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mercoledì 28 marzo 2018

Lettera di padre Daniel: chiediamo aiuto per assistere gli sventurati sfollati dalla Ghouta


 Qara,  23 marzo 2018



Cari e buoni amici,

la condizione delle decine di migliaia di persone che sono state liberate da parte dell’esercito da Ghouta Est è straziante, mentre gli attacchi dei terroristi continuano la comunità internazionale rimane in silenzio o continua a incolpare la Siria. Il giorno della "festa della mamma" c’è stato un attacco in un mercato a Damasco che ha causato più di 60 morti, che non è stato mostrato né dai "Caschi Bianchi" e neanche dall’ "Osservatorio" dei ribelli a Londra e cosi questo attentato rimane nascosto ai media.
Con la nostra Comunità, volontari e collaboratori, vogliamo occuparci dell’accoglienza d’emergenza di 25 000 persone che arrivano sfinite da Est Ghouta in Damasco, come descritto dettagliatamente nel nostro rapporto. Le numerose foto e video ci danno un quadro della tragica situazione .Ora abbiamo davvero bisogno di aiuto. Siamo stati aiutati molte volte ad alleviare la sofferenza. Ora possiamo solo gridare che abbiamo un urgentissimo bisogno di aiuto finanziario per acquedotti, servizi igienici mobili, prodotti igienici, punti di pronto soccorso e tante cose inaspettate ..... per una moltitudine di gente sofferente e priva di tutto. Grazie a
tutti coloro che vogliono aiutarci in questo momento. Che il Signore Gesù Cristo benedica e ricompensi tutti i benefattori:
IBAN: BE32 0682 0832 4402/BIC: GKCC BEBB (da Belfius, Pachecoln 44, Bruxelles; con il nostro nome: Herman Victor MAES
indirizzo: Abdijlaan 16 B-2400 MOL-POSTEL, con riferimento: Damasco).

Addendum non irrelevante: Sul bonifico, nella casella “comunicazione” non si può parlare delle condizioni della Siria altrimenti il bonifico viene rifiutato dalle banche. E’ meglio scrivere: “Monastero di San Giacomo”.

Commovente
Questa settimana molte decine di migliaia di persone sono state liberate da Ghouta orientale, un gruppo di circa 30 volontari della Mezzaluna rossa e della nostra comunità sono andati sabato a Damasco per aiutare. Domenica mattina uno di loro ci ha dato le sue prime impressioni, prima di ritornare a Damasco. È un libanese, registrato come collaboratore presso la
coalizione d’amore Preemptive ( lo potete trovare su internet). Questa organizzazione (che assiste fra altro anche la nostra mega cucina in Aleppo) si concentra - soprattutto in Iraq e in Siria – sul dare aiuto alle vittime di guerra per re-integrarle nella società civile e cosi ricostruire la loro vita. Il nostro amico ci ha anche mostrato le immagini dei flussi di persone. Alcuni di loro sono crollati dallo sfinimento. Acqua e cibo sono stati distribuiti. La gente raccontava in quali condizioni terribili dovevano sopravvivere. Molti terroristi cercano di fuggire insieme con i cittadini, ma sono spesso riconosciuti e arrestati. I più grandi capi ISIS sono stati misteriosamente portati in salvo con elicotteri statunitensi. E oltre alla minaccia di morte, tortura, sofferenza e esaurimento per la popolazione civile, c’è anche stato l'abuso sessuale. Praticamente tutte le giovani donne e ragazze sono incinte. È un deliberato crollo mentale della società da parte dei terroristi, con il sostegno delle potenze occidentali che sono venute per portare la cosiddetta “democrazia e libertà”.
Domenica, un punto luminoso: il presidente siriano è venuto a visitare i soldati e civili per congratularli e incoraggiarli. E' stato accolto con entusiasmo e calore.

Mercoledì sera siamo andati a congratularci con la moglie di Zaki seguendo la tradizionale "giornata della mamma", all'inizio della primavera. La famiglia Zaki abita nella nuova costruzione del nostro monastero Mar Yakub e appartiene alla nostra comunità. Il signor Zaki è il responsabile di tutti i collaboratori qui e della Mezzaluna rossa nella regione. Il signor Zaki e i collaboratori presenti ci hanno mostrato molte foto. Sono scoraggiati perché possono fare così poco per quella che viene definita una catastrofe umanitaria. Tra le decine di migliaia di persone ci sono molti gravemente feriti e hanno urgentemente bisogno di un intervento chirurgico, mentre finora è solo possibile essere vicini a loro. La gente è contenta di essere fuggita dall'inferno dei terroristi, ma sembra ora quasi un’ impresa impossibile dare un' accoglienza provvisoria per più di 80.000 persone indigenti. Dormono a terra in massa. Ma nel più grande bisogno, nasce sempre la grande generosità. Due bambini sono seduti a terra cercando l’uno per l’altro le briciole da un pacchetto vuoto di patatine. Un medico decide di lavorare gratuitamente una giornata ininterrottamente. I volontari che arrivano per dare aiuto da ogni villaggio...

Siamo tutti profondamente colpiti dall’attuale immenso bisogno di Damasco e preghiamo ancor più per queste persone che hanno grandi necessità e stiamo già lavorando per preparare gli aiuti umanitari disponibili in loco. Il modo di concretizzare l’aiuto è al momento non ancora del tutto definito. La nostra comunità si occuperà di 25.000 persone. Queste persone sono divise in 4 gruppi, alcuni sistemati in un edificio in cemento, altri hanno tende, altri caserme di legno e altri teli di plastica. Fortunatamente, il freddo dell’inverno è finito. Secondo il nostro responsabile, la massima preoccupazione è l’igiene. Per ogni 100 persone, una persona deve essere risponsabile per la pulizia ( tantissimi bidoni della spazzatura e servizi igienici mobili....). C'è urgentemente bisogno di acqua corrente.

Eccoci alla Settimana Santa, in tutta la storia dell’umanità nessuna notizia è importante quanto la morte di Gesù sulla Croce, seguita dalla sua Risurrezione. Quest’evento ha diviso la storia dell’uomo per sempre in due: un’era antica di sacrifici distruttivi e violenti e una nuova era dell’auto-sacrificio liberatore della riconciliazione e dell’amore. Con la morte sulla croce, Gesù ha attirato a sé tutte le vittime innocenti, dalla fondazione del mondo alla fine dei tempi. Sfortunatamente, siamo rimasti bloccati per gran parte nell’era antica.

Vi auguro una Settimana Santa e Benedetta e una Gioiosa Pasqua.
P. Daniel

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