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giovedì 15 marzo 2018

Siria, dopo sette anni

Jean-Claude Antakli, biologo, franco-siriano, cristiano, da anni non cessa di scrivere per raccontare la verità sulla guerra che oggi entra tragicamente nell'ottavo anno: perché il suono dei cannoni si fermi, così che gli uomini smettano di uccidere nel nome da Dio, nel nome di Allah, nel nome del denaro, della 'democrazia' e di tutti i demoni di questo mondo. Questo appello, che è indirizzato a ciascuno di noi, non deve essere dimenticato: egli ci ricorda “i nostri nonni hanno già pagato un prezzo pesante nella Seconda Guerra Mondiale, la terza è stata esportata dall'Occidente, tocca a noi fermarla”.
OpS

Appello del 17 gennaio 2018
Cari amici della Francia, del Libano, della Siria, dell'Egitto, dell'Iraq, di Israele, della Palestina e dei 5 Continenti. Vi sto inviando questo appello che ha bisogno della vostra attenzione, della vostra energia e di un po' del vostro tempo, così che un giorno, un bel giorno, non potremo più parlare di guerre, se non guerre contro la carestia, la miseria, la malattia, l'ingiustizia e i loro seguiti di orrori. Perché questo 17 gennaio, non fosse altro che giunge 27 anni dopo un'occupazione travestita, quella di un'America prepotente che con i suoi alleati aveva invaso l'Iraq con le conseguenze catastrofiche che sappiamo, con attacchi quotidiani che non finiscono ancora di distruggere un Paese, una civiltà, uomini e donne che avevano tutto per vivere in pace.
Nel 1990 avevo inviato una lettera al Presidente Bush perché riflettesse bene prima di invadere l'Iraq, perché ad Aleppo, in una casa modesta del quartiere Sléimanié, una veggente che conoscevo bene, per il suo carisma, per la sua integrità (cfr. 'Il silenzio di Dio'), aveva ricevuto un messaggio particolare dalla Santa Vergine che prefigurava ciò che sarebbe accaduto in Kuwait e in Iraq nove mesi più tardi, cioè molto prima che la Coalizione entrasse in guerra. Una copia di questa lettera è stata inviata al Presidente Mitterrand, al Santo Padre, al re dell'Arabia Saudita, al Presidente siriano, alla giornalista Marie-Claire Mendès France, al re del Belgio e a TF1... Questa voce dal Cielo, questa profezia, è stata rapidamente confermata dalla potenza delle armi.
Nel 2010, 20 anni dopo, lasciavo il salone di francofonia di Beirut proprio quando 50 persone innocenti erano uccise in una chiesa siriaca di Baghdad, mentre pregavano per il solo medesimo Dio: quello dei Musulmani, degli Ebrei e dei Cristiani. Avrei potuto proseguire per la mia strada e ignorare questo massacro, i miei figli erano al sicuro, quindi perché preoccuparsene quando i "grandi" di questo mondo han continuato a dormire tranquilli!? Tre giorni e tre notti di meditazione per trovare le parole giuste, le parole che potessero toccare il cuore del Presidente del Parlamento Europeo e quello degli uomini e delle donne di buona volontà; senza volerlo sono diventato colui che lanciava l'allerta con una nuova lettera pubblicata sulla stampa il 17 gennaio 2010 con il titolo: “Il massacro degli innocenti: Quello dei Cristiani d'Oriente.”
"All'attenzione dei nostri governanti. Al Presidente del Parlamento Europeo”
I nostri auspici sembrano molto irrisori, e i vostri impegni vani, quando vedo sotto quali auspici il nuovo decennio si è presentato! Le condanne, l'indignazione proclamate dalla Casa Bianca, dall'Eliseo, dal Parlamento Europeo, dalla Presidenza egiziana o dal Vaticano, non spaventano più nessuno e non serviranno a nulla. A Baghdad, Gerusalemme o Alessandria, giorno dopo giorno dalle famigerate guerre del Golfo care al "Clan Bush" e ai suoi alleati (sauditi e israeliani), continua l'inesorabile esodo delle più antiche comunità cristiane del mondo, veri tesori culturali del Patrimonio Mondiale ...
