santità di Dio.
E poi.. ognuno pregando trova altre parole, altre immagini. Una icona è fatta per questo : un invito alla preghiera…


Le sorelle trappiste del Monastero 'Adhzra yanbu'a-s-salam'
Vergine Fons Pacis  
 Azeir, Siria