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giovedì 25 giugno 2015

Tra Ramadan, condivisione e "la speranza che non viene meno!" : dai Maristi di Aleppo



   Telegramma di cordoglio per la morte, avvenuta questa mattina, del Patriarca di Cilicia degli Armeni, Sua Beatitudine Nersès Bédros XIX Tarmouni, inviato dal Santo Padre Francesco al Sinodo Patriarcale di Cilicia degli Armeni:
    "Avendo appreso con viva commozione dell’improvvisa morte di sua Beatitudine Nerses Bedros XIX Tarmouni, patriarca di Cilicia degli Armeni, porgo le mie più sentite condoglianze al Sinodo e a tutti i fedeli del Patriarcato così duramente provati. Ricordando la nostra stretta collaborazione, di cui la recente proclamazione di san Gregorio di Narek come dottore della Chiesa è uno dei punti culminanti, affido al Padre misericordioso l’anima di questo pastore devoto che, come sacerdote, si è adoperato senza riserve al servizio delle comunità che gli sono state affidate, poi, come vescovo, ha esercitato con fede e zelo il suo ministero, prima ad Alessandria e in seguito come patriarca di Cilicia degli Armeni. Attraverso la preghiera mi unisco a tutte le persone colpite da questa improvvisa scomparsa e di tutto cuore imparto loro la benedizione apostolica, in particolare ai vescovi del Patriarcato di Cilicia degli Armeni, alla famiglia del defunto e a tutte le persone che parteciperanno alla liturgia esequiale."
FRANCESCO

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 25 giugno 2015




Lettera da Aleppo N° 22 (21 giugno 2015)

Dai Fratelli Maristi 


Oggi, 19 giugno 2015 è il primo venerdì di Ramadan…   Questa mattina le strade erano praticamente deserte. Tutti ancora dormivano. I musulmani che digiunano sono rimasti svegli fino a tardi per poter fare colazione prima della preghiera dell’aurora che annuncia l’inizio del digiuno.
Oggi abbiamo distribuito il paniere alimentare mensile alle famiglie sfollate nel quadro del progetto “Il paniere dei Maristi Blu”. La mamma di Douha non è venuta. Infatti la piccola Douha di 5 anni è all’ Ospedale St. Louis da domenica, curata con il progetto “Civili feriti di guerra”. E’ stata colpita gravemente alla testa e alla mano dalle esplosioni di una granata. La sua famiglia abita in uno dei quartieri più caldi della città. Essi sono poveri. Non hanno molti mezzi. In effetti, non ne hanno per niente. Questo quartiere è il meno caro. L’ultima casa in cui hanno abitato fino a domenica mattina è la casa della zia. Questi ultimi tre mesi sono stati sfollati due volte, sempre nello stesso quartiere ad alto rischio… Ad ogni granata che cadeva e distruggeva una parte della casa dovevano rifugiarsi altrove. Douha dovrà tornare nel quartiere e vivere nelle stesse condizioni d’insicurezza!

Per lei e per molti bambini come lei, abbiamo lanciato il progetto educativo “Voglio imparare”. Come lei, molti bambini dei nostri diversi progetti sono minacciati quotidianamente, così come i loro parenti dagli spari. Penso a Hiba che si ritrova con tutta la sua famiglia di 8 persone per la strada. In tutte le famiglie noi troviamo le stesse paure, le stesse minacce, le stesse inquietudini…soprattutto quando sono infiammate dalle voci: ”Quelli vogliono entrare…Hanno già occupato quel quartiere, quella strada…Noi li abbiamo visti , abbiamo visto la loro bandiera, abbiamo sentito il loro grido. Li abbiamo visti passare…” Anche se non sono che voci annunciate da profeti di sventura.

Eh sì, ecco Aleppo, una città immersa nelle voci di una possibile invasione dei gruppi armati. Come se non fosse già abbastanza per la gente vivere sotto la minaccia dei colpi di granata e di mortai che dovesse anche vivere l’inquietudine del domani…
Bisogna cercare una risposta? Bisogna non creare il panico? Bisogna preoccuparsi e mettere in allarme la gente? Cosa fare, come agire, quali parole pronunciare? Quale atto tradirebbe la fiducia? Quale gesto? Tante domande che obbligano, noi Maristi Blu, ad essere portatori di Speranza.