Alice e Martine, due giovani suore irachene mi scrivono del dramma che ha appena colpito i loro compatrioti. Ero a Beirut alla Fiera Internazionale del Libro Francese, per presentare il mio durante la settimana della Francofonia, invitato dall'Unione dei Francesi all'estero e dall'Ambasciata di Francia, a testimoniare di "Pace e giustizia attraverso la mia esperienza comunitaria tra Oriente e Occidente" quando il massacro si è svolto il 31 ottobre 2010 a Baghdad. La capitale libanese era ancora animata dalla controversa visita del presidente iraniano Ahmadinejad; il nostro Ministro degli Esteri, il signor Kouchner, moltiplicava i movimenti diplomatici per attivare l'istituzione del Tribunale Internazionale che dovrebbe giudicare i colpevoli dell'assassinio di Rafic Hariri. Sembrava che non ci fosse nulla di più urgente da affrontare! La Stampa internazionale ha immediatamente indicato i colpevoli: Al Qaeda... ma per i Cristiani di Baghdad nessuno ha parlato di un possibile Tribunale, men che meno internazionale. I sopravvissuti e le famiglie risparmiate evocano le implicazioni dei Sauditi e degli Egiziani, altri attribuiscono questo massacro ad una cospirazione israelo-americana. Queste due suore parlano di odio e questo odio non ha né passaporto né volto:
"Vogliamo iniziare questa lettera per ringraziarvi di tutti i messaggi di solidarietà che abbiamo ricevuto. Ci sono molti disastri naturali nel mondo che fanno molte più vittime che da noi, ma la causa non è l'odio, questo fa la differenza. La nostra Chiesa è abituata ai colpi duri, ma è la prima volta di un attacco così violento e selvaggio e specialmente è la prima volta che accade all'interno della chiesa, di solito fanno esplodere le bombe nei cortili delle chiese. La chiesa di Nostra Signora della Salvezza (obiettivo curioso) è una delle 3 chiese siriache cattoliche di Baghdad, la maggior parte delle persone che la frequentano sono cristiani di Mosul o di 3 villaggi cristiani siriaci vicino a Mosul ... La chiesa è stata assaltata il pomeriggio di domenica 31 ottobre, subito dopo il sermone di Padre Taher che celebrava la messa. Padre Wassim confessava in fondo alla chiesa vicino alla porta d'ingresso, mentre padre Rafhael era nel coro. Gli aggressori erano giovanissimi (14-15 anni) non mascherati, armati di mitragliatrici, di granate e indossavano una cintura esplosiva. Hanno immediatamente aperto il fuoco, uccidendo padre Wassim che stava cercando di chiudere la porta della chiesa, poi hanno sparato indiscriminatamente dopo aver ordinato alla gente di gettarsi a terra, di non muoversi, e di non gridare . Alcuni sono riusciti a inviare messaggi con il cellulare per dare l'avviso, ma dopo gli aggressori hanno sparato su tutti quelli che vedevano usare il loro cellulare... Tutto questo era stato ben preparato e orchestrato da un aiuto esterno, perché per raggiungere la strada che porta alla chiesa e raggiungere il passaggio del terrazzo, evitando il presidio di controllo della polizia che si trova nelle vicinanze, era necessario che beneficiassero della complicità di una parte delle forze dell'ordine. Poi hanno mitragliato i condizionatori d'aria in modo che il gas fuoriuscito soffocasse le persone più vicine, poi se la sono presa con la Croce mitragliandola, prendendola in giro e dicendo alla gente: "Ditegli di salvarvi! " quindi si sono messi a pregare: " Allahu Akbar, La ilaha il-lAllah ... ". E alla fine, quando l'esercito stava per entrare, si sono fatti esplodere. L'esercito e i soccorsi hanno impiegato quasi due ore per arrivare (le Forze Armate Americane sono rimaste inerti di fronte alla carneficina, un elicottero sopra girava in tondo e come unica spiegazione del loro Stato Maggiore ci dissero: "Non siamo addestrati per questo tipo di situazione "! A sentir loro, i loro soldati sono venuti a Baghdad a fare i turisti! ... Tutto questo incubo è terminato verso le 23:00, è durato moltissimo tempo, molte persone sono morte a causa di emorragie non fermate per tempo. I feriti furono portati in vari ospedali ed i morti verso gli obitori ... La preghiera ha avuto luogo con una grande dignità, senza alcuna manifestazione rumorosa, sotto la guida di padre Saad responsabile di questa chiesa ... Per quanto riguarda i due giovani sacerdoti, sono stati sepolti nella loro chiesa devastata: lì c'è un cimitero sotto la chiesa ... All'inizio non sapevamo nulla delle vittime, non conoscevamo nessuno direttamente, tranne padre Raphael, prete molto anziano; perciò siamo andate in questo ospedale per visitarlo e visitare i feriti che erano lì. Sono state le famiglie dei feriti a condurci da una stanza all'altra, tutte le vittime erano donne o ragazze, tutte ferite da proiettili; non è come un'esplosione dove ti può essere strappato un braccio o una gamba... La domenica seguente, tutti i sacerdoti siriaci e caldei di Baghdad hanno celebrato la messa in questa chiesa devastata su un tavolo di fortuna, in uno spirito di solidarietà e determinazione dicendo: "Siamo qui e qui resteremo, vogliono cacciarci e sterminarci, ma per 14 secoli non siete stati in grado di finirla con noi. La storia dei cristiani iracheni è una lunga storia di persecuzioni, martirii, di cristiani espulsi o sfollati. Questo ci ricorda il Salmo 69: "Sono più numerosi dei capelli del capo, quelli che mi odiano senza motivo" evocazione che ci rimanda a Gesù, odiato senza ragione, mentre passava facendo del bene e diffondendo la Buona Novella. Finiamo questa lettera con il grido di questo bambino di 3 anni che ha visto uccidere suo padre e gridava "basta, basta!", prima di essere ucciso anche lui. Sì, proprio con la nostra gente, piangiamo anche noi: basta! Le tue piccole sorelle di Baghdad, Alice e Martine."
