Traduci

domenica 18 settembre 2016

Soldati siriani bombardati a Deir El Zor da aerei coalizione, le faide USA per sabotare la tregua

posizione geografica (e causa) dei luoghi contesi 
Gli Occhi della Guerra, 18 settembre 16

Alla fine la tregua è stata rotta. Non da un gruppo ribelle né dai qaidisti “riciclati” di Jabhat Fatah al-Sham, ovvero gli ex miliziani (ora diventati “jihadisti buoni”) di Al Nusra. A rompere la fragile tregua siriana sono stati i caccia della coalizione a guida Usa che hanno bombardato le postazioni dell’esercito siriano nei pressi di Deir el-Zor, uccidendo almeno 80 militari e ferendone più di cento. Soldati che si trovavano lì per fronteggiare i terroristi del sedicente Stato islamico che, dopo lo strike, si sono sentiti liberi di avanzare e che sono stati fermati dai militari siriani rimasti in piedi.
Ovviamente è partito subito il gran can can delle accuse: Russia e Siria hanno affermato che, per l’ennesima volta, gli Usa hanno aiutato i terroristi e Washington ha ribattuto che si è trattato di un semplice errore. Questa la cronaca, passata poi in secondo piano a causa della bomba esplosa a New York che ha provocato il ferimento di 29 persone.
Ma c’è un aspetto più interessante, che avevamo trattato la scorsa settimana, e che val la pena riprendere.L’accordo sulla Siria siglato da John Kerry e Sergej Lavrov non è andato giù ad Ashton Carter, segretario della Difesa degli Stati Uniti. Secondo la ricostruzione fornita dal New York Times, Carter avrebbe esercitato una forte pressione su Barack Obama affinché non appoggiasse i piani di pace di Kerry. Il presidente se ne sarebbe fregato delle voci del Pentagono, rendendo così possibile la pur fragile tregua che ha retto fino a ieri sera.

Da Washington hanno fatto sapere che il bombardamento contro l’esercito siriano è stato del tutto accidentale. Può essere. Del resto, la coalizione a guida Usa che combatte contro il sedicente Stato islamico in Siria non ha mai dato prova di grande precisione militare. Anzi, gli Usa hanno più volte paracadutato armi ai terroristi dell’Isis. Gli stessi caccia americani che hanno colpito i militari siriani non sono stati in grado di colpire i miliziani dell’Isis che scappavano da Mambij per dirigersi ad Al Bab oppure a Raqqa. Se li sono fatti passare sotto il naso.
Lo strike di ieri potrebbe essere un errore. Può darsi. Anche se tutto ciò contraddice la propaganda sulle bombe americane, le uniche che – secondo i media – non colpiscono mai i civili e non provocano effetti collaterali. Le faide tra Pentagono e Kerry suggeriscono inoltre che la partita che si sta svolgendo in America è molto più ampia rispetto a quanto possiamo pensare e che gli Usa si trovano davanti ad un bivio. Da che parte voglia davvero andare resta però un mistero. Forse, le prossime presidenziali ci aiuteranno a capirlo.



AGGIORNAMENTO: dai Fratelli Maristi di Aleppo 

I siriani sono unanimemente indignati per il raid statunitense che ha ucciso più di 60 tra i giovani soldati dell'esercito siriano. Sono tutti figli di famiglie siriane che stanno facendo il servizio militare.
Nessuno qui crede nella versione ufficiale americana che dice che è un errore umano. Riteniamo che l'intervento diretto degli Stati Uniti dopo quello della Turchia di due settimane fa complica notevolmente la situazione e rende ancora più difficile una soluzione politica.
Gli Aleppini sono tuttavia ancora un po' fiduciosi, perché la tregua ad Aleppo è abbastanza ben rispettata da 6 giorni, fatta eccezione per alcune violazioni occasionali.

Questo porta un po' di speranza alla gente, mentre oggi e domani ci sarà l'inizio della scuola.

Nabil Antaki

5 commenti:

  1. Perchè nessuno di voi menziona il fatto che la tregua non è stata affatto rispettata dal "GLORIOSO" governo siriano che ha mantenuto l'assedio su certi quartieri di Aleppo dove la gente continua a morire di fame? Lo sa il buon Presidente Baschar Assad che l'Assedio è un "CRIMINE DI GUERRA"? Sicuramente dovrà rispondere anche di questo ennesimo delitto contro il povero popolo siriano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Troverà la risposta nel post seguente: noi ci fidiamo di quel che ci raccontano gli amici che ad Aleppo ci stanno davvero.
      Grazie per l'attenzione