Quando voi, gli amici di tutto il mondo, ci contattate per avere nostre notizie o per mostrarci la vostra solidarietà e il vostro appoggio, noi respiriamo, riprendiamo le forze e siamo incoraggiati a continuare il cammino per quanto sia duro…

Questa sera penso a tutti i nostri amici musulmani per i quali il digiuno è il periodo del ritorno a Dio e all’uomo, ad ogni uomo, soprattutto il più sfavorito ed il più povero. E’ il tempo del “Zakat”, l’elemosina. E’ il tempo in cui ognuno ha diritto all’”ftar”, il pasto che mette fine al digiuno. Io penso ai miei amici musulmani devoti che pregano e convertono i loro cuori. Durante il Ramadan, tutto il ritmo della vita è modificato. Tutti i commerci, tutte le attività culturali e ludiche ruotano attorno al Ramadan… 29 giorni nei quali la vita si trasforma in culto e in fede.
In Siria, il Ramadan è un’occasione di condivisione, di apertura all’altro: i vicini, i parenti gli amici… Sono sempre stato edificato da ogni persona che digiuna…La mamma di Kosai , 5 anni, è venuta a supplicarmi di convincerlo a non digiunare. Un accordo è stato concluso: un giorno su due…..

Nella tradizione dell’Oriente, per augurare ai musulmani un buon Ramadan, noi diciamo ”Mabrouk taaitkon”…”Che Dio benedica la vostra obbedienza”. E’ il tempo di regolare il proprio ritmo di vita al ritmo della fede. Un esempio…un modello in questo terzo millennio.
I nostri amici musulmani hanno sempre rispettato il fatto che i loro concittadini cristiani non digiunino. Nulla è imposto ai cristiani. Questi ultimi sono liberi di vivere la loro vita e la loro fede nella pura tradizione cristiana, senza alcuna minaccia o imposta da pagare.
Noi eravamo lontani dal fanatismo che impone una sola vista, un solo sguardo, una sola via…Come siamo lontani da questo mondo estremista, estraneo alla nostra storia e alla nostra tradizione culturale. Noi abbiamo sempre rispettato la fede, la cultura e le tradizioni dell’altro.
Oggi vogliono convincerci che l’altro sia un nemico. Oggi vogliono convincerci che vivere sia escludere l’altro, non lasciargli posto…Vogliono convincerci che la diversità non dovrebbe esistere… Una sola dottrina, una sola visione, una sola legge e tutti coloro che non aderiscono sono minacciati, perseguitati esclusi ed uccisi.
In questo grande mondo che cerca un senso, proporre Dio, vivere la propria Fede ed impegnarsi per l’uomo sono una testimonianza eloquente dei valori che danno senso.

Il nostro fratello Emili, Superiore Generale, ha voluto presentare i Maristi blu come modello di presenza evangelica nelle frontiere. Noi gli abbiamo detto che non siamo degli eroi e che la nostra scelta risponde ad una chiamata interiore.

La casa dei Maristi è piena di attività per i bambini, i giovani e gli adulti. Noi non chiudiamo per ferie. Le vacanze sono l’occasione per aprire le nostre porte, lanciare delle attività all’aria aperta…permettere agli educatori di fare esperienza dell’altro e permettere ai bambini di respirare l’aria della gioia e dell’amicizia.

Noi vogliamo condividere con voi un nuovo progetto che abbiamo iniziato e di cui siamo i responsabili. In coordinamento con le altre 19 associazioni caritative cristiane di Aleppo , abbiamo lanciato il progetto “Goccia di latte”. Più di 3000 bambini cristiani minori di 10 anni usufruiscono da due mesi di una distribuzione mensile di latte in polvere o del suo equivalente per i bambini sotto l’anno di età.
Gli altri progetti continuano. L’ultimo programma del MIT comprenderà quattro sessioni di formazione. Stiamo preparando i pacchi regalo di abiti nuovi per le 200 famiglie che celebreranno la festa del Fitr (fine del Ramadan). Molti feriti da colpi di mortaio e da proiettili sono curati all’Ospedale St. Louis. I panieri alimentari sono distribuiti regolarmente, tutti coloro che ne usufruiscono apprezzano la quantità e la qualità.

Approfitto dell’occasione per ringraziare tutti i nostri amici e benefattori senza i quali non avremmo potuto sostenere le famiglie più povere di Aleppo.
Nel congedarmi, vi lascio questo testo del nostro amico il Padre Jean Debruynne tratto da “Tre figlie della saggezza”, un gioco scenico scritto per le Guide (Scout) di Aleppo: “Forse sarà oggi.. forse domani… che un giorno nuovo ci dirà “sì” e ci aprirà le sue due mani …Ascoltate, io sento un passo. Verrà questa notte forse Colui che non era atteso. Lo vedremo apparire”.
La nostra speranza non viene meno!
Buone vacanze a voi tutti. Conservate Aleppo e i suoi abitanti presenti nelle vostre preghiere.
Fratel Georges Sabe, per i Maristi Blu di Aleppo
http://aleppohope.blogspot.it/2015/06/lettera-da-aleppo-tra-ramadan.html?spref=fb


Aleppo nuova Sarajevo.«I ribelli ci bombardano  ogni giorno. 

L’Occidente non sia complice: dica la verità sulla guerra»

leggi l'intervista a Nabil Antaki:
 http://www.tempi.it/aleppo-nuova-sarajevo-ribelli-bombardano-ogni-giorno-occidente-complice-verita-sulla-guerra#.VYwWgfntmko

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