Ecco i fatti, Signori Governanti, nella loro brutalità! Certamente altri omicidi hanno segnato questa Terra, culla del cristianesimo, ma un sacerdote caldeo predice: "Questo trauma rimarrà indelebile. Ci sarà un prima e un dopo. Per noi questa volta la speranza è morta!”
Ricordo alcune righe di un ispirato filosofo contemporaneo, Richard Millet, che scriveva nel 2004: "In verità, ci scaviamo la nostra stessa tomba: il destino dei Cristiani orientali è esemplare di ciò che accade quando si nega la dimensione spirituale del mondo. L'invisibile non è solo una questione di fantasmi, né l'origine è riconducibile alla sola genetica. Entrate in una Chiesa d'Oriente; sentirete ciò che le chiese dell'Occidente vi nascondono: il fruscio degli Angeli .... Siamo noi Europei che avendo rifiutato di includere nel preambolo della Costituzione dell'Unione il carattere cristiano delle nostre radici, abbiamo reso possibile lo sradicamento programmato e già effettivo: svuotato dei suoi cristiani, spesso dei suoi elementi più istruiti, i più aperti, i più moderni, questa regione del mondo sarà musulmana, con l'eccezione di Israele. Noi rinneghiamo noi stessi: la morte dei cristiani orientali è il segno non solo della nostra vergogna, ma della morte della nostra civiltà. Loro stanno silenziosamente morendo perché noi non vogliamo essere cristiani! "
Sì, Signori Leader politici, la pace nel M.O. è la priorità assoluta se non vogliamo avallare e incoraggiare la "pulizia religiosa" di cui il Presidente Sarkozy ha osato parlare. Sessant'anni di caos, di crimini, di umiliazioni che hanno fatto dire ad un mio amico francese del Tarn, Maurice Dubost, nell'ottobre 2004: "Nel 1945, quando arrivarono al pubblico le prime immagini cinematografiche e le notizie sui campi di concentramento tedeschi, avevo dieci anni, ero inorridito e ho avuto incubi per mesi. Ero ossessionato dai mucchi di cadaveri inariditi e i magri sopravvissuti. Questa ossessione è rimasta in me per mezzo secolo e non appena sentivo o leggevo la parola "ebreo", le terribili immagini mi ritornavano in mente. Negli anni '50, Israele era quasi un mito per gran parte della gioventù innamorata della libertà, della giustizia, della democrazia e dell'umanesimo. Tutti i media del tempo ci hanno presentato resoconti sensazionali ed edificanti sulla vita dei giovani israeliani e sulla costruzione del nuovo stato; a tal punto che ho sognato di andare a lavorare in un kibbutz per qualche mese, al fine di contribuire a questa bellissima impresa. Ma non ho mai potuto partire, mia madre me lo ha impedito perché non ero maggiorenne. La stessa immagine è rimasta impressa nella mia memoria per mezzo secolo, quando sentivo la parola "ebreo" immediatamente le immagini delle montagne di corpi martirizzati mi riempivano la testa. Ma a poco a poco, dagli anni '90, un'altra immagine è venuta a sostituire quella che mi ossessionava, ed ora quando sento la parola "ebreo" l'immagine che immediatamente mi si impone è un enorme carro armato d'assalto equipaggiato con un cannone, puntato contro dei bambini che lanciano pietre ... Oggi nel mondo, qualsiasi stato bellicoso può invadere il suo vicino, soprattutto se è più debole, semplicemente asserendo di essere minacciato e nascondendosi dietro l'esempio israeliano. Una sola volta i carri armati russi sono entrati a Praga, solo una volta i carri armati cinesi hanno "ripulito" piazza Tienanmen, e questi fatti hanno provocato enormi proteste nel mondo. Oggi i carri armati israeliani lo fanno ogni giorno e nessuno sembra indignarsi ... Stiamo raccogliendo in Iraq e in tutti i Paesi Arabi ciò che abbiamo seminato in Palestina. "Per Israele, non contiamo, non esistiamo nemmeno", dicono i 35.000 cristiani dei Territori Occupati che muoiono per asfissia. E dall'altra parte del Muro della vergogna, 150.000 cristiani sono considerati arabi non ebrei ai quali è vietato sia vendere che affittare un appartamento ..... La coalizione giudeo-cristiana ormai incarna per un gran numero di musulmani, la barbarie!
