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martedì 18 marzo 2014

I Vescovi cattolici siriani: “Noi dichiariamo il nostro rifiuto di ogni forma di estremismo, takfirismo, omicidio ed estorsione”



DICHIARAZIONE DELL’ASSEMBLEA  DELLA GERARCHIA CATTOLICA DI SIRIA  

12 –3- 2014

L'Assemblea della Gerarchia Cattolica di Siria ha tenuto la sua sessione primaverile nel corso di un giorno, il 12 marzo 2014. A causa delle condizioni di viaggio difficili all'interno della Siria, l'Assemblea si è tenuta presso la residenza patriarcale melchita greco-cattolica in Rabweh (Antelias, Libano.)
L’Assemblea era presieduta da S.B. Gregorios III, in presenza S.B. Ignatius Youssef III Younan, Patriarca di Antiochia dei Siro-Cattolici e di S.E. Mons Mario Zenari Nunzio Apostolico in Siria e delle Eccellenze  membri dell’Assemblea.
L'Assemblea ha affrontato il programma preparato dal corepiscopo Mounir Sakkal, Segretario dell'Assemblea. Alla fine della riunione, l'Assemblea ha pubblicato il seguente comunicato stampa:

1 - La crisi siriana è ormai al suo quarto anno. La nostra situazione può essere descritta con le parole di Costituzione pastorale Gaudium et Spes del Concilio Vaticano II: "Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, soprattutto quelli che sono poveri o in qualsiasi modo soffrono, sono le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo. Infatti, non vi è nulla di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore ".

2 - Preghiamo per il riposo di tutte le vittime. Noi preghiamo per la guarigione di tutti i malati, per i feriti, i disabili e per gli emarginati ed in difficoltà. Ricordiamo i rapiti, in particolare i nostri due fratelli vescovi , Youhanna Ibrahim e Boulos Yazagi, i due preti, Michael Kayyal e Ishaq Mahfouz, e molti altri figli e figlie delle nostre parrocchie.

3 - Noi dichiariamo il nostro rifiuto di ogni forma di estremismo, takfirismo , omicidi ed estorsione, e di tutti gli attacchi contro le persone e gli edifici. Condanniamo gli attacchi ai luoghi di culto, siano chiese o moschee. Il numero di chiese danneggiate o distrutte di tutte le confessioni è oggi circa un centinaio.

4 – Affermiamo la nostra solidarietà con il nostro amato paese, la Siria, popolo e  governo. Sosteniamo tutti gli sforzi verso una soluzione pacifica, giusta e rapida alla crisi, in particolare attraverso una continuazione dei colloqui di Ginevra. Noi vogliamo una Siria unita, libera, democratica e pluralista , con gli stessi criteri di cittadinanza per tutti, e vogliamo una vita degna per tutti i componenti della società siriana, qualunque sia il loro partito.

5 - In occasione della Grande e Santa Quaresima, invitiamo i nostri figli e figlie a digiunare e dar prova di solidarietà, carità e collaborazione per alleviare le sofferenze delle persone sfollate, internamente ed esternamente al Paese. Abbiamo bisogno della grazia di digiuno, della preghiera, della forza dello spirito, della fede, della speranza e della carità. Non dobbiamo soccombere a sentimenti di disperazione, di frustrazione e  paura, nonostante la nostra tragica, terribile sofferenza che aumenta ogni giorno . Ascoltiamo  la voce del Santo Padre Francesco e lo ringraziamo per il suo sostegno, l'amore e le preghiere per la Siria. Egli ci dice: "Cerchiamo di non perdere mai il coraggio della preghiera!” . Dice anche: "Non dobbiamo mai lasciare che la fiamma della speranza si spenga nei nostri cuori!". Chiediamo a tutti di far sì che durante la Grande Quaresima,  nell'intera Siria specialmente  tra i  cristiani,  tante mani siano alzate in preghiera. Che la Quaresima susciti in noi  i sentimenti e la forza della speranza !

