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venerdì 30 marzo 2012

Cristiani nel mirino di bande armate islamiste

Minoranze e civili vittime di bande armate salafite: No alla “guerra confessionale”
Agenzia Fides 2/4/2012



A Kusayr, grande villaggio nei pressi di Homs, al confine con il Libano le minoranze etniche e religiose come alawiti, cristiani, sciiti sono state oggetto di violenze e atrocità perpetrate da gruppi armati sunniti che hanno compiuto la loro vendetta. E’ quanto riferiscono fonti dell’Agenzia Fides nella diocesi di Homs. La famiglia cristiana Kasouha ha perso molti dei suoi membri, uccisi a sangue freddo. Uccisioni e rapimenti sono compiuti per rivalsa da militanti islamisti sunniti, che avevano antichi contenziosi e che oggi si presentano come “fazioni della resistenza”. Queste bande “cercano di resuscitare i vecchi attriti intracomunitari o di portare una guerra settaria, contro le minoranze che non si uniscono all’opposizione”, spiega una fonte di Fides.
La popolazione cristiana di Kusayr, dopo alcuni massacri e attacchi, è fuggita. Edifici di cristiani sono stati distrutti o bruciati dopo essere stati saccheggiati. La casa del parroco locale, Padre George Louis,colpita da quattro colpi di mortaio, è stata completamente distrutta. Secondo i cristiani locali, i beni mobili e immobili di cristiani sono già stati redistribuiti a famiglie musulmane sunnite.
In numerose località, la popolazione civile – spiega la fonte di Fides – è presa nel fuoco incrociato. I civili hanno subito pressioni e violenze Gli attori della vita civile sono stati un bersaglio privilegiato della resistenza armata: tassisti, venditori ambulanti, i funzionari dell'amministrazione civile hanno subito violenze gratuite per costringerli a ritirarsi dalla vita civica e paralizzare le istituzioni statali. Aggressioni ripetute hanno costretto le scuole alla chiusura. Le minoranze sono vittime di costanti abusi: auto mobili e case sequestrate, uomini, donne e bambini sono presi in ostaggio e rilasciati solo con un riscatto.
Il rischio concreto – nota la fonte di Fides – è che i nobili obiettivi proclamati dall'opposizione siriana siano fagocitati dall’islamismo, a causa della presenza di gruppi armati che hanno l’unico scopo di creare una guerra settaria simile a quella del Libano. Molte aree cristiane – spiegano le fonti di Fides – anche nella città di Homs, “sono divenute un bersaglio per vendicare il fatto che i cristiani o altre minoranze non si erano uniti all'opposizione”.
Nell’opposizione armata, “ci sono diverse fazioni, indipendenti l'una dall'altra, con motivazioni e scopi diversi. Non è più un segreto che i salafiti sono attivi in molti luoghi e in particolare a Homs. I cristiani non sono vittime di una persecuzione sistematica, perché le fazioni non sono tutte salafite. E va detto che la maggioranza dei musulmani in Siria denunciano i salafiti e prendono le distanze dal wahhabismo”.
“Lo scopo di questi gruppi armati è quello di incoraggiare le minoranze ad armarsi per lo scoppio della guerra confessionale. Ma questa reazione non è avvenuta: le minoranze non si sono armate e non hanno ceduto alla logica della violenza”, conclude la fonte. (PA)
http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=38821&lan=ita


Damasco (Agenzia Fides) 30/3/2012
Monastero di Saydnaya
 Bande armate islamiste, che inquinano l’Esercito di Liberazione Siriano, hanno preso di mira alcuni fedeli cristiani nel conflitto in corso in Siria: è quanto dicono diverse fonti di Fides nella comunità cristiana in Siria, di varie confessioni.

 Nonostante le assicurazioni da parte del Consiglio Rivoluzionario di Homs e del Consiglio Nazionale Siriano sul fatto che “non sia in corso una guerra confessionale verso i cristiani”, giungono a Fides storie e testimonianze allarmanti che mostrano come i gruppi islamisti, salafiti e wahabiti, cerchino di impadronirsi o di strumentalizzare l’opposizione siriana.
Alcune famiglie cristiane confermano a Fides di essere state cacciate da Homs perché “considerate vicine al regime”. Oltre 10mila cristiani sono fuggiti dalla cittadina di Kusayr, al confine con il Libano, in seguito alle pressioni di gruppi islamisti sunniti, dice a Fides un sacerdote locale. Secondo le fonti di Fides, dopo i primi mesi di combattimenti, all’esercito dell’opposizione “si sono unite bande armate di islamisti, mercenari, militanti sunniti libanesi”.
I cristiani che non vogliono unirsi alla sollevazione popolare sono sempre più emarginati e poi “considerati nemici” della rivoluzione. Non solo: le bande islamiste hanno scacciato dal quartiere Hamidiya di Homs dei cristiani dichiaratisi favorevoli all’opposizione, perfino presenti dentro il coordinamento locale dei gruppi di opposizione. Come racconta una fonte di Fides, i militanti hanno fatto irruzione nella loro casa e hanno detto loro: “Tutti vostri beni devono essere per l’islam; andatevene, altrimenti vi uccideremo”.
Intanto molte abitazioni, strade, edifici nel quartiere cristiano di Homs sono attualmente disseminati di mine e di esplosivi, per impedire un eventuale avanzata dell’esercito regolare siriano. La settimana scorsa un rappresentante della comunità siro-cattolica ha cercato di incontrare membri dell’esercito siriano di liberazione per chiedere di salvare un patrimonio storico e culturale (edifici storici e luoghi di culto) che da secoli testimonia le tracce della fede cristiana in città. (PA)
http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=38811&lan=ita

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