Sogniamo una Comunità ebraica in Francia, pesante di tutto il suo peso, con i Paesi dell'Unione Europea per costringere Israele a riconoscere il diritto a uno Stato Palestinese vivibile.
Sogniamo anche di vedere altre immagini forti come quelle del Gran Mufti della Siria Badr Al-Din Hassoun e del vescovo caldeo di Aleppo, mons. Audo, fianco a fianco a Strasburgo nel Parlamento Europeo, dove furono invitati nel 2008 a rappresentare i loro paese: la Siria.
Fu proprio al Gran Mufti della Siria che fu permesso di inaugurare il dibattito: "Siamo tutti della medesima origine e della stessa terra. Noi siamo tutti figli di Dio e fratelli nella nostra umanità .... Signor Presidente del Parlamento europeo, lei mi concede l'onore di inaugurare l'apertura dell'Anno Culturale in Europa. La ringrazio con tutto il cuore a nome del Presidente Bashar El-Assad e dei 23 milioni di Siriani che rappresento e dei quali assumo la piena rappresentanza, senza alcuna discriminazione, di religione o razza, perché per me non ci sono da un lato i cristiani, e dall'altro i musulmani: ci sono solo i Siriani che sono tutti uguali davanti ai loro diritti e doveri. Se è vero, che ci sono diverse culture che hanno segnato e arricchito la nostra società, è anche vero che ci potrà essere solo una civiltà: quella che dobbiamo costruire insieme ...”
Quando sento oggi, alla vigilia del ventesimo anniversario della Guerra del Golfo dove nulla è stato risolto, Hillary Clinton dichiarare che la pace è compromessa nel M.O. in seguito ad un attentato a Gerusalemme Est, mentre da 60 anni Israele occupa e colonizza ignorando tutte le risoluzioni internazionali, è evidentemente chiara una volontà pericolosa e permanente degli Stati Uniti d'America di mantenere questo stato di tensione, generatore di guerre infinite. Signor Presidente, la pace in Francia significa anche la pace in Medio Oriente. Fino a quando tutti i leader del mondo non avranno preso in considerazione le legittime rivendicazioni del popolo palestinese, quelle dei Cristiani orientali e dei musulmani della regione, il mondo non sperimenterà alcuna tregua.
La Comunità internazionale accetterebbe oggi l'idea della creazione di uno Stato Cristiano indipendente, che si estenderebbe storicamente da Antiochia (da cui i primi discepoli di Cristo sono partiti, per fondare la prima chiesa in Siria), alla Mesopotamia (l'attuale Iraq), in Libano attraversando la Giordania, Israele e l'Egitto, precisamente ad Alessandria, un luogo simbolico in cui tutte le tradizioni ebraica, cristiana e greca convergevano all'inizio della nostra era, per generare questa civiltà di cui siamo gli eredi? Perché fu ad Alessandria che la Bibbia fu tradotta in greco, e fu il giudaismo alessandrino a costituire il forte legame tra l'Antico e il Nuovo Testamento, tra la Torah e il Vangelo. In una parola, seguire l'itinerario storico dei nostri antenati (che furono i pionieri del cristianesimo) per dare vita a uno Stato sicuro in cui tutti i cristiani possano finalmente vivere in pace....
Questa idea ha solo un rischio : quello di innescare un cataclisma mediatico, se non l'inizio di una nuova Guerra Mondiale!
Eppure questo è ciò che accadde 62 anni fa, quando le Nazioni Unite convalidarono la creazione dello Stato di Israele il 15 maggio 1948, per le stesse ragioni storiche! A tale proposito, signor Presidente del Parlamento Europeo, continuerete, come fa da molto tempo l'America, questa politica suicida di "due pesi due misure" con tutte le conseguenze che conosciamo?