6 - Noi supplichiamo il Signore di  condurre il nostro cammino di croce tragico e cruento  verso l'alba e la gioia della Santa Resurrezione. Che  la Siria torni al suo antico stato, alla pace, la sicurezza, l'amore, la gentilezza, la comunicazione, la comunione, il rispetto reciproco, la convivenza, e una vita degna per tutti i cittadini.

7 - Ci appelliamo a tutti i cittadini, chiedendo loro di lavorare per la pace con tutti i mezzi, sia a livello locale che internazionale,  insistendo  sul cessate il fuoco, il dialogo, la riconciliazione e la ricostruzione. Noi tutti abbiamo la responsabilità di lavorare seriamente per la pace.

8 – Rivolgiamo un particolare ringraziamento  a Sua Santità Papa Francesco  e gli rivolgiamo le nostre  felicitazioni per il primo anniversario del suo pontificato. Ringraziamo anche tutte le  istituzioni internazionali (soprattutto cattoliche) per il sostegno offerto con l'obiettivo di alleviare le sofferenze di tutti i cittadini siriani.

Che la Vergine Maria, Nostra Signora di Damasco e Nostra Signora di  Saidnaya, e di tutti gli altri luoghi mariani di pellegrinaggio, tenga  la Siria sotto la sua protezione: sia Lei a diffondere la pace e l'amore in tutto il paese. Facciamo appello alla coscienza di tutti i popoli, e in particolare quei paesi in grado di giocare un ruolo decisivo nella crisi siriana, di trovare un modo per porre fine alla crisi.

Con la Chiesa noi preghiamo, "Commemorando la nostra santissima, purissima, la  beatissima e gloriosa Signora, la Madre di Dio e sempre Vergine Maria, con tutti i Santi, affidiamo noi stessi e gli uni gli altri e tutta la nostra vita a Cristo nostro Dio ".

Con il Signore diciamo ai figli e alle figlie delle nostre parrocchie:
"Non temere, piccolo gregge!
Sii luce, sale e lievito! "

+ Gregorios III
Patriarca di Antiochia e di tutto l'Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme


Presidente dell'Assemblea della Gerarchia Cattolica di Siria. 


“Un pace giusta!”: profonda solidarietà della Chiesa indiana con il popolo della Siria


Agenzia Fides - 12/3/2014
New Delhi – “Tre anni di conflitto in Siria hanno letteralmente devastato e distrutto la vostra vita e i vostri sogni. E’ stato pagato un tributo di oltre 100.000 vite, migliaia di mutilati e feriti muoiono di fame, milioni di persone sono dovute fuggire dal paese. Il nostro cuore va a voi, a tutta la popolazione civile, in particolare alle donne, ai bambini e agli anziani che sono le vittime più vulnerabili della violenza. Nel bel mezzo di questa violenza cieca, i vostri cuori siano speranza e desiderio di pace. E’ per questo che noi, in profonda solidarietà con voi, preghiamo sinceramente”: così recita l’appello accorato diffuso dalla Commissione per la Giustizia, la pace e lo sviluppo, della Conferenza Episcopale dell'India, inviato all’Agenzia Fides. 

Il testo, firmato da p. Charles Irudayam, ricorda l’esortazione di pace pronunciata da Papa Francesco, durante la veglia di preghiera per la Pace in Siria, il 7 settembre 2013. 
La Chiesa indiana esorta a “sostituire il linguaggio della morte”, che è la violenza, “con il linguaggio dell'amore e della vita”, che è quello parlato da Gesù Cristo, vincitore del peccato e della morte. “La sua risurrezione conferma la nostra speranza che la vita trionferà sulla morte, e la pace sulla guerra”, nota l’appello giunto a Fides. 
Invocando “una pace giusta per la Siria”, il testo conclude: “Possano tutti coloro che sono responsabili dell'attuale situazione, compiere scelte di pace! Possano tutti gli attori in campo rendersi conto che la pace vale più di ogni cosa. Dio, autore e fonte della vera pace, guidi i cuori dei leader perchè è giunto il momento di rinunciare alla violenza e di dare una possibilità alla pace”. 

http://www.fides.org/it/news/54789-ASIA_INDIA_Un_pace_giusta_profonda_solidarieta_della_Chiesa_con_il_popolo_della_Siria#.UyCm9kaYbwp

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