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lunedì 22 giugno 2015

27 giugno, appuntamento con l'informazione sulla Siria

Molti ricorderanno la preghiera per la pace in Siria indetta a San Pietro da papa Francesco. Fu un momento di speranza che oggi, per chi vive o guarda quel conflitto, appare tanto lontana. Un conflitto oggi più acceso che mai, oggi che ogni tentativo di pacificazione da parte della comunità internazionale è stato abbandonato e la parola è lasciata alle armi. Una guerra che non cessa di proporre il suo orrore quotidiano al mondo intero, oggi che tale orrore ha preso le sembianze dell’Isis, che ha ne fatto un marketing di successo.
Si sa tanto di questo conflitto, ne parlano  Tv e giornali, e a tutti è capitato di leggerne e di carpire qualche brandello di una improbabile chiave di lettura. 

Il prossimo 27 giugno il Coordinamento per la pace in Siria dedica una giornata di riflessioni e di approfondimenti a questa guerra. Non abbiamo chiavi di lettura da offrire, ma fatti e testimonianze dirette, cosa indispensabile per chi voglia capire quanto sta avvenendo al di là della fitta nebbia di disinformazione che lo avvolge - tanti gli interessi in gioco in questa tragica partita internazionale.
Non solo una esigenza di informazione: si deve incominciare a guardare la realtà per poter individuare efficaci vie di pace che a oggi sembrano così impossibili.
Il grido di dolore di quella povera gente, la loro ineffabile speranza conforta e interpella. Non c’è altra soluzione per la Siria che non la pace. La comunità internazionale, da troppo tempo bloccata da ambiguità e interessi, deve intraprendere una buona volta e senza indugi questa strada. 
L’alternativa è folle, il dilagare del terrore, che dopo aver travolto la Siria e l’Iraq si rivolgerà - e già ha iniziato a farlo - contro l’Occidente.



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