Sto compiendo questo difficile passo, con la convinzione di servire la pace e la Francia, in un mondo che diventa pericoloso e ingovernabile. Mi permetto di inviare una copia di questa lettera al vostro primo ministro e ai vostri omologhi: il presidente Barak Obama, il presidente Sarkozy e il Santo Padre Benedetto XVI°. Signor Presidente, in questo nuovo anno, che si apre con così tante catastrofi, Io oso sperare che contribuirete a renderlo migliore, così che le generazioni future si concepiscano di più come attori, economici e umani, che come giudici dei nostri storici errori.
Le assicuro tutta la mia considerazione. 
Jean-Claude Antakli. Biologo.
Cap d'Antibes. Francia.
jcantakli@yahoo.fr
Autore di: Itinerario di un cristiano orientale, C'era una volta ..il Libano! , Syriapocalypse  



"Il massacro degli innocenti in Siria. Atto II°”
Ho fatto la spola tra Aleppo e Damasco, avendo creato con mia moglie un istituto infermieristico francese (IFSMB), su richiesta di Mons. Jean Clément Jeanbart Arcivescovo Melkita di Aleppo, per sostenerlo nel suo progetto: "Costruire per rimanere" per limitare l'esodo dei cristiani, ben prima degli eventi imprevisti nel marzo 2011! Le mie origini e il mio vissuto comunitario tra la Siria e la Francia da un lato, la particolare situazione che ci ha portato a vivere 3 anni, come professionisti della salute, in contatto permanente con tutte le categorie sociali di questo paese dall'altro, mi hanno fatto constatare:
- La carneficina di civili siriani.
- Sequestri con richieste esorbitanti di riscatto, di civili, di bambini, di dirigenti d'azienda.
- Annientamento delle fabbriche, circa 2.500 aziende bruciate dagli insorti.
- Le costose attrezzature saccheggiate e vendute sul mercato nero con la complicità delle autorità turche.
- L'orrore dei cuori strappati ai soldati dell'esercito siriano ed esposti ai media internazionali.
- L'ordine degli imam diffuso nei loro sermoni del Venerdì nelle moschee del Cairo, Tunisi, Istanbul e altrove, di 'sbarazzarsi del sangue degli infedeli, macellati come i maiali, nei canali di scolo'.
- Lo stupro di ragazze e giovani donne, torturate sotto gli occhi dei loro padri, dei loro fratelli, dei loro mariti, e soffocate con il simbolo della loro fede, la croce di Cristo piantata in gola.
- Il sequestro di 2 vescovi, monsignor Yohanna Ibrahim e Paul Yazdji, noti per il loro carisma e integrità dalla comunità musulmano-cristiana
Ma chi riferisce l'orrore, l'odio e la barbarie, in Europa?
-La Turchia alleata della NATO, che ha armato, incoraggiato e garantito il saccheggio e la distruzione della Regione industriale di Aleppo, principale polmone economico della Siria?
-L'OSDH (Osservatorio siriano dei diritti umani) e il suo giullare a Londra che alimenta i social network, i senza patria al soldo dei servizi d'informazione inglesi con il denaro del Qatar?
-L'FSA (Free Syrian Army) che è stato sommerso da insorti che si infiltrano attraverso i confini della Giordania, del Libano della Turchia e dell'Iraq? Perché tutte le nazionalità "islamiste" e islamizzate sono lì, tunisini, egiziani, sauditi, qatarioti, libanesi, afghani, ceceni, libici, maliani, turchi, pakistani, yemeniti, kuwaitiani, talebani, belgi e persino francesi, ... un esercito raffazzonato e informe che deve essere chiamato oggi per nome, una "armata di occupazione"?
- Al-Jazeera, la catena del Qatar fedele ai suoi proprietari, calunnia il regime siriano di Bachar El Assad, filtra e distorce l'informazione, senza alcuna remora ...?
Le dittature teocratiche del Qatar e quelle saudite hanno trovato sul posto e in Europa gli utili idioti per far credere che in Siria si combatte per la democrazia e non per il gas. Come ho detto per oltre vent'anni, ci sono molte somiglianze tra i sovietici e gli islamisti. In particolare, gli occidentali e soprattutto gli europei sono sempre pronti a fornire loro la corda per essere impiccati.   
