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venerdì 2 marzo 2012

Quello che sostengono controcorrente le comunità religiose presenti nel paese


Se vincono i rivoltosi per i cristiani ci sarà solo la fuga
di Alessandra Nucci

Il popolo siriano è con Assad, l'esercito non massacra i civili bensì li difende dalle bande armate e a soffiare sul fuoco sono i grandi media stranieri, arabi e occidentali, che falsificano i dati. Questa lettura alla rovescia della crisi siriana viene da fonti laiche, come la Rete Voltaire”,  ma anche da religiosi cristiani all’interno del Paese.

“L’80 per cento della popolazione è con il governo, come lo sono tutti i cristiani,” stima il vescovo caldeo di Aleppo, Mons Antoine Audo, gesuita, che ha accusato senza mezzi termini i grandi media, fra cui  la BBC e Al-Jazeera, di reportage non obiettivi e critiche ingiuste al regime di Assad.

Anche madre Agnès-Mariam de la Croix, superiora delle carmelitane del Monastero di Saint Jacques le Sulcis, che si trova in un villaggio a 90 km da Homs, sottolinea il divario fra la realtà sperimentata dalla popolazione e quella sposata dai grossi media internazionali. Questi presentano come una insurrezione popolare quello che i siriani e le televisioni locali conoscono come un tentativo di sovversione istigato da forze in gran parte estranee al paese. 

La religiosa ha fornito una serie di cronache dettagliate, a partire dall’aprile 2011 che sono state tradotte in inglese, arabo e italiano, ospitate su siti web di Francia, Italia, Belgio, Svizzera, Libano, Stati Uniti, Canada, Palestina, Syria, Israele e Africa del Nord.

“Qualsiasi cosa viene offerta su questo mercato derisorio dell’informazione,” ha scritto madre Agnès. Un esempio fra i tanti, il video realizzato da giovani siriani per promuovere una canzone araba. Vi appare una banda di giovani vestiti di nero che viaggiano armati su delle vetture decapottabili stile agenti di security. “Con nostro grande stupore lo stesso video è comparso su al-Jazeerah come prova dell’arroganza dei servizi segreti siriani.”

La fonte delle accuse a senso unico è una sola, concordano cattolici e Rete Voltaire: si chiama “Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo”, e ha sede a Londra. Per stabilire chi ha ragione si chiamano in causa i testimoni oculari. Rete Voltaire ricorda le manifestazioni alla presenza degli osservatori inviati dalla Lega araba: in tutto, secondo i giornali locali, a Homs sono scesi in piazza 3500 persone  per protestare contro il regime,  mentre oltre 100.000 si sono attivati a sostegno del Presidente al-Assad. E secondo l’Osservatorio di Londra? Nessuno a favore di Assad, 250.000 contro.

In questa situazione i siriani sul terreno hanno fatto vari tentativi per farsi prendere in considerazione dai grandi media, escludendo la possibilità di uno scambio di numeri. Fra questi una manifestazione in giugno in cui centinaia di migliaia di persone (secondo le fonti governative) tenevano per i bordi una bandiera siriana larga 18 metri e lunga oltre due chilometri (2.300 metri).

La Siria rimane uno dei Paesi del vicino Oriente in cui la libertà, compresa quella  religiosa, è relativamente bene assicurata. Quello che inquieta l’Occidente è che a Damasco hanno sede Hezbollah, che coltiva legami stretti con l’Iran, e l’ufficio politico di Hamas. Tuttavia, sostiene Madre Agnès, le grandi potenze giocano sul fondamentalismo religioso per mettere in risalto le differenze che separano, mentre i punti che uniscono sono molto più numerosi. “Per noi è uno spaesamento surreale la posizione di certi paesi: non siamo abituati a una Francia bellicosa, che favorisca l’estremismo e risusciti i vecchi demoni delle divisioni confessionali. La stessa sorpresa dagli Stati Uniti. Non hanno invaso l’Afghanistan per disfarsi di Al Qaeda ? Come possiamo vedere i fondamentalisti più feroci sollecitare l’aiuto degli USA? È il mondo all’incontrario.”

“Che cosa cerca l’Occidente? – si domanda la religiosa - La libertà o il fondamentalismo islamico? Oppure la libertà del fondamentalismo?”

Dopo il veto posto in Consiglio di Sicurezza da Russia e Cina a una risoluzione di condanna verso Damasco,  il Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki Moon, ha annunciato che ritorneranno gli osservatori della Lega araba.

Italia Oggi Numero 036 pag. 13 del 11/2/2012

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