      Elimina
  2. Non ci posso credere: c'è ancora chi crede alle primavere e alle rivoluzioni popolari?! Anonimo, ma dove vive? Ma cosa ascolta? Cosa legge? Si è chiesto magari cosa ci fanno in Siria, jihadisti di più di 80 nazionalità diverse? La Siria e il suo governo presieduto da Assad hanno il solo torto di non volersi assoggettare a chi se la vuole spartire. Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Emirati, e alleati USA facenti parte della coalizione internazionale non sono certo in Siria legalmente e non vi sono certamente per difendere i "poveri Siriani" dal feroce dittatore Assad. Assad è la pietra d'inciampo, l'ostacolo ai loro interessi nella regione. L'Arabia Saudita è forse un Paese esemplare in quanto a diritti umani? Pensiamo solo alle porcate che sta facendo nello Yemen! Pensiamo solo al tipo di libertà di cui godono le minoranze religiose sotto i Sauditi o i Qatarioti.. e i Turchi?!
    Probabilmente lei è un estimatore dei tagliagole, i quali, senza l'intervento dei Russi, in questo momento la Siria sarebbe già i padroni. Forse a lei dei Cristiani che lì vi vivono non importa una cippa, ma a me sì e sotto l'attuale governo avevano, insieme a tutte le altre componenti della società siriana, uguali diritti. Forse lei preferisce la Sharia.. ok. Continui pure a tifare per i ribelli, poi dopo, magari ci vada a vivere!
    Spenga la TV e relativi TG e si faccia un giro tra gli abitanti di Damasco, di Homs, o di Aleppo e chieda a loro con chi preferiscono vivere! Noi ci siamo stati e lo sappiamo, lei no, a quanto pare. L'unico assedio vero che io ho visto è contro tutto il popolo siriano da parte di forze che non sono siriani. Il popolo siriano è con il suo Presidente e con il proprio esercito.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Gian,
      lei della Siria parla per sentito dire. E non blateri stupidaggini del genere che non so di cosa parlo, io in Siria ci ho vissuto per 30 anni e so perfettamente della pseudo libertà di cui godeva il popolo siriano. Come fa a dire di un presidente eletto democraticamente? Non si parla di democrazia se si viene eletti con il 90% dei voti e se di passa il potere da padre a figlio. Questa è volgare dittatuta. Io non voglio i tagliagola, non voglio gli stranieri che combattono con i ribelli, ma non voglio neppure il burattino Assad nelle mani degli iraniani e dei russi. Voglio la Siria per i siriani come me. Io non spengo la TV perchè voglio sapere cosa succede nel mio paese, si ricordi piuttosto lei di inserire il cervello prima di rispondere a chi ne sa più di lei e che sicuramente ha sofferto questa situazione più di chi parla a vanvera. Inoltre mi spiega di che democrazia si parla in Iran o in Russia? Certo non migliori di quelle dell'Arabia Saudita o del Qatar o mi sbaglia anche su questo?

      Elimina
    2. "Caro" Anonimo, devo inserire il cervello prima di rispondere a chi ne sa più di lei. Apperò! Immagino che abbia deciso lei che le cose stanno davvero così. Lasciamo perdere..
      Potrei ribattere punto su punto, non per amor di polemica ma per amor di verità, ad ogni sua affermazione, ma mi limito a due o tre considerazioni, rimandandola poi alla lettura di un altro intervento di una persona che in M.O. e in particolare in Siria, ha vissuto davvero per decenni.
      Lei parla di pseudo libertà e di volgare dittatura. Vede: in quell'area del mondo dove l'Islam nei secoli si è imposto con la forza, parlare di democrazia come la intendevano i Greci e poi successivamente quasi tutto il mondo occidentale è un non senso, perché laddove l'Islam è maggioranza assoluta della popolazione, governo della nazione e religione si fondono e solo dall'intelligenza di un capo piuttosto che un altro, discende il grado di libertà di cui la popolazione può godere. Tutti i governanti di quello scacchiere sono a loro modo dittatori. Il problema è capire quanta libertà residua resta e vedere se i diritti umani fondamentali sono rispettati verso tutti.
      Lei mi contrappone Russi e Iraniani a Sauditi e Qatarioti, ma sono paragoni impropri che possono andar bene a qualcuno che fa il tifo per i Salafiti, di cui i secondi sono fedeli interpreti.
      Purtroppo è vero che in Iran non c'è democrazia, proprio per i motivi che ho detto all'inizio: pur essendo Sciti, si tratta pur sempre di una teocrazia come quelle dei Saud e del Qatar e altri staterelli della regione. Diverso è il caso dei Russi: se non possiamo parlare di una democrazia perfetta (ma sono democrazie sostanziali i nostri stati occidentali? lo sono veramente gli USA?) dobbiamo riconoscere che la laicità dello stato Russo (laicità che è anche dello stato siriano) garantisce libertà e pluralismo impensabili negli stati confessionali come quelli sotto la Sharia. L'URSS era altra cosa che non ha più nulla a che vedere con la Russia attuale.
      Parlare poi del "Burattino Assad" nelle mani di Putin è altrettanto improprio. L'amicizia personale tra Putin e Assad sfugge totalmente alla sua descrizione. Di collaborazione, di alleanza e partnerariato si deve dire: questo sì! Putin, se avesse considerato Assad un burattino, avrebbe preteso di intervenire in Siria molto prima dello sfacelo al quale ci è toccato assistere, con minor dispendio di risorse e minori perdite umane dell'esercito siriano, senza parlare delle vittime civili della barbarie jihadista! Resta il fatto che in Siria ci sono delle alleanze che si sono instaurate anche dietro ad interessi reali: alcuni legittimi e altri no. La geopolitica impone scelte di campo ed è necessario dire chiaramente chi è l'aggredito e chi è l'aggressore. Tutte le scelte dipendono da questo. La propaganda purtroppo su questo non aiuta. I media mainstream sono tutti in mano ai "padroni del mondo" e ai suoi vassalli. Quindi che aspettarsi. Lei continui pure a pensare che quello che vede e sente in TV sia oro colato. Io con i miei 60 e oltre ho visto nel tempo come possiamo essere manipolati sotto tutti gli aspetti e adesso benedico internet che mi consente di accedere a tante fonti prima impensabili.
      Riguardo a chi della situazione siriana ha avuto il polso per molta parte della sua vita (Mons. Giuseppe Nazzaro) le riporto i link che possono chiarire meglio anche il mio pensiero.

      Questo dice un po' riguardo alla persona.
      http://it.cathopedia.org/wiki/Giuseppe_Nazzaro

      Questo dice il suo giudizio sulla Siria che fu e su quella attuale.
      http://www.vietatoparlare.it/testimonianza-di-mons-nazzaro-la-primavera-siriana-dai-prodromi-al-califfato/

      Legga! ..e mi stia bene.Gian

      Elimina

Inserisci il tuo commento. Lo vaglieremo per la sua pubblicazione. Grazie