Ho capito molto bene che 100.000 Cristiani Copti che hanno già lasciato l'Egitto, un milione e mezzo di Cristiani Caldei fuggiti dall'Iraq, i Cristiani libanesi, palestinesi, siriani e ora, minoranze musulmane in Siria (alawiti, curdi, drusi, sciiti e ismailiti) sono condannati in Occidente secondo le leggi democratiche a geometria variabile. “Annienteremo questi barbari fino all'ultimo”... in Mali, ma gli stessi in Siria poi sono considerati dei resistenti che uno arma, l'altro sostiene, e l'altro ancora addestra.... Purtroppo, la retorica truccata di un discorso atlantista sulla base di una pretesa difesa dei diritti umani, alla fine serve solo come analisi per la maggior parte dei nostri eletti, di destra e di sinistra allo stesso modo. Al diavolo i diritti umani, l'urgenza è il diritto di vivere!
Eccoci al 2017: Abbiamo un nuovo Presidente, ma sempre i nostri fantastici media abilmente, trasmissione dopo trasmissione, manipolano l'opinione pubblica sulla Siria, nel momento in cui un vento di pace soffia sul popolo siriano dopo 7 anni di inferno! Ma poteva dimenticarsi la macchina politico-mediatica di stigmatizzare un uomo, colui che massacra il suo popolo, come se in Siria il popolo, l'esercito, il parlamento, gli intellettuali, gli uomini e le donne fossero scomparsi da tutti i media?! Laurent Delahousse, un giornalista che sa sussurrare nelle orecchie del Presidente, fedele agli ordini, ha animato la trasmissione sulla "Siria di Bashar El-Assad" con un certo giubilo. La mia reazione scritta è stata ampiamente diffusa dai social network:
Signore,
Siamo tornati il 10 novembre, io e mia moglie, da Aleppo, la mia città natale. Aleppo, questa magnifica metropoli settentrionale, ora devastata, che sanzioni, embarghi, saccheggi, incendi e bombardamenti, alla fine non sono riusciti a soffocare: Aleppo vive, Aleppo rivive e rivivrà. Basti per dire quanto il vostro programma sulla Siria di Bashar El-Assad poteva interessarci!
Di questi sette terribili lunghi anni, cosa avete imparato e ricordate, voi giornalisti? Tanto più che in tutti questi devastanti conflitti orientali eravamo, noi, la Francia, "le sue élites" intendo dire, la punta di lancia dell'intrusione, in spregio di tutte le regole base della legalità internazionale, calpestando la sovranità di un popolo, il suo diritto di scegliere e mantenere il suo regime politico fuori da tutte le interferenze straniere. Ricordare la Carta delle Nazioni Unite avrebbe rischiarato la vostra trasmissione. Non ricordarla, mi direte voi, ha puntellato i vostri strali giornalistici. Ammettetelo! ...: della Siria, dei Siriani, è stato trattato ben poco! La vostra requisitoria (non possiamo chiamarla diversamente) era solo contro la persona del presidente Bashar. Da quell'amico d'infanzia che a lui voleva solo del bene, a cui avete rivolto nel vostro commento la vostra illuminazione psicopedagogica, terremo a mente "la mano sulla bocca e il corpo accasciato" di un adolescente futuro conduttore della Siria, e dalle pertinenti analisi del signor Christian Malard, giornalista patentato, trasformato in Sherlock Holmes dei Servizi Segreti, la paranoia che lo porta a stanare i Mukhabarats, perché essi sono ovviamente invisibili! Elementare ...
Sulla storia degli avvenimenti dal 2000 al 2017, trattengo la scelta selettiva che giustifica il filo rosso della vostra dimostrazione. Ma i vostri silenzi sono più espliciti delle vostre prove .... Quando i venti della "Primavera araba" soffiarono sulla Tunisia, voi siete stati sicuramente tra i primi a salutare questi alisei. Ma quanta discrezione nel vostro programma su quelli della Libia e dell'Egitto! I tornado e i loro disastri vi spaventano?
A marzo 2011 eravamo a Damasco durante la prima dimostrazione di sostegno al presidente Bachar. France2 e tutti gli altri canali di notizie hanno pudicamente chiuso gli occhi, due giorni e una notte di protesta popolare, contro l'interferenza straniera a Deraa. Uno o due milioni di persone per strada per sostenere il loro governo. La stessa cosa ad Aleppo poche settimane dopo, sì signore, noi eravamo lì, non lei, né France2, né "Le Monde", né nessun'altro, o quelli che erano lì sono stati pregati di tacere come il nostro ambasciatore in Siria Éric Chevalier. Un'onta sull'informazione in Francia, questo meraviglioso paese di libertà. È il presidente siriano che, aprendo le porte delle prigioni siriane, ha liberato 80.000 aspiranti jihadisti in orde selvagge? Ceceni, pachistani, afghani, uiguri, giapponesi, europei ... e francesi. Ma cosa stavano facendo tutti a Damasco? Nelle carceri di Stato.
Ripetendo alla lettera le dichiarazioni e le relazioni del rappresentante dell'OSDH, questa fumosa organizzazione finanziata dai Fratelli Musulmani che ha alimentato tutta l'informazione, quella dell'agenzia Reuters come quella di AFP e la vostra, dall'inizio del conflitto voi non avete affatto illuminato il dibattito. Dire che "Bashar ha ucciso 300.000 civili e, per di più, ha gassato il suo popolo", non è degno del giornalista che lei è! Qui si tratta di accanimento mediatico. Reiterare continuamente bugie, non le faranno mai diventare verità, anche se le verità si muovono alla velocità delle lumache.
L'esperienza delle piccole fiale del Segretario di Stato di Colin Powell, agitate sotto il naso dei diplomatici delle Nazioni Unite il 5 febbraio 2003, dovrebbe spingerla a essere cauto. Prendendo spunto dal Vangelo di oggi, l'indignazione dell'ambasciatore statunitense Nikki Haley all'ONU, di fronte a immagini di bambini morti in un attacco chimico a Khan Cheikhoun nel 2017, mi lascia allibito e sopraffatto.
Su di noi è già stato fatto lo scoop di "Ghouta" e "Khan El-Assal" nel 2013, ma come le ho già detto, la verità si muove lentamente ma inesorabilmente. Per quattro anni, il suo acuto occhio di giornalista ha dovuto passare attraverso i rapporti inequivocabili del MIT (Massachusetts Institute of Technology), che ha confermato quelli della signora Carla Del Ponte, procuratore della Corte penale internazionale, che dicono che non possiamo accusare il governo né l'esercito nazionale siriano di intelligence con "il Régime", come lo chiamate senza sfumature. Questi due riferimenti internazionali si uniscono a un terzo: « The Defence Science and Technology laboratory », una delle istituzioni governative più riservate e segrete del Regno Unito per la ricerca militare, con sede a Porton Down. Tutti e tre sono curiosamente arrivati alle stesse conclusioni: il governo siriano è liberato da tutte le responsabilità negli attacchi al gas. Ma la verità non è ancora arrivata nelle cerchie parigine che lei frequenta e la esorto imparzialmente a verificarla e ristabilirla.
Per quanto riguarda Khan Cheikhoun, il gesticolare del presidente Trump non cambierà nulla. Lei deve aver sentito sicuramente parlare del signor KT. Mc. Farland, vice-consigliere della sicurezza nazionale a Washington, campione della teoria di "uomo pazzo e imprevedibile" in politica. Avevo cercato di svilupparla nei miei ultimi libri ('Siria, una guerra senza nome' e 'Syriapocalypse'). Osservo che è stato in grado di metterlo in pratica all'inizio del mandato del Sig. Trump: 59 missili Tomahawk lanciati dal Mediterraneo sull'aeroporto siriano di Shayran, 39 dispersi in volo ... E l'aeroporto è intatto!
Ne sono sicuro. Il Signor Roland Dumas, ex ministro degli Esteri, ad esempio, le avrebbe rivelato come fu chiamato a una riunione nel 2009 a Londra, per esprimere il suo parere su una bozza di piano di destabilizzazione dello Stato siriano?
L'intervista al sig. Fabius sarebbe stata più incisiva se lei gli avesse ricordato che tra maggio 2012 e febbraio 2016, mentre era Ministro degli Affari Esteri in carica, è sospettato di aver dato l'approvazione delle autorità francesi al gruppo Lafarge, per finanziare l'ISIS, acquistando da loro il petrolio e comprando i lascia-passare per camion e dipendenti. Tutto questo nella Siria di Bashar El Assad. Una schiacciante testimonianza del vicedirettore generale di Lafarge suggerisce che stavamo finanziando il Daesh mentre sostenevamo di combatterlo, in vista della partecipazione alla ricostruzione della Siria, che stiamo distruggendo. Machiavellico!
Peccato anche che lei non abbia chiesto al signor Le Drian, perché a Raqqa, senza alcun mandato dell'ONU, la Coalizione guidata dagli Stati Uniti, abbia facilitato l'esodo dei terroristi Daesh, con armi e bagagli! Dopo quattro mesi di aspri combattimenti, un accordo segreto degli Stati Uniti e degli Inglesi accettò la fuoriuscita sicura dei combattenti dalla capitale autoproclamata del Califfato, rendendo disponibili autobus e camion che in fila indiana, in convogli, hanno evacuato l'area devastata. Per andare dove? Sarebbe stato interessante farcelo sapere.
Questo piano, ad insaputa della nostra diplomazia, forse, è stato oggetto di uno studio dettagliato in un articolo della BBC, "Raqqa Dirty Secret" nel novembre 2017. Apprezzi l'aggettivo!
La Siria di Bashar era preoccupata allora, forse anche la Francia di Macron, la sera della sua trasmissione. Una storia sporca senza dubbio. Eravamo ad Aleppo in quel momento e là... si diceva che il quadro dell'operazione "Determinazione assoluta" di James Mattis, il Segretario della Difesa degli Stati Uniti, che avrebbe dovuto sterminare questi combattenti sul posto, era andata in pezzi. Perché? Semplicemente perché Daesh è una escrescenza dei servizi segreti americani e il loro scopo non dichiarato è stato raggiunto, vale a dire uccidere quanti più Siriani e Iracheni possibile e distruggere tutte le infrastrutture di questi due paesi. La missione è compiuta, sarete d'accordo: e la gratificazione segue ...
Si diceva anche che, a differenza degli "Elmetti Bianchi", che l'intera stampa ufficiale francese agli ordini ha incautamente elogiato per poi scoprire la loro turpitudine e precipitarli nell'oblio, un giorno, un giorno prossimo, signore, quello che lei ha metodicamente denigrato e trascinato in disgrazia, ridiventerà rispettabile. La perversione dei fatti e la manipolazione dell'opinione pubblica non resistono al potere del denaro. Lo sa bene come me ...
Lei non conosce la Siria, lo giurerei. Nemmeno la Siria di cui gli storici dicono che "ogni uomo civile dovrebbe averla per patria, con il proprio paese". Nello sguardo sconvolgente dei miei esausti compatrioti, non ho visto né rancore né odio. Come il presidente Macron ha detto ieri sera all'Eliseo di fronte a voi , questo odio, loro lo lasciano a noi.
Al di là dei nostri sentimenti e delle vostre analisi, questo popolo siriano di cui lei ha parlato così poco è magnifico, il suo esercito eroico e il suo presidente fedele alle alleanze che non lo hanno deluso. C'è in loro una fede incrollabile; dopo tante invasioni, stanno ancora una volta per conquistare la Pace, come ha detto molto bene S.E. Michel Raimbaud, ex ambasciatore di Francia, di cui raccomando i libri. E se "lasciamo loro in pace", la faranno da sè, non ne dubito per un istante.
Lei ha annunciato insieme ad altri che hanno frequentato i vostri schermi, specialmente gli "Autoproclamati amici della Siria" cautamente rifugiati a Saint Germain des Près, dei mantra, mese dopo mese, semestre dopo semestre, anno dopo anno. Forse ha persino finito per crederci. Con la convinzione che deriva dall'ignoranza. La sua ultima stoccata politicamente corretta, in orari di grande ascolto, non era certo rischiosa. La 'false flag' era destinata ad essere efficace. Ma la partita è finita, signor Delahousse, e come diceva Corneille, che abbiamo frequentato per un po', io e lei: "A vincere senza pericolo, si trionfa senza gloria"! Grazie per avermi seguito, signore, forse fino alla fine. La storia della guerra è quella della menzogna e della viltà. Io ho ascoltato il cuore spezzato "il grido soffocato" che ha seguito la sua trasmissione. L'ho sentito ad Aleppo dove le persone denunciano a voce alta gli abusi di una soldataglia depravata. Niente e nessuno deve scusarli.
Nel 1875 Guy De Maupassant, mentre scriveva la sua lettera sulle guerre, ignorava che un secolo dopo, nel 1975, la guerra civile in Libano sarebbe scoppiata nonostante due guerre mondiali, che lungi dall'avere pacificato il mondo hanno aggravato il divario che separa l'Oriente dall'Occidente.  Scrisse: "quando ascolto questa parola, guerra, sono terrorizzato, come se mi parlassero di stregoneria, inquisizione, qualcosa di distante, finito, abominevole, mostruoso contro natura. La guerra! ... combattere! ... uccidere! ... massacrare degli uomini! E oggi, nel nostro tempo, con la nostra civiltà, con la diffusione della scienza e il grado di filosofia a cui è arrivato il genio umano, abbiamo scuole dove impariamo a uccidere, a uccidere da lontano, con perfezione, un sacco di persone contemporaneamente; a uccidere dei poveri diavoli di uomini innocenti, con una famiglia a carico, senza precedenti penali! E la cosa più sorprendente è che l'intero popolo non si ribella ai governi!!"
Vi invito a sollevarvi prima che sia troppo tardi, la Francia, l'Europa e il mondo sono in pericolo!
Gandhi, Nelson Mandela, De Gaulle, Gesù, non hanno sollevato da soli le montagne?
Jean-Claude Antakli

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